Recensione

Una dedica per Rino Gaetano: …Chi mi manca sei tu!

Abbiamo tutti bisogno di (ri)trovare leggerezza fra le pieghe della quotidianità: “Chi mi manca sei tu!”, diretto da Toni Fornari e portato in scena al Teatro Golden da Claudia Campagnola e Marco Morandi, è un spettacolo di teatro-canzone che prende in prestito i colori caldi della bella stagione per farne un regalo da offrire a tutti coloro che si emozionano grazie all’arte di Rino Gaetano.

Una giovane e simpatica groupie interpretata per l’occasione da Claudia Campagnola racconta, come se stesse sfogliando le pagine di un diario dei ricordi non ancora sbiaditi, le sue emozioni e la sua esperienza passata seguendo Rino Gaetano.

Chi-Mi-Manca-sei-tu-teatro-golden-2La narrazione è una scusa delicata e gentile per introdurre i brani del cantautore che Marco Morandi insieme al suo trio di musicisti fuoriclasse come Giorgio Amendolara (piano e tastiere), Menotti Minervini (basso) e Umberto Vitiello (batteria e percussioni) interpreteranno durante tutto lo spettacolo.

La necessità di vivere l’irreversibilità del tempo, di credere nel valore di chi abbiamo vicino, nel lavoro dei più umili, di lottare per i diritti di ciascuno e di allontanare i privilegi e i no sense del politichese da lui stesso definito come comunicazione enigmatica, sono i temi che questo spettacolo offre al pubblico insieme ad un tuffo nel passato.

chi-mi-manca-sei-tu-teatro-golden-rino-gaetano-5La musica ed il messaggio culturale e sociale di Rino Gaetano sono il disegno di una mente fuori dal comune che sapeva osservare oltre il qui ed ora, oltre le ipocrisie delle apparenze che rassicurano e che non si accontentava di cantare la vita e persino l’amore in maniera banale, ma banalizzava intelligentemente ricercando l’aspetto meno evidente dei temi legati ai mille risvolti della vita.

Claudia Campagnola e Marco Morandi sono belli e bravi: hanno saputo trovare la giusta misura per raccontare con semplicità l’arte di Rino Gaetano e non potevano che essere loro a compiere questa operazione perché hanno un modo speciale di tenere la scena, che li rende riconoscibili ed unici in qualsiasi spettacolo. Il loro ingrediente segreto si chiama “sorriso”.

Una sala teatro, quella del Golden, che si è trasformata per l’occasione in un luogo immaginario accarezzato con cura dalle parole di Claudia che con la sua interpretazione fresca e allo stesso tempo appassionata descrive, senza quasi prendere fiato, episodi, aneddoti e curiosità sulla vita di Rino Gaetano. È deliziosa Claudia Campagnola, nei cambi d’abito, nel suo modo di attraversare la scena e di non scomporsi mai durante gli imprevisti della diretta.

Ci si ritrova così a catturare una nuova essenza della musica di Rino Gaetano senza quasi accorgersi di essere passati ad un livello di comprensione più attento e profondo dei testi proposti e Marco Morandi ha la rara capacità di interpretare in maniera originale ed elegante ogni brano. Il rispetto e la professionalità che porta con sé a teatro ne fanno un artista completo e da apprezzare ogni volta di più.

chi-mi-manca-sei-tu-teatro-golden-rino-gaetano-6Commovente il finale di “Chi mi manca sei tu!” durante il quale si rivive il dolore per l’assurda incapacità della sanità di soccorrere tempestivamente l’artista dopo l’incidente che lo vide coinvolto. Ma quello che sconcerta maggiormente è quanto questa realtà sia poi la triste avventura dei moltissimi “ultimi” cantati dallo stesso Rino Gaetano.

L’artista calabrese, ci ricordano Claudia Campagnola e Marco Morandi, sperava che la sua musica sarebbe divenuta quasi un testamento ripreso, cantato e compreso dalle nuove generazioni. Forse aveva ragione. La comunicazione di massa, i valori confusi, la res publica abbandonata a sé stessa: nuove generazioni se ci siete e lo ascoltate e comprendete, fate sentire forte la vostra voce perché c’è bisogno di voi!

Intanto noi ci auguriamo che “Chi mi manca sei tu!” diventi lo spettacolo di questa stagione estiva 2017 e che venga riproposto in altri spazi romani perché è un testo bello, solare, positivo e che ci permette di dire che tutto è possibile se crediamo in quello che facciamo.

The Parallel Vision  _ Raffaella Ceres)
(Foto: © Valerio Faccini)

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