Intervista

#Intervista: Mèsa, il debutto su Ep è pieno di “Cose vere”

Mèsa, Federica Messa all’anagrafe, ha venticinque anni e non si dovrebbe dire di una ragazza, ma le stanno bene e si fa un’eccezione. Ha appena inciso il suo primo Ep di cinque canzoni, che sono poesie e preghiere con un bel rock melodico che ha tante ispirazioni dentro. Sabato 28 gennaio le presenterà a Le Mura di Via di Porta Labicana. Sarà una bella serata.

mesa-federica-messa-8

(Foto: © Matteo Casilli)

Il tuo nome, Mèsa, in spagnolo vuol dire tavolo. Il tavolo – quello di un bar, di un ristorante o di una casa – mi sa d’incontro, di condivisione e di parole. La scelta del tuo nome viene da qui?
È una bellissima interpretazione la tua, ma purtroppo la scelta del mio nome non ha a che vedere con questo. Magari posso rivendermela per il futuro però!

Ti pare, fai pure!
Comunque, in realtà c’entra la tavola ma in maniera molto più prosaica. Mio nonno ha questo documento antico in cui si suppone una discendenza spagnola. La mia famiglia anticamente pare sia stata commensale di Filippo IV, o qualcosa del genere. Per questo “Mesa”. A cui in italiano sarebbe stata aggiunta per errore una “S”.

mesa-federica-messa-3

(Foto: © Simone Zivillica)

Beh, rimane una bella storia. Hai origini siciliane, quanto c’è di Sicilia e quanto di Roma nella tua musica?
Non ci ho mai pensato a quanto i posti influenzino le mie canzoni, non sono una che ti fa dei riferimenti così circostanziati in una canzone. Una volta ho citato la tangenziale romana in un pezzo ma solo perché volevo fare una metafora con i divieti (la tangenziale non si può imboccare dopo le 23, ndr)Faccio esperienze, che sia in Sicilia oppure a Roma oppure chissà dove, e poi dentro di me tutto si mescola e quando scrivo un pezzo non penso a “quella cosa che è successa lì” ma in generale a “quella cosa che è successa”. Credo che le mie canzoni abbiano la stessa valenza in ogni posto.

Roma sud o Roma nord?
Nel mondo, secondo me, le cose belle stanno a sud.

mesa-federica-messa-4

Mèsa – Ep

In un’intervista una volta hai detto che se per fare musica hai bisogno di un motivo, di un perché, allora forse non devi farla. Che senso dai alla musica, cos’è per te?
Scrivere canzoni non è per me un gesto deliberato. Mi spiego. Quando tu vai a fare la spesa, esci di casa perché ti sei reso conto che ti mancano il latte e il pane e allora vai a comprarli perché sai che altrimenti il giorno dopo non hai da mangiare, non perché hai fame in quel momento. Ecco, scrivere una canzone invece è paragonabile ad avere fame. In quel momento devo appagare una necessità, non è che mi dico “adesso mi metto col mio taccuino a scrivere una canzone che parla di quanto è bella l’estate”. Sento semplicemente che l’estate mi piace tantissimo e ho bisogno di dirlo. Non c’è un perché all’infuori della necessità.

I tuoi riferimenti musicali italiani?
De André, Dalla, De Gregori. Giusto per essere banali.

mesa-federica-messa-2

(Foto: © Francesca Bernieri)

E quelli stranieri?
Pixies, Nirvana, Elliott Smith, Laura Marling, Angel Olsen.

Sicuramente hai smentito l’essere banale con questi nomi. Prima cantavi in inglese. Perché? E perché ora in italiano?
Cantavo in inglese perché ascoltavo quasi esclusivamente musica anglo-americana, quindi probabilmente per un discorso di emulazione. Ora canto in italiano perché ho capito che per comunicare bene qualcosa, bisogna dirlo nella lingua che si conosce meglio. Devi essere amico d’infanzia con le parole.

mesa-federica-messa-foto-claudio-patrizi-1

(Foto: © Claudio Patrizi)

Gli occhi sembravano pozzanghere“. Lo dici nel secondo verso de “La Colpa”, una metafora particolare. Ha un senso preciso?
Quel verso ha un senso molto specifico. Mi riferisco a degli occhi che sono sul punto di piangere. Ho scelto le pozzanghere probabilmente perché gli occhi cui mi riferisco nel pezzo sono molto grandi.

In “Cose Vere” indaghi sul senso della verità e forse anche su quello della religione, quando dici che Gesù non è morto in croce, ma in sincerità. Cos’hai capito della verità e di Dio? Sono la stessa cosa?
Tutta la storia della crocifissione, dopo aver visto “La Passione di Cristo” di Mel Gibson, mi è sembrata una grande metafora su quanto sia scomoda la verità. Perché avrebbero dovuto uccidere Gesù se fosse stato semplicemente un pazzo che si inventava cose? In realtà quel pezzo non ha uno sfondo religioso per me, quanto piuttosto storico. Ho sempre pensato che Gesù fosse un gran fico perché se ne fregava di quanto sembrasse assurdo quello che andava in giro a predicare. Dire la verità mi sa tanto che è fregarsene.

La scrittura per il cantautorato è essenziale, questo è ovvio. In “Un Nome Alle Cose” parli di pioggia d’inchiostro e di sbornie di parole da bere insieme. Quando hai capito l’importanza delle parole? Come hai iniziato a scrivere?
Ho sempre scritto delle cose. Ho sempre avuto uno strano rapporto con le parole. Mi ricordo che da piccola, per esempio, quando mi piaceva davvero una canzone o una poesia, la scrivevo a mano su un quaderno solo per il gusto di scrivere quelle parole e di poterle rileggere quando ne sentivo il bisogno. In quel pezzo, mi interrogo su quanto possa essere utile stare a rincorrere delle parole per farci entrare dei concetti dentro. Alla fine, le parole vogliono dire tutto e niente e non è che una cosa esiste se ne scrivi, o viceversa. 

In “Morto a Galla”, il più intimo tra i cinque pezzi del tuo primo Ep, dici che abituarsi è l’arte di arrendersi. Tu a cosa ti sei arresa e a cosa non ti abituerai mai?
Ho 25 anni, ancora non mi sono arresa a niente per fortuna! Non mi abituerò mai a chi tira su col naso, ai gessi sulle lavagne, ai capelli troppo lunghi. E ai kiwi. Quelli non li sopporto.

mesa-federica-messa-7

(Foto: © LiveArtena)

In “Tutto”, elenchi una serie di cose per poi dire che è sempre tutto qui. Io sono un amante dell’indie, ma anche del mainstream – e a volte del thrash. Bene, a me ha ricordato “Non è Tempo per noi” di Ligabue, quando dice “Ti domandi se è tutto qui, e la risposta è sempre sì“. È quello il senso? O piuttosto c’è un punto di domanda, una ricerca oltre a tutte quelle cose?
Non conosco la canzone di Ligabue a cui ti riferisci, però penso proprio che il senso sia quello. Non c’è una ricerca ma piuttosto la necessità di far convivere sotto il nome del “tutto” le cose belle e le cose brutte che succedono. Il “tutto” di ogni vita è un insieme di tante esperienze, sensazioni, facce. Io ho capito, scrivendo quel pezzo, che non si può depennare nessuna di queste cose, neanche i fallimenti. Perché anche fallire è necessario.

Hai mai pensato di partecipare a un talent?
Non ci ho mai pensato perché non mi piace la spettacolarizzazione. Mi piacciono le cose piccole, le persone modeste, i dettagli.

mesa-federica-messa-5

(Foto: © Michele Stallo)

Ti piace il nuovo “indie-mainstream” di Brunori, Cani, Calcutta, Baustelle, Thegiornalisti, Lo Stato Sociale, Levante?
Sì, mi piace la metà degli artisti che hai citato anche se ce ne sono altri 200 che avrei inserito, tipo Giovanni Truppi, Maria Antonietta, Bianco, Dimartino, Daniele Celona, Galoni.

Certo, ma quelli che passano in radio e vanno ospiti da Fazio sono pochi. A proposito, l’indie è una nicchia a sé che deve rimanere pura dalle contaminazioni della ricerca della massa o è un passaggio (obbligato e obbligatorio) per arrivare a tutti?
Non lo so. Non ci ho mai pensato. Probabilmente perché per me l’indie è il mainstream. Alla fine al giorno d’oggi o ascolti cose come Elisa, Ferro, Kolors ecc. oppure ascolti l’indie. Penso sia difficile incontrare qualcuno che si muova in entrambi gli ambiti. Per me la musica italiana di oggi è solo l’indie.

mesa-federica-messa-9

(Foto: © Claudio Patrizi)

Grazie Federica, ci vediamo sabato a Le Mura.
Grazie a te per le domande stimolanti, a presto!

The Parallel Vision ⚭ _ Simone Zivillica)

Categorie:Intervista

Con tag:,

5 risposte »

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...