Intervista

#Intervista: Arianna P. Safonov, tra il dire e il fare: la campagna

Arianna Porcelli Safonov è un’attrice e autrice tristocomica. Dopo aver vissuto a Roma e abitato per alcuni anni a Madrid, ha deciso di stabilirsi tra le campagne dell’oltrepò pavese dove ora vive convintamente da alcuni anni. Non sente minimamente la mancanza della città, tranne quando c’è da spalare la neve davanti all’uscio di casa. Nella campagna e in un paese di circa 12 abitanti – inclusa lei – ha trovato la sua dimensione e fonte di ispirazione, tanto da aver scritto la sua prima raccolta di racconti, “Fottuta Campagna” (Fazi Editore). È anche autrice del blog “Madamepipì” nel quale raccoglie i pezzi che porta in scena tra convention, teatri e locali.

Ariann-Porcelli-3Hai definito il tuo genere “cabaret elegante”. Cosa intendi?
La ricerca che porto avanti ha a che fare con la dignità non solo del cabaret, ma anche della stand-up comedy. Mi dispiaccio che oggi la comicità in Italia sia il risultato di una battuta (quasi) sempre di cattivo gusto. Ben venga il cattivo gusto, però almeno che si trattino argomenti di denuncia. Questo è quello che cerco di fare io. Mi guardo intorno e vedo le cose alle quali ci stiamo abituando e alle quali non dobbiamo abituarci, attraverso questo cerco di dare un rigore alla comicità che principalmente è fatto di denuncia.

È un mondo che conosci anche direttamente, quello che racconti? (vino, aperitivi, il biologico, il jazz…)
È tutto un mare di roba in cui o sono stata con le mani in pasta, oppure continuo a esserci. Il rischio è abituarsi alle deformazioni e questo non va bene. Racconto un mondo fatto di cose di cui sono stata vittima io per prima.

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(Foto: © Luca Chinaglia)

Quando scatta il campanello di allarme per cui ti rendi conto che qualcosa va denunciato (a modo tuo)?
Quando l’essere umano diventa ridicolo, principalmente attraverso delle tendenze che ci vengono imposte. Là dove io non vedo un pensiero individuale, unico, o in discrepanza con quello che dice l’opinione pubblica, lì c’è un campanello di allarme.

Dove c’è omologazione intervieni tu…
Dove c’è un sonnifero sociale. In vari ambiti. Per esempio a Roma ti convinci che se non hai il contatto giusto non vai da nessuna parte. Che non serve inviare il tuo materiale in maniera democratica, invece è paradossale dover avere il contatto giusto per muovere il culo da casa. Da quando sono andata a vivere in un posto dove è tornato il lupo e ho solo la rete per lavorare, riesco a farmi conoscere per quello che faccio e metto in rete, il sistema prescinde dalle conoscenze…

Quanto sono importanti, quindi, i social?
Se siamo capaci di spegnerli, fondamentali. Io lavoro attraverso i social, principalmente Facebook.

Cosa ti ha spinto fuori dalla città?
Un sacco di campanelli di allarme che suonavano contemporaneamente e che mi hanno fatto capire che avevo bisogno di silenzio, solitudine, predisposizione all’essenziale. Oggi se vivessi in città non riuscirei a produrre quanto produco in campagna dove non ho distrazioni, ma prevalentemente fonti di ispirazione.

Arianna-Porcelli-2Nelle cose che scrivi sei molto dissacrante e prendi di mira stereotipi, come quello dell’ingegnere, o tematiche come il biologico. Si è mai arrabbiato qualcuno?
Sul biologico sì, mi hanno accusato di prendere di mira una cosa molto bella come il ritorno ai prodotti naturali, ma il mio è solo un monito per dire attenzione, perché spesso il biologico non viene approfondito in modo serio, bisogna documentarsi. Però ci sono state anche cose curiose, per esempio l’essere cercata da alcune aziende favorevoli alla presa in giro come incentivo, che mi hanno chiesto di scrivere un pezzo che prendesse di mira la loro attività. È bello sapere che ci sono realtà disposte a non prendersi sul serio.

In questi casi come funziona?
Io faccio un piccolo studio sul loro lavoro e scrivo un pezzo che poi leggo lì, insieme al mio repertorio classico.

Ariann-Porcelli-4Parliamo del tuo blog “Madamepipì
L’ho aperto a New York nel 2008 e c’è tutto il mio materiale, mi piacerebbe che diventasse una raccolta di racconti/monologhi.

Tra le tue strategie di resistenza cosa metteresti?
La perseveranza e l’alcool (ride). Ho continuato sempre a fare le mie cose nonostante nessuno le prendesse in considerazione e poi è arrivato un momento in cui i sacrifici hanno iniziato a portare a qualcosa. La rete è stata determinante in questo passaggio. L’Italia è un Paese che ti insegna a restare umile, perché siamo talmente poco abituati a fare ciò che ci piace che quando qualcuno ce lo riconosce ci sembra assurdo, ma può accadere…

Prossimi impegni e uscite?
A luglio uscirà il nuovo libro “Storie di matti” sempre per Fazi Editore, dove racconto i matti di oggi, la gente con la quale abbiamo a che fare ogni giorno. Il 6 maggio, invece, sarò a Mantova al “Food&Science” con la Banda Osiris, il 31 maggio con il mio reading tristocomico al Teatro Arciliuto a Roma accompagnata dal pianista Filippo Gregoretti mentre a ottobre sarò tra i relatori del “TEDX” a Bologna, il tema è l’inimmaginabile.

Info:
Pagina Facebook Ufficiale
Sito Ufficiale

(© The Parallel Vision ⚭ _ Noemi Serracini)

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