Teatro

#Recensione: “Molto rumore per nulla” al Globe Theatre

Maestoso. Se volessimo immaginare di riassumere in un unico aggettivo l’afflato poetico di “Molto rumore per nulla”, la commedia teatrale che ha aperto la stagione dei festeggiamenti per i 15 anni di attività del Silvano Toti Globe Theatre, non potrebbe che essere questo il più calzante.

Fra i molti spettacoli di significativa levatura artistica ai quali abbiamo partecipato nelle scorse stagioni, questo nuovo adattamento a cura di Loredana Scaramella (che ne firma anche la regia) e Mauro Santopietro, è senza dubbio il risultato di un raffinato lavoro di riguardo e amore verso le opere di William Shakespeare.

Spettacolo teatrale Tutto convince in questa elegante prova drammaturgica dedicata al teatro elisabettiano nel cuore di Roma. Più di 3 ore di spettacolo durante le quali il tempo e lo spazio si sospendono per lasciare posto alle avventure di giovani e meno giovani amanti e coraggiosi guerrieri.

Lasciate che i fatti si svelino per quello che sono”: così ci esortano i protagonisti della tragicommedia shakespeariana. Il principe Pedro D’Aragona (Federigo Ceci) al ritorno dalla guerra si ferma a Messina dal suo vecchio amico Leonato (Maurizio Marchetti). Uno dei favoriti del principe, il conte Claudio (Fausto Cabra) si innamora della figlia di Leonato, Ero (Mimosa Campironi). Leonato accetta di celebrare il matrimonio ma Don Juan (Matteo Milani), fratello del principe, cercherà in ogni modo di non far sposare i due giovani. Quando tutto sembra ormai perduto, il frate che doveva celebrare il matrimonio, la pattuglia di guardia notturna e Benedetto (Mauro Santopietro) dal gran coraggio ammantato d’amore riusciranno a svelare il complotto. Il lieto fine coronerà la storia fra Claudio ed Ero e tra Benedetto e Beatrice (Barbara Moselli) ma sorriderà benevolo anche del giusto riscatto verso coloro che del complotto fanno scopo di vita ed alibi di codardia. 

La corte è come la tarantella
Il matrimonio è lento come un minuetto solenne
Il rimpianto è una sarabanda

Ambientato a Messina, la prima scena di “Molto Rumore per nulla” si presenta, per l’occasione, vestita di teli bianchi stesi ad asciugare dai quali, in un immaginifico sole e durante un’elegante e allegra danza iniziale, si svelano e si presentano i protagonisti di questo capolavoro. Tutta la commedia è caratterizzata da un utilizzo completo e complesso dello spazio teatro che permette lo svolgersi contemporaneo di più scene in un concerto di parole ed emozioni che si accavallano, pur rimanendo ben distinte. Non c’è un vero e proprio intervallo, quanto un piacevole intermezzo regalato dal Trio William Kemp che esegue per l’occasione musiche dal vivo.

Teli bianchi dicevamo, per una storia da scrivere che ci racconta quanto fragile sia la teca che contiene la giustizia. Giustizia intesa come verità, come atto benevolo ma anche come rivalsa e bisogno di onestà. “Il titolo“, spiega la stessa Loredana Scaramella nelle note di regia, “racchiude tutti i sensi della storia e li nasconde proprio in quel ‘nothing’ apparentemente inoffensivo“.

Spettacolo teatrale Perché proporre nuovamente questa commedia di cui per la scorsa stagione vogliamo ricordare l’omaggio con “Troppu trafficu ppi nenti”? Forse possiamo trovare una prima risposta nelle parole che lo stesso Gigi Proietti ci ha regalato “prima della prima” dello scorso 27 giugno: “Il teatro fa domande, non dà risposte”. Perché dunque non lasciarci invadere, ad ogni ripetizione mai uguale a sé stessa, da nuove domande? Solo nella misura in cui riusciremo a porci quesiti sempre nuovi saremo molto meno schiavi di verità condizionate e viziate da pregiudizi.

In scena fino al prossimo 15 luglio, questo prezioso adattamento di “Molto rumore per nulla” deve essere applaudito per ogni particolare che ne compone un insieme di qualità rara: le musiche, i costumi meravigliosi, le scene ma soprattutto l’interpretazione di tutti i protagonisti che hanno saputo distinguersi per stile e doti artistiche.

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(Foto: Marco Borrelli)

Beatrice ed Ero sono così ben distinte che raccontano magistralmente le due diverse facce dell’amore femminile: tanto volitiva e determinata la prima quanto dolce ed apparentemente indifesa la seconda. Bravissime rispettivamente Barbara Moselli e Mimosa Campironi. Incredibile la performance di Carlo Ragone (Corniolo/ Baldassarre), mentre profonda e conturbante la prova di Alessandro Federico (Borracio).

La scelta di Shakespeare di ambientare la commedia a Messina è stata molte volte argomento di discussione fra gli storici e gli intellettuali. Qualcuno ha sostenuto che il Bardo fosse proprio originario del luogo, mentre altri affermano che lo scrittore abbia solo immaginato la città siciliana. L’unico dato certo è che all’epoca in cui fu scritta la commedia (tra l’estate del 1598 e la primavera del 1599), Messina era molto conosciuta all’estero perché ricca, fiorente e politicamente importante.

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(Foto: Marco Borrelli)

Impossibile, dunque, non svelare la bellezza di “Molto rumore per nulla“, primo spettacolo della nuova stagione del Silvano Toti Globe Theatre e la sua trama elegante, disegnata fra i chiaroscuri di parole non dette, disordinate e ribelli a ricordarci sapientemente che “la virtù quando c’è non si può nascondere”.

Molto rumore per nulla – Scheda tecnica

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)

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