Musica

“Una Storia mia”: debutto solista di Sarah Dietrich

Sarah Dietrich è romana. Ha preso parte coraggiosamente a progetti musicali molto interessanti che l’hanno vista portare in scena vecchi stornelli romani riadattati in chiave lirica. Il progetto, con Giampaolo Felici, si chiamava Ardecore, ed era un gruppo da palcoscenici e teatri, poi smembratosi. La cantante comincia, allora, a ridimensionarsi in un nuovo look, grazie anche all’intuito di Modern Life, e rendersi sola in un oceano di solitudine.

La Dietrich, con la distribuzione Audioglobe, presenta agli inizi di quest’anno il suo primo lavoro da solista, intitolato “Una storia mia”. Non poteva che essere sua, infatti, la modalità con cui la narrazione, non sua, prende pieghe, fa giravolte, s’incespica, si libera, fugge e poi finisce. Una giostra che si muove all’interno di otto dimensioni canore e sonore e a tutto l’ambaradan che l’accompagna come i topolini al gran ballo con Cenerentola.

Ma, in realtà, anche la più ostinata solitudine nasconde un progetto corale. Sotto a una voce – escluso quella dell’Altissimo -, c’è sempre qualcos’altro e capita anche oltre Sarah di vedere collaborazioni e autorialità importanti. L’uno, dunque, si fa trino e insieme alla cantante romana ecco la produzione artistica di The Niro, al secolo Davide Combusti e Michele Braga, il compositore vincitore del Nastro d’argento per la colonna sonora del film di Jeeg Robot.

Come antipasto, in “Io non so dire ciao”, la Dietrich si presenta come colei che, succube di passato e storie pseudo importanti, non sa mollare, in quest’attesa muta e autodistruttiva, che riesce a mascherare meglio nel secondo brano “Dentro questa notte”, dove finalmente esce gli artigli con la sensualità di una pantera che chiude una storia mai neppure cominciata.

Il terzo brano “Ma tu” è la razionalità che invade la fede, musicalmente difficile, benché ripetitiva, per poi arrivare all’apertura, alla più grande bugia, quella detta al proprio io, instillata di forse e teneri auto-convincimenti basati sul nulla con “Non sto male”; una delle più belle è “Sarò io la soluzione”, dotata di un rock moderno e spedito nel ritornello, ma scritta da un uomo per un altro uomo, piuttosto.

È “Il mago”, poi, la solita storia chi illude i sentimenti della ragazza senza malizia che si fa allucinare con apparenze e visioni. “Implacabile” è il singolo d’apertura dell’album, scelto per la velocità, per i modi alla Rettore, svelti, illogici, futuristici, che racconta quanto la determinazione riesca a far miracoli. Donatella Rettore era indiscutibilmente, però, autrice assoluta dei suoi brani.

Con “Adieu” ha inizio l’overture, il saluto di Sarah Dietrich al suo nuovo pubblico, ostentando sempre la parte più sottomessa all’uomo, fino al cambiamento per un amore insano, assolutamente inesistente. Brani coerenti tra loro ed espansivi, per giungere al finale che nel cielo firma la sua “Costellazione”, con fuochi d’artificio del made in Italy più contemporaneo e giovanile.

Qui la Rettore con il suo rock incalzante manca, resta Sarah, invece, con la sua bella voce a dirci quanto sia bello l’amore platonico fra due cuori irraggiungibili. Tutti i brani vantano le musiche di The Niro e Michele Braga, dalle chitarre alle tastiere, fino agli archi, tranne in “Costellazione”, suonati da Andrea Ruggiero. “Una storia mia” è un primo lavoro che racconta la storia di una donna incerta. Che forse, in fondo, non è donna.

The Parallel Vision ⚭ _ Elisa Mauro)

copertina_web

Sara Dietrich Una storia mia
Etichetta: Modern Life
Anno: 2017
Genererock pop

Tracklist:
1) Io non so dire ciao
2) Dentro questa notte
3) Ma tu
4) Non sto male
5) Il mago
6) Implacabile
7) Adieu

8) Costellazione

Info:
Pagina Facebook Ufficiale
Sito Ufficiale

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