Cultura

A Roma si accendono le luci (sobrie) del varietà con “Sgombro”

A volte per andare avanti è opportuno guardare indietro. A volte per sperimentare e trovare forme nuove di linguaggio sembra necessario riferirsi al passato. Sarà che tutto è, in qualche modo, già stato detto, già stato fatto, che è molto difficile avere a che fare con l’originalità. Sono tempi in cui è fondamentale trovare spazi(o), tempi in cui è necessario difendere gli spazi che ci sono e che consentono ancora di muoversi con una certa libertà.

Un gruppo di amici–colleghi che lavorano nel mondo dello spettacolo si riunisce da qualche mese in un posticino a San Lorenzo (quartiere storico di Roma): si vedono all’ora del pranzo e parlano delle difficoltà, dei progetti, delle cose da fare, dell’ultimo testo al quale stanno lavorando, di come è andato lo spettacolo del giorno prima.

Tra una chiacchiera e l’altra buttano giù idee nuove, riesumano le vecchie e a un certo punto sentono che quella, proprio quella potrebbe essere l’idea giusta. “Proviamo a fare il ‘varietà’: un appuntamento mensile con artisti che si alternano e uno o più ospiti diversi, lo proponiamo al Cinema Palazzo e lo chiamiamo…“. Giù proposte. “Sgombro”, non serve spiegare perché, considerata la natura del luogo, sembra proprio il nome perfetto.

Immagino più o meno così il momento in cui Daniele Parisi, Marco Andreoli, Davide Grillo, Claudio Morici e Ivan Talarico hanno pensato di dare vita nuova al varietà. Da lì all’appuntamento con il primo Sgombro del 22 ottobre è passata qualche settimana. Si va avanti un sabato al mese; il prossimo è il 14 aprile in occasione dei 6 anni di attività del Cinema Palazzo e lo Sgombro il numero 7.

Gli ingredienti (attori e performers) del varietà sono più o meno sempre gli stessi (oltre ai già citati, Il nano Egidio, Daniele Fabbri, Giovan Bartolo Botta, Gioia Salvatori, Dario Tacconelli…), gli edulcoranti (ospiti) variano di appuntamento in appuntamento e il conservante (presentatore), autore anche dell’omonima sigla è sempre lui: Talarico, affiancato dalla Salvatori. Così torna a prendere forma il varietà.

Niente di nuovo sotto al sole, ma il gradimento del pubblico, la massiccia presenza a ogni incontro, fanno pensare che se ne sentiva la necessità. Il fascino delle luci del varietà è sobrio. Non ci sono lustrini, ognuno brilla di qualcosa che non ha a che fare con l’apparenza, ma più con l’esserci e col sentire il desiderio di mettersi in gioco e farlo al meglio della propria professionalità e competenza.

Gli interventi sono affidati ai singoli artisti, alcuni più riusciti, altri meno, non necessariamente comici, anche se spesso è la risata a prevalere. Ma il vero piacere sta nell’assistere a qualcosa di organico, a uno spettacolo davvero collettivo. Forse la peculiarità è proprio quella di restare parte di un discorso più ampio e, in questo, il Cinema Palazzo sembra essere la location ideale per la sua storia e ciò che rappresenta.

Continuiamo quindi a credere nell’esistenza di spazi culturali alternativi e augurarci che esperienze virtuose di spettacolo possano anche rappresentare prospettive più che valide di resistenza.  “Un bel filetto di sgombro in odio d’oliva e passa tutto, evviva evviva!” (dalla sigla “Sgombro”). Per essere sempre aggiornati potete seguire la sua Pagina Facebook Ufficiale.

The Parallel Vision ⚭ _ Noemi Serracini)

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