Musica

#Recensione: Fabrizio Cammarata, “Of Shadows”

L’amore. Che cos’è l’amore, in fondo?  È uno stato d’animo, vivente e mutante. L’onda del mare che non t’aspetti e, invece, ti colpisce forte e ti trascina giù, sott’acqua, almeno per un po’. Finché non decidi di risalire. Di risanarti. L’amore è quello che ti manda in apnea. Per un po’, finché non sei pronto a tirarti su dal fondo.

E l’onda arriva in pieno sulla nostra faccia con l’ascolto del nuovo album “Of Shadows” di Fabrizio Cammarata. Artista acclamato internazionalmente, musicista di altissimo livello e cantautore dal portamento elegante e sincero. Un romanticismo anomalo, il suo, che parla la lingua lontana dalla sua Sicilia, l’inglese europeista, globalmente comprensibile, quello del farsi benedire a Babele e la sua torre!

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(Foto: © Dodo Veniziano)

Eppure il codice di Cammarata è qualcosa che parte dal cuore, un cuore di certo frastornato e sconquassato, sebbene la musica dell’intero lavoro batta piano ma forte, ricordando Nick Drake, il menestrello inglese, malinconico e dolcissimo, non troppo osannato in vita come, invece, lo fu in morte. Immerso è senz’altro nella poetica della distruzione del compianto Leonard Cohen.

Damien Rice e Benjamin Clementine, due stelle comete nel percorso musicale di questo album, danno sapore e gusto alle note già mature delle sue ferme composizioni alla chitarra. Fabrizio Cammarata in “Of Shadows”, prodotto da Dani Castelar, già produttore di Paolo Nutini, è dotato di carisma, la sua voce è netta e penetrante, il folk revival è ineluttabile, mentre la sua invettiva spazia dal blues alla tradizione popolare inglese migliore che esista.

Fabrizio-Cammarata-©-Dodo-Veniziano_1

(Foto: © Dodo Veniziano)

Il suo credo è spalmato nelle undici tracce e dice chiaramente che non c’è illusione a cui non credere, perché credere a qualcosa che ci illude è già la verità. Ecco perché di ombra uno potrebbe vivere, senza vedere il suo materiale corrispettivo, perché l’ombra è reale ed è lì, in quell’immagine scura, che si vede solo quando c’è luce, che forse aleggia la felicità, quella vera.

Cammarata viaggia come fosse sempre in cerca di qualcosa e ogni volta che compone la sua musica c’è un tratto di quello spazio percorso, dei suoi profumi, delle sue attitudini mentali e dei suoi confronti umani. “Of Shadows”, distribuito da Kartel Music Group e da Haldern Pop Recordings, è ricco e ugualmente povero quanto basta per potersi dire uno dei più bei lavori ascoltati e vissuti in questo, ormai al termine, 2017.

fabrizio-cammarata-Long-Shadows-1Ad accompagnare Fabrizio in questo viaggio ci sono musicisti dotati di passione e sensibilità: Donato Di Trapani al piano e all’elettronica, Adam Dawson alla batteria, il bassista Carmelo Drago e il fiatista Martin Perna insieme al violoncellista Angelo Di Mino.

Carico di potere decostruttivo, tanto da poterci realizzare i migliori compendi filosofici, con testi e poetiche che – se è possibile – sono di certo ancora più scanditi dalla musica che li compete. La poesia, d’altronde, è bizzarra, fa ridere e fa piangere con la stessa parola. Quella di Cammarata risponde perfettamente alla fatidica domanda senza fine che ingabbia autori, creatori, pittori, musicisti, saltimbanchi e artisti in genere.

Cosa è l’amore, in fondo? L’amore, risponderebbe qualcuno che ha trasudato la musica di questo album attraverso le sue carni, è il fondo stesso, una catena di onde che si tirano lungo il mare e ti travolgono mentre tu vai giù. Là dove sarà la tua vera risalita.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Elisa Mauro)

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Fabrizio Cammarata – Of Shadows
Etichetta: 800A Records/Kartel Music Group/Haldern Pop Recordings
Anno: 2017
Genere: folk

Tracklist:
1) Long shadows
2) Come and leave a rose
3) In the cold
4) You’ve been on my mind
5) Lorca’s roses
6) Naked for you
7) What did I say?
8) I don’t belong here
9) Hold me now, still night
10) Say goodbye
11) Mi vida

Info:
Pagina Facebook Ufficiale
Sito Ufficiale

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