Cultura

Tornano le “rajche” di Subiaco tra musica e buona cucina

Dalla musica all’arte, dall’artigianato fino all’enogastronomia: Subiaco, la città dei monasteri in provincia di Roma, è pronta a svelare le sue radici più profonde. O meglio le “rajche”, come si dice nel dialetto di Subiaco, che da sempre difende la sua cultura appenninica, agricola e pastorale. L’appuntamento con “Rajche, radici in comune”, torna puntuale da venerdì 23 a domenica 25 agosto: tra poesie, stornelli, canti popolari e deliziose ricette, l’evento permetterà ai visitatori di sentirsi sublacensi per 3 giorni all’ombra della Rocca Abbaziale che fu dimora dei Barberini, dei Colonna e di Lucrezia Borgia, tra i vicoli di uno dei paesi più suggestivi del Lazio.

A dare il via alla festa sarà, venerdì 23 agosto alle 21, la rappresentazione teatrale “Ari Tempi”, scritta e diretta dall’artista locale Benedetto Bagnani. Il giorno successivo, dalle 18 fino a tarda sera, è invece in programma la classica passeggiata enogastronomica: all’interno delle vecchie cantine e di stand mobili sarà possibile gustare una ricca carrellata di ricette tipiche del territorio, realizzate al momento con materie prime del posto. Piatti deliziosi da accompagnare con i vini delle migliori cantine locali e nazionali e con gli spettacoli di musica popolare itinerante a fare da sottofondo.
SubiacoDomenica 25 agosto sarà presentata la seconda edizione del Concorso Letterario-Regione Lazio, mentre dalle 19 in poi sarà la volta della tradizionale “panarda”, una cena all’aperto a base di piatti semplici e genuini da gustare con il sottofondo della musica popolare. Come di consueto, l’evento si concluderà all’insegna dell’allegria con il caratteristico “ballo della pantasema”, che darà a tutti l’appuntamento alla prossima edizione.

Rajche, radici in comune” prenderà vita nella parte alta del centro storico ai piedi della splendida Rocca Abbaziale, da Via Milazzo a Piazza Palma, da Piazza dell’Olivastro a Via Palestro. Sarà insomma un’ottima occasione anche per scoprire Subiaco, costruita su una rupe di roccia che domina la campagna circostante, dove meritano una visita anche la trecentesca chiesa di San Francesco e quelle neoclassiche di Sant’Andrea e di Santa Maria della Valle.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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