Teatro

#Recensione: “Nel nome del Padre” al Parco Avventura

Uno spazio originale dove poter sperimentare la natura, l’arte e l’allegria a pochi km da Roma ma vicinissimo alle atmosfere vacanziere? Claudia Campagnola, eclettica attrice romana che ha calcato tante volte (con successo) le scene dei teatri della Capitale, ha pensato che un luogo come quello appena descritto fosse realizzabile e grazie alla collaborazione del Parco Avventura Fregene è nato il festival “E…state al Wood”.

A tagliare il nastro di partenza di questa nuova manifestazione, della quale Claudia è la direttrice artistica, è stato Marco Morandi con lo spettacolo “Nel nome del Padre”, scritto insieme ad Augusto Toni Fornari. Un crossover fra teatro canzone, ricordi, brani dello stesso Morandi eseguiti dal vivo con Giorgio Amendolara, Menotti Minervini, Daniele Formica e, ovviamente, la presenza virtuale del celebre papà Gianni Morandi. 

Un gioco drammaturgico originale e ironico per raccontare le peripezie quotidiane di taluni figli d’arte e le fatiche che gravano sulle vesti professionali di chi percorre le orme di padri dalla notorietà incontrastata. Certo, in questo caso “Nel nome del Padre” lascia facilmente intendere di quale famoso papà stiamo parlando. Ciò che invece non è assolutamente scontato e regala alla piéce una cifra stilistica molto fruibile è il sapiente sodalizio strutturato con la presenza fuori campo (con voce registrata) del celeberrimo Gianni Morandi e il valore artistico autentico di Marco.

nel-nome-del-padre-parco-avventura-fregene-2019-DSC_2112-1Essere un figlio d’arte non è impresa facile. Si può facilmente essere giudicati con maggiore rigidità rispetto a un artista dai natali meni noti e “Nel nome del Padre” prende spunto da questa considerazione iniziale per lasciar spazio al talento e all’energia di Marco Morandi.

Non ci si può improvvisare“, così raccomandava papà Gianni al giovanissimo figlio che, con pazienza e sacrificio, ha scelto di percorrere il suo personale cammino fra la musica e il teatro dimostrando, come in questo spettacolo, che si può anche avere qualcosa di interessante da dire attraverso l’arte ma che bisogna saperlo fare bene. Studiare e prepararsi sono le vere strategie vincenti nella vita.

Polistrumentista e interprete intenso, Morandi junior si lascia andare a ricordi di quotidiana e consapevole bellezza. Lui che è letteralmente cresciuto con la presenza di artisti del calibro di Lucio Dalla, Mina e Giorgio Gaber (solo per citarne solo alcuni), fra giochi di bambino e una palestra artistica di rara bellezza.

E poi ancora l’omaggio al grande Rino Gaetano del quale Marco Morandi comunica con le sue intense interpretazioni passione e leggerezza, 2 facce di una stessa medaglia chiamata libertà. Vi ricordo anche lo spettacolo teatrale “Chi mi manca sei tu” interamente dedicato a Rino e portato in scena con la stessa Claudia Campagnola.

Cosa rende “Nel nome del Padre” uno spettacolo vincente? La semplicità e l’importante messaggio di amore per la famiglia che comunica. Una performance che riesce a unire intere generazioni sotto il segno della più bella musica italiana, che strizza l’occhio a quell’eterno ragazzo che ha fatto cantare e che ancora fa cantare mamme e figli, al senso della famiglia che commuove il pubblico presente con un video-omaggio alla moglie di  Marco Morandi e alla vita intesa come molteplici promesse da raggiungere e custodire.

Non mancano le risate come quelle che nascono spontanee all’ascolto del medley “tutto-Gianni-in-5-minuti” per gli aneddoti raccontati e i giochi con la presenza fuori scena di Gianni Morandi. Questo conduce verso un finale di riflessione, senza ridondanze e moralismi, su quanto nelle cose più semplici si possa trovare anche il divertimento più sincero.

L’atmosfera che ho tentato di raccontarvi con queste riflessioni la potrete ritrovare nelle serate che Claudia Campagnola, con tutte le sue energie, ha voluto animassero lo spirito di “E…state al Wood”: una dimensione familiare che ha cura delle inclinazioni di ciascuno e rende tutti liberi di essere quello che ci piace essere.

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)

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