archeologia

Il gladiatore Spartaco e la schiavitù di oggi. La mostra all’Ara Pacis

Il gladiatore Spartaco, la storia mai terminata dello schiavismo, la Roma antica come il mondo di oggi, in cui vivono circa 21 milioni di persone ridotte in schiavitù. “Spartaco. Schiavi e padroni a Roma” non è solo una mostra ma il “racconto corretto di una parte oscura della nostra memoria“, nelle parole del sovrintendente Claudio Parisi Presicce.

È corretto dire che lo schiavismo, di cui il gladiatore Spartaco ne è forse il simbolo più famoso, è stato uno degli strumenti fondamentali su cui poggiava l’impero romano? Sì, è corretto. All’apogeo della sua storia, infatti, gli schiavi erano compresi tra i 6 e i 10 milioni su una popolazione complessiva che oscillava tra i 50 e i 60 milioni di persone. Più o meno il 10% di tutti gli appartenenti all’impero. Un numero enorme, quindi.

La mostra del museo dell’Ara Pacis non vuole solo analizzare il più grande sistema schiavistico che la storia abbia mai conosciuto, ma intende creare un ponte con il mondo di oggi attraverso i contributi dell’Organizzazione Mondiale del Lavoro, un organo delle Nazioni Unite specializzato in temi come le politiche sociali, l’eliminazione del lavoro forzato e le tante forme di schiavitù nel mondo.

Il gladiatore Spartaco è quindi la figura misteriosa e leggendaria che capeggiò e organizzò l’ultima grande rivolta contro Roma antica tra il 73 e il 71 a.C. “Non conosciamo neanche il suo vero aspetto“, prosegue Presicce, “perché il suo corpo non fu mai ritrovato. Eppure è divenuto un simbolo“. Spartaco raccolse intorno a sé decine di migliaia di altri schiavi, di poveri, di disperati e tenne testa all’esercito romano per tre anni.

I suoi 70.000 uomini vennero affrontati dalle legioni di Pompeo e di Lucullo, prima di essere sconfitte dai soldati di Crasso. Spartaco morì in battaglia dopo aver terrorizzato la più grande macchina da guerra del mondo per circa 1000 giorni. Fino al 17 settembre la sua storia e quella di tanti altri vinti e vincitori sarà esposta al museo dell’Ara Pacis suddivisa in 11 sezioni, attraverso le quali potrete ammirare oltre 250 reperti archeologici assieme a fotografie e installazioni audio e video.

Dal “Mercato degli schiavi” agli “Schiavi domestici“, “Schiavi nei campi“, “Schiavi bambini” fino ai “Mestieri da schiavi“, la “Schiavitù femminile e sfruttamento sessuale“, gli “Schiavi nelle cave e miniere“: un percorso suggestivo di una “storia mai finita, legata fortemente all’immagine, anche se non abbiamo idea del volto di Spartaco“, ricorda Roberto Andò, regista che assieme al team di archeologi, architetti e scenografi ha restituito in questa mostra la complessità del mondo degli schiavi dell’antica Roma.

Spartaco. Schiavi e padroni a Roma” sarà aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30. La mostra è stata ideata da Claudio Parisi Presicce e Orietta Rossini, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)

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