Recensione

“Nella giungla delle città” è nascosto l’isolamento della moltitudine

Composta da Bertolt Brecht fra il 1921 ed il 1923, “Nella giungla delle città è un’opera teatrale visionaria e drammatica. La Compagnia Cavalierimascherati ne porta in scena, fino al prossimo 30 aprile presso la Sala Uno Teatro di Roma, un adattamento che sfida l’opera stessa e ne mette in evidenza il lato maggiormente provocatorio ed inquietante.

Si possono vendere le opinioni? Toccarle, renderle merce di scambio, negarle oppure assecondarle? Attraverso questo provocatorio dilemma si snoda l’adattamento teatrale di Alessandro De Feo di “Nella giungla delle città – Im dickicht der städte di Bertolt Brecht. Nella splendida cornice del Sala Uno Teatro di Roma si consuma il dramma di due anime erranti alla ricerca del predominio sociale che li tiene in realtà prigionieri di loro stessi.

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(Foto: © Chiara Anselmi)

L’opera teatrale è particolarmente complessa ed appaiono evidenti gli studi di ricerca e di approfondimento messi in opera dalla Compagnia Cavalierimascherati che, in 100 minuti, sintetizza le linee di una realtà che si percepisce rarefatta e sfuggevole tanto più ci si avvicina alla meta, o finale. I protagonisti sono due, George Garga e Shlink. Il primo ci viene presentato come il semplice commesso di una biblioteca.

Shlink vi entrerà per comprare le opinioni di Garga. Quest’ultimo però non ha la minima intenzione di mettere in vendita le proprie idee e Shlink capisce così che Garga è l’uomo degno di essere sfidato per un duello che non vede in palio premi materiali quanto una riflessione intorno al destino, ai suoi mutamenti ed i suoi fallimenti.

Nella-giungla-delle-città-4“Non tormentatevi il cervello per scopri­re i motivi di questa lotta, ma interessatevi alle poste umane in gioco, giudicate imparzialmente lo stile a-gonistico dei due avversari e concentrate la vostra attenzione sul finale“. (Bertolt Brecht)

Corollario di questa sfida metafisica sono le vite dei personaggi che condividono la quotidianità dei due protagonisti. Attraverso la definizione delle loro caratteristiche, pregi e difetti annessi, “Nella giungla delle città” offre la possibilità di indagare, senza discostarsi dall’intento originale dell’opera di Brecht, l’amore, i vizi della società contemporanea, i compromessi e i pregiudizi che incatenano l’uomo ai suoi stessi bisogni.

Nella-giungla-delle-città-2Lo spettacolo merita di essere applaudito perché portare in scena un’opera così complessa è una sfida che non si può ignorare. Gli spettatori sono costretti ad attivare strategie di attenzione impegnative che non devono essere spese per un collegamento rigidamente logico fra un momento e l’altro nella successione della narrazione quanto verso il finale, vero capolavoro antropologico e sociale.

Dal caos nasce il miglioramento? A voi la risposta. Da cercare fino al 30 aprile al Sala Uno Teatro di Roma anche fra le note della musica dal vivo eseguita dal maestro Valerio Mele.

The Parallel Vision  _ Raffaella Ceres)

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