Musica

#Intervista: I Monkey Tempura, storie autentiche in salsa indietronica

I Monkey Tempura hanno 3 anni di vita e sono tutti giovanissimi, eppure quello che esce fuori dal loro primo album “Ready / Set / Go!” (Filibusta Records) è un messaggio robusto e già molto definito: non fermarsi al solo racconto musicale ma approfondirlo, scavare nei suoni e nelle parole, cercare forme diverse, mettere in moto un pop “indietronico” sofisticato lontano da ogni banale ammiccamento da classifica che li ha già portati sul palco dell’Auditorium – Parco della Musica e, domenica 28 luglio, a Villa Ada – Roma incontra il Mondo 2019, in apertura ai Nu Guinea.
Ho scambiato 4 chiacchiere con Francesca Palamidessi (voce), Carlo Ferro (tastiere, elettronica), Francesco De Palma (basso) e Shanti Colucci (batteria) proprio in occasione del live a Via di Ponte Salario 28, parlando un po’ anche del nuovo materiale che il gruppo sta scrivendo e che farà “più attenzione a lasciare che la musica respiri“.

Monkey Tempura_hd-minCiao ragazzi, piacere di conoscervi! Intanto com’è andato il live a Villa Ada? Vi siete divertiti? Il pubblico come vi ha accolto?
Ciao! Piacere nostro. Il live è andato benissimo, nonostante il rischio di pioggia. Ci siamo divertiti tantissimo ed è stato incredibile vedere come un pubblico diverso dal nostro solito ci abbia ascoltati con attenzione e si sia lasciato coinvolgere! Ci siamo sentiti a casa.

Dal 2016 a oggi qual è stato il concerto che vi è rimasto più nel cuore?
Ne scegliamo 2: primo, il live all’Auditorium per la presentazione del nostro primo disco. Tante facce amiche ma anche un momento importante per la nostra carriera. Il secondo sicuramente quest’ultimo live a Villa Ada, che speriamo sia un punto di partenza per affrontare da qui in poi palchi sempre più grandi!

Siete un gruppo che mi pare ami sperimentare e mescolare influenze e stili, creando qualcosa di molto personale e riconoscibile. Come vivete questi anni di generale banalizzazione della scrittura musicale italiana?
Il nostro percorso non è stato di certo facile, ci siamo scontrati tante volte con chi dalla musica si aspetta qualcosa di familiare, per non dire già sentito. Noi non vogliamo essere sperimentali a tutti i costi, ma neanche fare il verso a nessuno. Nonostante le difficoltà, al momento siamo sereni perché sappiamo bene che per noi rimanere autentici è l’unico modo per sentirci bene con quello che facciamo. Senso di responsabilità dell’artista, sicuramente.
Monkey Tempura_web-1
Vi chiedo quando avete cominciato a mettere mano a “Ready / Set / Go!” e com’è andato il lavoro di stesura del disco.
I brani contenuti in “Ready / Set / Go!” sono nati da un lavoro di scrittura che abbiamo iniziato in 2 (Francesco e Francesca) nel 2016 e che abbiamo poi portato al resto del gruppo. Più scrivevamo, più sviluppavamo un affiatamento incredibile. Nel giro di un anno ci siamo trovati in studio a registrarlo. È stato scritto di getto e con grande spontaneità.

L’album mi è sembrato molto ricercato e complesso, con arrangiamenti brillanti e una bella freschezza generale. Mi dite una cosa di cui andate particolarmente fieri di questo disco e una invece che avreste voluto migliorare?
Una cosa di cui andiamo molto fieri è l’essere riusciti a raccontare una piccola storia con ogni canzone, immergendo ogni personaggio in un suo mondo sonoro. Ciò che col senno di poi avremmo potuto fare meglio è il sound design e la cura di alcuni particolari (da bravi artisti emergenti abbiamo dovuto registrare l’intero disco in 2 giorni!)

Di cosa amano parlare i Monkey Tempura nelle loro canzoni?
Questa è una cosa che sta cambiando nel tempo: all’inizio amavamo raccontare vere e proprie storie di personaggi presi in prestito dalla letteratura o nati dalla nostra immaginazione (robot, uomini d’ufficio, valchirie, streghe), mentre adesso ci stiamo concentrando su temi più realistici e personali.

Com’è proporre questo tipo di musica qui a Roma? Avete difficoltà o siete accolti con curiosità, piuttosto?
Roma è una città complessa, ne siamo tutti coscienti. Abbiamo trovato in questi 3 anni alcune difficoltà ad inserirci in un certo tipo di programmazioni artistiche ed eventi, ma la realtà è che il pubblico ci dimostra sempre un grande coinvolgimento, affetto e tanta curiosità e questa è per noi la cosa più importante.

Il nuovo disco avrà delle sorprese in termini di approccio musicale, di suoni, di composizione?
Sì, sicuramente! Siamo cambiati tanto in questi 2 anni dall’uscita di “Ready / Set / Go!”, siamo più maturi e consapevoli di quello che vogliamo tirare fuori dalla nostra musica. Ci stiamo orientando sempre più verso un sound elettronico: stiamo cercando di scrivere facendo più attenzione a lasciare che la musica respiri, dato che il primo disco era molto serrato a livello ritmico e armonico. Stiamo scoprendo una morbidezza nuova e tante delle scelte che stiamo prendendo nella realizzazione del nuovo disco sono il frutto di 3 anni di live e di confronto con il pubblico. In più abbiamo ora un nostro studio di registrazione dove possiamo lavorare con tutta calma, in un ambiente familiare!

Avete già una data di pubblicazione?
Non possiamo anticipare troppo, ma il disco uscirà nella prima metà del 2020, lanciato da alcuni singoli nei prossimi mesi!

52348565_797832353903985_3491053828843765760_nDescrivetemi “Ready / Set / Go!” con un accordo e con 3 parole.
Accordo: La bemolle maj7. 3 parole: immaginazione, spazio cosmico, colore.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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