Festival

#LiveReport: Arezzo Wave Lazio, la finale del Monk

Si è deciso tutto in una sera e non poteva concludersi meglio, la selezione regionale di Arezzo Wave che ha portato sul palco del Monk Roma i 4 gruppi vincitori delle semifinali del Lazio. La qualità generale dell’evento, a mio giudizio, è stata molto alta e le proposte musicali non potevano essere più diverse.

ET/ /AL, Random Clockwork, Black Snake Moan e Plastik sono stati gli artisti che, mezz’ora a testa, si sono contesi un posto per la finale nazionale di Milano del 23 e 24 giugno. Quattro approcci alla musica diametralmente opposti che hanno arricchito di suggestioni e contenuti intensi la notte di mercoledì 17 maggio.

Il quintetto degli ET/ /AL è la prima band a salire sul palco intorno alle 22.30. Eleganza, energia, suggestioni post rock e atmosfere avvolgenti ed evocative sono il marchio di fabbrica del gruppo, che fa musica prettamente strumentale tessuta attraverso violino, violoncello, chitarra, basso, batteria, voci e pianoforte. La loro miscela è brillante, il racconto sonoro intenso ed emozionale. hanno talento da vendere ed è palese.

Dalle coccole degli ET/ /AL alle bordate synth dei Random Clockwork è un attimo. I 5 ragazzi con la maschera d’argento tirano giù il Monk a colpi di new wave vecchio stampo, dubstep e industrial. Batteria elettronica dritta, chitarra, doppia tastiera e il fantastico Tri-Bass MIDI Controller Misa di Luigi Sardellitti accompagnano la voce grintosa di Danila Monfreda in una mezz’ora carica di fuoco.

Tutt’altro registro al cambio di palco, quando arriva Marco Contestabile alias Black Snake Moan, magnifico musicista classe ’92 di Tarquinia nelle cui vene scorrono fiumi di anni ’70. Le luci si abbassano in favore dell’ampli Orange, della sua ipnotica Gretsch, di ritmi lenti e melodie che nascono tra la sabbia del deserto, dove si muove l’anima del serpente nero che striscia tra la grancassa e il charleston, unico scheletro ritmico dei pezzi che propone. Il suo blues onirico segna la serata, così come la bellissima voce e le liriche intime e poetiche.

A chiudere il quartetto della finale regionale di Arezzo Wave Festival sono i Plastik, combo punk di Tivoli in formazione basso/voce (Jacopo Cognetti), chitarra/cori (Massimo Coccia) e batteria (Andrea Tomasini). Vere e proprie macchine da guerra, i Plastik alzano il volume a livelli folli e regalano una rasoiata di energia pura all’ultimo atto di una grande notte di musica.

Alla fine non c’è neanche bisogno di attendere molto: la giuria di qualità della finale, composta da Silvia Boschero (King Kong Radio1), Emanuele Bevilacqua (Resp. Doc Servizi filiale di Roma), Chiara Colli (Zero), Fabio De Marco (DNA Concerti, Rome Psych Fest, Asap Arts), Erio Distratis (Trenta Formiche), Lorenzo Lucidi (Responsabile musicale Radio1 Rai), Raniero Pizza (Direttore artistico Monk Roma), Matteo “Pippo” Rossi (Resp. Regionale Arezzo Wave Lazio, Ausgang Produzioni) e Davide Spaziani (Direttore artistico Satyricon-Live Music Club Fosinone) dice che Black Snake Moan è stato il più bravo e che sarà lui a suonare a Milano a fine giugno, cercando di ottenere quello che in passato è stato di Fast Animals and Slow Kids, Fumisterie, C+C=Maxigross e tanti altri.

Io e tutta la redazione di Parallel Vision gli facciamo un enorme “in bocca al lupo”, ricordandovi che presto troverete dalle nostre parti una sua bella intervista in cui ci racconterà un po’ più di sé e della sua splendida musica. Rimanete collegati!

The Parallel Vision  _ Paolo Gresta)

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