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#LiveReport: La seconda serata di Arezzo Wave Festival

Random Clockwork, Black Snake Moan e La Base sono i progetti ospiti dello scorso 20 aprile del Trenta Formiche alla seconda serata delle semifinali per le selezioni regionali di Arezzo Wave Festival. Tre progetti dal sound e dalla storia molto differente, un’interessante amalgama di diverse sonorità. Le regole erano sempre le stesse della prima serata: tre band, mezz’ora a testa, giuria in attento ascolto.

Iniziano i Random Clockwork e subito la voce di Danila Monfreda trasporta il pubblico nel rock elettronico degli anni ’90, ma con strumenti di ultima generazione che non avevo ancora incontrato, che catturano la mia attenzione per tutta l’esibizione. Come per esempio il basso di Luigi Sardellitti che, una volta a casa e grazie ad accurate ricerche, scopro essere un Tri-Bass MIDI Controller Misa collegato a un synth.

I Random Clockwork vengono da un’esperienza importante, il Tour Music Fest che li ha visti vincitori assoluti nella categoria “Band” aggiudicandosi ben due premi: “Band of the Year TMF 2014” e “Premio Discografia CNI Music”. Attualmente stanno lavorando in studio per il loro primo album, che considerando l’esibizione sarà molto interessante. L’uscita è prevista a settembre. La redazione prenota una copia.

Cambio palco, via i virtual instruments, ecco amplificatori laccati della Orange che danno piacere solo a guardarli. Il proprietario è Black Snake Moan, di lui si vede a malapena il viso nascosto da una criniera anni ’70. “Sembra di stare a Detroit” commentano i ragazzi dietro al bancone – uno dei quali oltre a spillare fa anche il fonico.

Black Snake Moan in realtà viene da Tarquinia. La sua gentilezza e aura mistica mi ricordano il personaggio di Bob, il “tessitore dell’alba” di “I Love Radio Rock“, che mentre la barca affonda scende in sottocoperta per morire abbracciato ai suoi dischi preferiti. Quel che ascoltiamo è il suo nuovo concept album, “Spiritual Awakening (BloodRock Records). Il suo è un personale delta blues, anzi è dirty blues, dove il tema proibito che viene raccontato è quello trascendentale, è la storia del risveglio del proprio potere spirituale.

Si rimane in America, ma si cambia genere. È il turno de La Base. Una band hip hop-funky dalla doppia voce: quella del rapper Kenzie e quella neo soul di Massimo Cantisani. Quando il primo rappa in italiano e il secondo canta in inglese l’intreccio si fa molto interessante. Scopro che l’accoppiata è stata un’intuizione del chitarrista Francesco Fioravanti, è stato lui a far incontrare il nucleo della band. Ci fanno ascoltare brani che spaziano dalla malinconia all’ironia tratti dal loro Ep d’esordio “La Base” (distribuito da La Zona).

Domani 24 aprile le selezioni di Arezzo Wave Festival proseguono sempre al Trenta Formiche in Via del Mandrione 3 con ospiti LeSigarette, Plastik e Difference. Entrata gratuita con Tessera Arci. In sala sarà presente sempre la giuria di qualità, ovvero Cristiano Cervoni (Responsabile Regionale AWL), Valerio Mirabella (The Roost), Gianluca Polverari (Radio Città Aperta e Romasuona), Emanuele Tamagnini (Nerds Attack) e Matteo “Pippo” Rossi (Responsabile Regionale 2017 – Ausgang Produzioni).

The Parallel Vision ⚭ _ Margherita Schirmacher)
(Foto: © Margherita Schirmacher)

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