Live report

#LiveReport + #Photogallery: Niccolò Fabi al Palalottomatica

Esattamente sette anni fa, per la prima volta andavo a un concerto di Niccolò Fabi. Suonava in estate ad Acireale, eravamo una quarantina tra il pubblico e rimasi impressionata dal fatto che avessi davanti un cantautore italiano che spaziava dal blues al reggae in tre giri di chitarra, mescolando brani suoi e cover. Senza troppe pause trattenni il respiro per due ore.

Domenica sono tornata a sentirlo, sette anni dopo, in pieno inverno. Siamo usciti dalla metro in una cinquantina. Ci siamo guardati un attimo spaesati per la serie “e ora dove dobbiamo andare?”. Ho chiesto a un ragazzo le indicazioni per il Palalottomatica e ci dice di seguirlo. Ha inizio il nostro pellegrinaggio capitanati da questo signore, di cui non ricordo il nome, che di Niccolò Fabi sa tutto e che mi parla dei brani che spera farà: mi elenca praticamente tutta la biografia in pochi metri tant’è che non riesco a stargli dietro.

niccolò-fabi-roma-palalottomatica-2017-02-STC_2439Dopo averlo ringraziato e salutato, sono entrata. Le persone sono felici di essere là e trasmettono un certo fremito gioioso, per terra ci sono dei fogliettini colorati con scritto “Grazie” e con le istruzioni di alzarli verso il palco dopo l’ultima nota di “Lasciarsi un giorno a Roma”. Chi è venuto a sentire il concerto sa che questo sarà quello che chiude un ciclo, visto che il cantautore romano ha deciso di prendersi un periodo indeterminato di pausa dal suo progetto artistico. Lo trovo molto dolce come modo di salutare un artista del genere. La scenografia sul palco è minimale: qualche fanale grande e molte lampadine dai colori caldi, sapienti le mani di Fabrizio Valinotti. Quale miglior modo di mettere in luce l’essenza di un cantautore?

Una somma di piccole luci si accendono e “Una somma di piccole cose” riempie il Palalottomatica. Ad accompagnare Niccolò Fabi ci sono il cantautore Alberto Bianco con la sua super band torinese composta da Filippo Cornaglia, Damir Nefat e Matteo Giai.

niccolò-fabi-roma-palalottomatica-2017-1-STC_2458La struttura di questo importante live è essenzialmente un viaggio a ritroso, ripercorre melodicamente tutta la storia del cantante. Niccolò ringrazia tutti per essere presenti anche al suo ultimo concerto, ci dice che suonare davanti a settemila persone in realtà è diventato semplice e ringrazia chi è stato presente a supportarlo sin dall’inizio quando, al contrario, era difficilissimo suonare davanti a venti persone. Quella era la vera sfida. E i miei ricordi vanno a ritroso assieme ai suoi pensieri, lo ascolto a una decina di metri dal palco e lo rivedo a due metri su uno stage piccolissimo nel lontano 2010. E penso che l’emozione è rimasta invariata nel tempo.

Il palco si sposta nuovamente in una passata dimensione temporale ed ecco salire Danilo Pao, Lorenzo Feliciati, Aidan Zammit, Massimo Cusato e Agostino Marangolo che insieme ci spiegano meglio cosa significhi avere cura del tempo e dei rapporti umani intonando “È non è” e “Il negozio di antiquariato”. Penso sia veramente raro per un musicista riuscire a mantenere i legami con artisti che fan parte di collaborazioni passate. Lo scorrere veloce delle pretese discografiche molto spesso riduce i rapporti all’effimero, ma Fabi è un’orbita che fa eccezione. Attorno a lui ruotano l’essenza, l’assenza, l’amore e la verità. Padroneggia la chitarra e la semplicità di stendere pensieri e sentimenti articolati.

niccolò-fabi-roma-palalottomatica-2017-1-STC_2867E ci accompagna nel suo vortice esperienziale parlandoci dei suoi momenti creativi, di come li vive, di quelle che sono le canzoni “più difficili da scrivere”, come “Ecco” e di quelle che invece sono le più facili, come “Le chiavi di casa”. Nel frattempo nello schermo continua a proiettare immagini che sono veri e propri tasselli della sua vita, come ad esempio le associazioni “Medici con l’Africa CUAMM” e “Le parole di Lulù”.

Con “La promessa” che sarà un concerto unico nel suo genere, Fabi invita sul palco Roberto Angelini, Pier Cortese, Andrea Di Cesare, Fabio Rondanini, Daniele Rossi e Gabriele Lazzarotti, ovvero la sua penultima formazione prima della collaborazione con Bianco e la sua band. Gli assoli languidi di Slidin’ Bob e lo spettacolo di luci rendono la fine di questi brani assolutamente “Attesa e inaspettata” e ci fanno emozionare ancora di più.

niccolò-fabi-roma-palalottomatica-2017-03-STC_2828niccolò-fabi-roma-palalottomatica-2017-04-STC_2820niccolò-fabi-roma-palalottomatica-2017-05-STC_2746Improvvisamente quei grandi fanali che fino ad ora sono rimasti spenti si accendono. L’atmosfera diventa sacrale, il silenzio è religioso, partono le arcate oniriche e bellissime degli GnuQuartet e si stringe la gola di Niccolò, che inizia a cantare la sua poesia più bella: “Costruire”. Costruire un percorso artistico è una promessa che è ben riuscita a lui e a chi ha avuto il piacere di orbitare attorno alla sua energia. E costruire un percorso umano per sé stesso e per gli altri, attraverso la musica, è l’obiettivo più grande che poteva raggiungere.

Eppure le sorprese non sono assolutamente finite: Fabi invita sul palco Fiorella Mannoia per cantare insieme il brano “Offeso”. Anche lei è emozionatissima e vederli ballare e scatenarsi sul palco è talmente coinvolgente che tutto il Palalottomatica sta danzando assieme a loro.

niccolò-fabi-roma-palalottomatica-2017-06-STC_2738niccolò-fabi-roma-palalottomatica-2017-07-STC_2736Fa la sua comparsa sul palco anche Daniele Sinigallia: è stato chiaro per tutti che sarebbe arrivato il momento di “Lasciarsi un giorno a Roma” e quale modo migliore per farlo se non con chi quel preciso riff di chitarra l’ha inventato: quelle note sono tra le più copiate ed emulate tra i cantanti italiani, come ha spiegato dal palco Niccolò.

E così prima che finisca il brano, il pubblico innalza tutti e settemila i “grazie” distribuiti all’entrata, Fabi sgrana gli occhi e non si trattiene dall’urlarci al microfono: “Voi siete pazzi!”, mentre qualcuno sventola cuori luminosi e striscioni.

niccolò-fabi-roma-palalottomatica-2017-10-STC_2695Dopo questa meraviglia l’atmosfera si fa “casereccia”: ecco salire sul palco gli amici di sempre, Max Gazzè e Daniele Silvestri. Riempiono il Palalottomatica di sketch e battute come fossero seduti su un divano e iniziano a scherzare sull’abbigliamento di Gazzè, che si è scordato la giacca e i vestiti piegati sul divano. Max ricorda le sue esibizioni televisive con la camicia macchiata di sugo. Riescono a trasmetterci quegli anni di profonda amicizia attraverso molte cose: la loro intesa sul palco, le immagini che ritraggono scene del tour passato, i frame della giovinezza che si intrecciano e fanno sorridere il pubblico. Davanti a tanta bellezza “Alzo le mani” visto che attaccano a suonare tutti e tre “L’amore non esiste” e la nostalgica “Vento d’estate”.

Alla fine si chiude quest’esperienza unica con “Lontano da me” in cui, per tutta risposta, sono vicino a lui sul palco tutti gli artisti che han partecipato e che sono stati fondamentali nel suo percorso. Ci sono talmente tanti musicisti, lì sopra, che c’è chi non sa che suonare e prende un’asta del microfono come fosse una chitarra! Riccardo Pallavicini, eccellente ingegnere del suono, sa limare artigianalmente anche quel momento di caos, come ha fatto durante tutto il live.

niccolò-fabi-roma-palalottomatica-2017-08-STC_2710niccolò-fabi-roma-palalottomatica-2017-09-STC_2702Prima di lasciare il palco, Niccolò si ferma qualche istante. Vuole godersi i suoi ascoltatori attenti che lo applaudono. Alla fine ci manda un bacio e con lui si socchiude uno dei percorsi artistici più densi, importanti e determinanti della scena cantautorale italiana degli ultimi 20 anni.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Ilenia Di Mauro)
(Foto: © Stefano Ciccarelli)

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