Musica

#Recensione: “Viaggio al termine della notte” all’Auditorium

Graffiante e poetico al tempo stesso, lo spettacolo liberamente tratto dal “Viaggio al termine della notte” di Louis Ferdinand Céline, di e con Elio Germano e Teho Teardo, ha fatto tappa il 19 dicembre scorso all’Auditorium – Parco della Musica mostrando un abito nuovo ma un’anima saldamente fedele a sé stessa.

Poco più di un’ora di spettacolo che registra ogni volta il tutto esaurito ed un successo sostenuto da un vortice di consensi crescenti: “Viaggio al termine della notte” è un laboratorio attivo di esperienze artistiche ed emotive che Elio Germano e Teho Teardo costantemente rendono intrigante ed innovativo.

viaggio-al-termine-della-notte-auditorium-elio-germano-teho-teardo-2017-222Il perché del successo di questa perfomance è da analizzare partendo dall’eterogeneità del pubblico che viene richiamato dai tre nomi cardine di questo spettacolo: Céline, Germano e Teardo. La contaminazione empatica che arriva dalla platea è infatti un elemento essenziale che permette di cogliere al meglio le sfumature offerte dalla piéce stessa.

Portato in scena per la prima volta nel 2012, anno in cui è iniziata la tournée che ebbe come prima tappa Genova (città dove è stato ambientato il film “Diaz”), questa esibizione è un omaggio al tema del viaggio. Viaggio inteso come ricerca dell’essenzialità della vita. Ma anche viaggio intorno alle voluttuosità umane, ai difetti, alle fragilità, ai grandi interrogativi esistenziali.

Non credete mai a prima vista all’infelicità degli uomini. Chiedetegli se riescono ancora a dormire… Se sì, va tutto bene. Basta quello” –  Louis Ferdinand Céline

Molti gli elementi di cambiamento che ha introdotto questa nuova edizione della perfomance di Elio e Teho. In primo luogo la musica, che abbraccia le parole con meno durezza rispetto a ciò che accadeva nella precedenti edizioni.

Se il dualismo fra i due artisti metteva inizialmente le parole nella posizione di emergere poeticamente nonostante il dolore che risuonava nei brani musicali interpretati, in questa successiva ambientazione assistiamo ad un vero capovolgimento strutturale. Le parole diventano maggiormente taglienti nello stile ed è la musica ad avvolgerle nella sua essenzialità e rotondità, lasciandone respirare l’astrazione.

viaggio-al-termine-della-notte-auditorium-elio-germano-teho-teardo-2017-1Costante a sé stessa rimane invece la scenografia che, scarna ed essenziale, ha spazio solo per un tavolo, alcune lampade e gli strumenti musicali. Capovolti in maniera assoluta sono anche i toni del finale di questo viaggio fra musica e parole.

Lo spettacolo è stato introdotto nella serata romana dalle splendide evoluzioni di Gabriele Coen al clarino basso. Notevole la trasformazione che Elio Germano ha introdotto della sua lettura di Céline. Emerge una sofferenza che quasi si beffa dei temi trattati e che egli offre come oggetti di provocatori slogan partitocratici direttamente rivolti ai tanti che hanno visto la sofferenza e ai troppi che pur vivendola sono narcotizzati dall’ecosistema del capitalismo contemporaneo.

viaggio-al-termine-della-notte-auditorium-elio-germano-teho-teardo-2017-777Quello di Céline è un testo complesso, un monumento alla letteratura. Così come la peculiarità delle partiture di Teho Teardo rappresentano un’eccellenza nella composizione italiana. La sua musica è emozione allo stato puro ed ogni espressione interpretata da Elio Germano viene esaltata svelando all’interno dei timbri melodici più scuri, la luce della poesia più raffinata.

Un film è un bel posto per incontrarsi” affermò nel 2012 Teardo durante un’intervista in occasione delle prime tappe del “Viaggio al termine della notte”, ricordando l’incontro con Elio Germano. Questo è un ottimo motivo per chiudere le riflessioni dedicate allo spettacolo con un omaggio al film “Il passato è una terra straniera” di Vicari, che ha visto nascere il sodalizio artistico fra Germano e Teardo e che omaggia trasversalmente anch’esso il tema del viaggio.

Accanto a Teardo sul palco si sono esibite Laura Bisceglia al violoncello, Ambra Chiara Michelangeli alla viola ed Elena De Stabile al violino. La bravura di queste artiste ha conferito all’intera esibizione un’atmosfera onirica che ha rafforzato quanto Elio afferma nelle primissime battute dello spettacolo, ricordando che chiudere gli occhi è già esso stesso un viaggio.

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)

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