the parallel vision

Pintoricchio e il mistero svelato di Giulia Farnese ai Musei Capitolini

A partire dal 19 maggio i Musei Capitolini ospitano per la prima volta la Madonna del Pintoricchio, parte di uno dei più celebri cicli pittorici della storia dell’arte e cuore di una vera e propria leggenda. Il dipinto raffigura una Madonna col bambino benedicente e, ai loro piedi, un Papa in adorazione (Alessandro VI). Per lungo tempo si è creduto di individuare nei lineamenti dell’immagine di Maria quelli di Giulia Farnese, raffinatissima dama e amante adolescente del Papa.

Pintoricchio, Pittore dei Borgia – il mistero svelato di Giulia Farnese”, a cura di Cristina Acidini, Francesco Buranelli, Claudia La Malfa, Claudio Strinati con la collaborazione di Franco Ivan Nucciarelli, raccoglie inoltre splendide opere che rappresentano uno dei momenti più fecondi della cultura romana tardo quattrocentesca, fulcro di un’eccellenza intellettuale e artistica. Un percorso attraverso le lettere e le arti dell’epoca, laddove la Chiesa andava delineando il proprio “rinascimento” politico e religioso proprio sulla base di una memoria della Roma antica, repubblicana e imperiale.

L’opera fu commissionata per l’appunto da Papa Alessandro VI, protagonista di un pontificato controverso, denso di intrighi e intrecci dinastici, che ebbe tra i suoi meriti quello di chiamare a Roma l’artista Bernardino di Betto –detto il Pintoricchio– per decorare le stanze del suo nuovo appartamento in Vaticano, realizzato in poco più di due mesi anche grazie alla collaborazione della sua bottega artistica.

E fu senza dubbi una scelta felice la sua, perché nessuno sarebbe stato in grado di rappresentare meglio i nodi centrali della pittura italiana del quattrocento (la prospettiva lineare, lo studio dell’antico, la pittura di paesaggio) e di raffigurare con maggior efficacia un vero manifesto politico ideale del pontificato borgiano.

Egli incamera i canoni classici -in particolare nel corso del suo soggiorno romano- e li porta a compimento attraverso una resa viva, anticonvenzionale, ed uno stile profondamente narrativo. Il legame col Papa quindi non fu affatto pura occasione, ma rappresenta altresì l’apice di una consonanza autentica e profonda.

Giorgio Vasari diede un’impressione piuttosto critica del progetto iconografico, soffermandosi quasi esclusivamente sul dettaglio di Maria col bambino benedicente. Prestando peraltro orecchio a quelle “voci di corridoio” che comprendevano anche Giulia Farnese, come si è detto, nella raffigurazione.

Questa leggenda ha goduto di largo credito presso la corte pontificia e l’opinione pubblica, portando il dipinto alla censura fino al distacco dell’opera sotto il pontificato di Papa Alessandro VII. Le due immagini (della Madonna e del bambino) sono state per molto tempo due quadri a sé stanti e oggi, a distanza di oltre cinquecento anni da quegli eventi, grazie alla disponbilità dei proprietari delle opere siamo in grado di osservare per la prima volta il celebre volto della Madonna finalmente riunito al Bambin Gesù.

L’esposizione è aperta fino al 10 settembre, tutti i giorni dalle 9.30 fino alle 19.30. Il costo del biglietto è di 15 Euro (Mostra + Museo), ridotto 13 Euro, ambedue le tipologie sono comprensive della tassa del turismo per i non residenti a Roma.

Pintoricchio, Pittore dei Borgia – il mistero svelato di Giulia Farnese” è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai beni Culturali, con il patrocinio della Commissione Permanente per la Tutela dei Monumenti Storici ed Artistici della Santa Sede.

The Parallel Vision  _ Flavia Cidonio)

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