Fotografia

“Roma nella camera oscura”, l’immortalità dell’Urbe nella fotografia

Fino a domenica 22 settembre, il Museo di Roma a Palazzo Braschi (Piazza di San Pantaleo 10) ospita la mostra “Roma nella camera oscura. Fotografie della città dall’Ottocento ad oggiper celebrare i 180 anni della nascita ufficiale della fotografia.

L’esposizione prevede circa 320 scatti provenienti dalle raccolte dell’Archivio Fotografico. 

La fotografia acquista un po’ della dignità che le manca quando cessa di essere una riproduzione della realtà e ci mostra cose che non esistono più”.                                 Marcel Proust

Le istantanee presentate ci offrono un viaggio nel tempo, riuscendo a raccontare Roma in tutta la sua bellezza e meraviglia.

Roma nella camera oscura” rivela una città che non esiste più, inedita e incredibile, fino ad arrivare a mostrare la Capitale con cui tutti i giorni ci scontriamo e confrontiamo, che rimane sempre straordinariamente sorprendente.

La narrazione fotografica è divisa in 9 sezioni: “Sperimentare con la luce: nascita e progressi della fotografia“, “Documentare l’Antico: percorsi tra le rovine“, “Centro della cristianità“, “Vie d’acqua: la presenza del fiume e le fontane monumentali“, “Un eterno giardino: Roma tra città e campagna“, “La nuova capitale: dai piani regolatori di fine ottocento alla città moderna“, “Occasioni di vita sociale“, “Attraverso lo specchio: negativi su lastra di vetro” e “Ritratti“. 

Durante il percorso, inconsapevolmente, attraverso le stampe prendiamo parte a 2 iter differenti. Da un lato la nascita della fotografia e la sua evoluzione, dall’altro la crescita e il cambiamento a cui Roma è stata sottoposta fino ad oggi. Queste 2 chiavi di lettura permettono una completa e più profonda comprensione della mostra, ci consentono di fare una camminata tra Roma e l’arte della fotografia in maniera consapevole senza perdere di vista la sfera emotiva e tutte le diverse sensazioni che ogni scatto muove. 2 cammini paralleli ma che allo stesso tempo si intrecciano dolcemente. 

 Al commento – non ci sono persone in queste fotografie – in genere replico: ci sono sempre due persone, il fotografo e l’osservatore”.                                                                           Ansel Easton Adams

L’esposizione ci dà l’opportunità di realizzare un viaggio in una Roma che è scomparsa e allo stesso tempo nello sviluppo della fotografia, ma ci concede inoltre di poter instaurare un dialogo, attraverso gli scatti, con i fotografi e la loro poetica.

Tutti i dettagli su “Roma nella camera oscura” potete trovarli cliccando SU QUESTO LINK.

The Parallel Vision ⚭ _ Marta Raponi)

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