the parallel vision

Parallel si prende una pausa. Buone vacanze a tutti!

Finisce il terzo anno di attività di The Parallel Vision. E come ogni volta, quando arriviamo ad agosto, chiudiamo per un po’ e ci dedichiamo del tempo per ricaricarci, riordinare le idee e stimolarne di nuove per la prossima stagione.

Il 2018 è stato un anno importante, per Parallel. Quando tutto è iniziato, nel maggio del 2015, mi ero dato un arco di tempo di 5 anni per capire se e quanto sarebbe stato possibile crescere insieme e andare avanti con l’idea di una testata generalista in un’epoca di iper specializzazioni e piccole nicchie.

“Insieme” perché questo presupponeva l’elemento fondante di ogni comunicazione utile ed efficace: voi, i lettori. Il pubblico. C’era l’idea e c’era il modo di trasmetterla. Ma senza un pubblico, nulla sarebbe esistito.

Così, allo scadere del mio terzo anno da parallelo, mi sono accorto che ci siete. Siete lì a vedere che io sono qui. Anche senza leggere necessariamente ogni articolo, spulciare ogni photogallery (ve lo dico, peggio per voi!), seguire ogni ragionamento o dare retta a tutto quello che vi propongo di seguire.

Voi mi avete fatto intendere che, tutto sommato, quello che gira qui su Parallel non è male e dopo tutto merita un po’ di attenzione e considerazione. Era quello che all’inizio mi spaventava, come ogni “prima volta”: stare qui a parlare da solo. Non riuscire col mio lavoro ad essere utile. Respingere, invece di abbracciare, le persone che cercavano su Roma quello che non veniva raccontato altrove.

Invece no. Sono stato folgorato dal fatto che, fin dal primo anno di vita, Parallel ha avuto qualcuno al di là dello schermo. Che dal desk dell’ufficio scorreva la nostra home, in fila alle Poste controllava sul telefono se fosse uscita la rece di un concerto o dal suo tablet, steso sul divano, si godeva le istantanee dei nostri eccellenti fotografi da Villa Ada, dal Monk, dalla Casa del Jazz, dall’Auditorium.

Credetemi se vi dico che anche oggi che vedo The Parallel Vision essersi trasformata da blog personale a blog collettivo e infine a testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma, faccio un po’ fatica a crederci. Nel senso: resto ancora stralunato, incantato, stupefatto. E questo, credetemi, mi commuove sempre. E vi giuro che non sto esagerando per niente.

Vi lascio (per poche settimane!) con la promessa di non mollare di un millimetro tutto quello che è stato fatto fin qui, ringraziando dal profondo del cuore voi che mi avete sempre donato amore e tutti i miei stupendi collaboratori e collaboratrici, persone che hanno permesso a Parallel di fare nei primi 9 giorni di agosto 2018 più visualizzazioni dell’intero mese di agosto 2017. Insomma si cresce. E per citare una delle mie parallele più affezionate e presenti fin da quel lontano maggio del 2015, “si vola“.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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