Live report

#LiveReport: Bar Kahbum, la serata di giovedì 23 marzo al Lanificio159

Un altro giovedì è passato e un’altra puntata di Bar Kahbum al Lanificio159 è finita. Lo scorso 23 marzo è stato un appuntamento di marca femminile, a partire dalle partecipanti al Tutti per Uno e finendo con il titolo della canzone che Gabriella Martinelli, Mèsa e Leila si sono trovate a dover affrontare sul palco del locale di Via di Pietralata 159. “Jeanne Baret” recitava la famigerata Kahbusta, consegnata alle artiste 10 giorni prima della serata di Bar Kahbum, dove le canzoni vengono suonate per la prima volta.

Tre cantautrici, tre modi completamente diversi di affrontare il tema. Già, ma che tema è? Jeanne Baret è il nome di una esploratrice francese vissuta tra il ‘700 e l’800 ed è considerata la prima donna ad aver compiuto la circumnavigazione del mondo. Parliamo quindi di viaggi, di mare, di partenze e di ritorni. Mèsa (che abbiamo intervistato a gennaio), la prima a salire sul palco, affronta la vicenda della Baret proponendo un pezzo al tempo stesso poetico e scanzonato, con una scrittura fresca che intrecciata alla sua bella voce rende onore alla serata e consente un’apertura già di buon livello.

Gabriella Martinelli contribuisce ad alzare ulteriormente l’asticella. Sul palco assieme a Nicola Guida (pianoforte), Gabriella presenta una “Jeanne Baret” decadente ed esistenzialista, una chanson struggente per voce e piano in cui il suo splendido timbro si mescola al carisma interpretativo che ha innato. Poche, oggi, possiedono talento e tecnica a questo livello.

Leila chiude la combo di Tutti per Uno con un approccio di gran lunga differente rispetto alle precedenti colleghe. Via chitarre acustiche e atmosfere raccolte, spazio invece al synth, al beat e ai distorsori assieme a Federico Leo (batteria ibrida, elettronica). Il risultato è, per la serata, del tutto unico e i pezzi di Leila viaggiano malinconici e dilatati sul pubblico del Lanificio, anche se danno l’impressione di insistere troppo sull’effetto trip, quando una scrittura più breve darebbe a mio avviso maggiore incisività alle sue composizioni.

Finito il set delle tre cantautrici, arrivano sul palco Roberto Angelini e Francesco Forni che presentano “Nipoti dei fiori“, ovvero il pezzo creato e registrato durante la 12esima e ultima puntata della prima serie di Kahbum. Parte prima il filmato, poi attaccano a suonare Roberto e Francesco dal vivo. Il brano (che potete ascoltare qui sopra) è un bellissimo racconto folk a due voci che introduce un concerto intenso sviluppato sulla stessa lunghezza d’onda. A turno i musicisti cantano i loro pezzi e a turno l’altro accompagna con la chitarra.

Ad un certo punto si rompe anche una corda ad Angelini, ma questo diventa un pretesto per una lunga e splendida improvvisazione in cui i due creano, di nuovo, un brano dal nulla che parla di una chitarra con una corda rotta. L’atmosfera è bellissima, loro si divertono e il pubblico è partecipe. Meglio, credo, non sarebbe potuta andare. Appuntamento a giovedì 27 aprile, sempre al Lanificio, per l’ultima serata di Bar Kahbum della stagione.

The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
(Foto di copertina: © Eliana Giaccheri – elianagiaccheri.carbonmade.com)

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