Teatro

#Recensione: “Trascendi e sali” al Teatro Vittoria

Io Alessandro Bergonzoni nel suo quotidiano me lo immagino così: che a letto non prende sonno perché insegue un’idea, al cinema si fa il suo film, a cena parte con la fantasia ascoltando le conversazioni degli amici, a volte coinvolgendoli nelle sue girandole verbali e altre prendendo la sua tangente, spezzettando dialoghi che poi non si riacchiappano perché ogni verbo gli evoca qualcos’altro e ogni costruzione di frase si porta appresso quella uguale e contraria, come nei cerchi concentrici della settimana enigmistica, come nelle definizioni che mutano di colore, nei detti popolari che cambiano inclinazione.

Di tutto questo vedo, all’inizio di “Trascendi e Sali” (andato in scena al Teatro Vittoria dal 26 al 31 marzo), solo gambe instancabili che vanno al ritmo delle parole, gambe irrequiete che hanno paura di toccare il suolo, che non portano il loro padrone fuori dalla gabbia che si è costruito, che cambiano il passo come il tono, il tono come le convinzioni.

Trascendi e Sali - A.Bergonzoni 2-1A volte come “un feticista che è rimasto a piedi: felicissimo”, altre confuso come “un glabro che uccide un barbone per un pelo”, altre ancora sereno come “chi ha osservato un minuto di silenzio da vicino, ed è bellissimo”.

Sentendomi come Lucy dei Peanuts, osservo bambina questi polpacci con piedi attaccati che vanno su e giù, facendomi presagire cose con cui dovrò combattere prima o poi, possibilmente da grande. E infine compare il geniale folletto Alessandro.

Trascendi e Sali - A.Bergonzoni 1-1Trascendi e Sali“, il monologo di Bergonzoni a più voci diretto insieme con Riccardo Rodolfi, è il 15esimo debutto teatrale per il comico e autore bolognese che per l’occasione chiama a raccolta anche tutti quelli che stanno dietro le quinte a salire sul palco e a trovare posto. Folle oceaniche che non riesco a vedere neanche per un attimo, ma delle cui domande sento il rumore, anche se esitano ad affacciarsi.

Tra un gioco e l’altro c’è la politica – venite, venite! – c’è l’impegno sociale – salite, c’è posto – c’è l’amore e c’è la paura – c’è spazio, dai dai! – il mestiere di vivere che non si impara mai se non a prezzo di follie quotidiane, malesseri con cui coabitare e incontri che possono a volte essere sorprendenti, come quelli con un ortopedico sapiente e un po’ pervertito che approfitta della sua scienza per allungare le mani o con Adamo che, cacciato dall’Eden, vaga per Roma in cerca di un altro cinema.

Trascendi e Sali - A.Bergonzoni 3-1Il gioco è bello, anche se dura tanto. Bergonzoni il palcoscenico non lo vuole lasciare neanche dopo 2 ore di parole parole parole, associazioni, deliri, appelli, uno stream of consciousness che richiede attenzione costante, pena la squalifica.

Attenzione che il pubblico affezionato di un Teatro Vittoria quasi tutto esaurito è stato dispostissimo a garantire: come alla fine di un concerto rock, aspetta seduto in poltrona il suo beniamino certo che riapparirà con un bis, un’improvvisazione, un gioco nuovo, una sciarada in cui accompagnarlo.

Forse. Sicuramente. Sicuramente forse.

The Parallel Vision ⚭ _ Paola Polidoro)

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