Esiste il modo perfetto per dimenticare un amore? O più semplicemente, è davvero possibile cancellare tutto e andare avanti? Una cosa è sicura: la musica, per certe cose, aiuta sempre, soprattutto se sei in grado di suonarla e di scriverla, buttando fuori tristezze e delusioni, componendo melodie devastanti e testi struggenti, in modo da compiangerti in una pena infinita.
Ma se accadesse il contrario? Se un musicista geniale si trovasse improvvisamente bloccato a causa di un amore perduto e la musica diventasse il suo incubo e non più una via di fuga? Se riuscisse a comporre solo pochissime note e al suo tormento si aggiungessero anche sogni ricorrenti, flashback laceranti, trascuratezza, cinismo, pessimismo e disincanto?

Magari messa così è anche troppo tragica, per essere una commedia. Ma “Hai Finito…?!? Erase/Rewind” di Erika Barresi mette nel frullatore un sacco di elementi interessanti che lo rendono un complesso esempio di testo a più livelli, combinati in maniera brillante e di lettura per niente facile e immediata.
Gabriele, Anto e Alice, i protagonisti della storia, si muovono in un universo in cui i contorni corporei sono fragili e le loro ombre si allungano fino a risucchiare e inglobare gli uni agli altri, dando vita a un meccanismo scenico proteiforme dove le differenze di genere non sono più tali, i caratteri predefiniti si intrecciano alle particolarità sfumate, le voci (letteralmente) si sovrappongono e diventano un coro onirico di ricordi e proiezioni future.
Gabriele si ritrova impantanato in un gioco al massacro (del tutto personale) fatto di memorie e di sogni infestati da Alice, che lo ha lasciato e precipitato nel buio del suo blocco creativo. Anto, uomo nella storia, donna nei sogni di Gabriele, Grillo Parlante per il pubblico, è l’ago della vicenda e forza portante del testo nonché “allenatore in campo” a cui la Barresi affida la direzione del palco.
A corredo, ma quanto mai decisive, sono le scelte musicali e coreografiche di “Hai Finito…?!?” da parte della regista e di Claudio Meloni, che scandiscono le varie fasi dell’innamoramento attraverso pezzi come “Sweet Dreams” degli Eurythmics, “Don’t Speak” dei No Doubt, “Hedonism” degli Skunk Anansie , “Erase/Rewind” dei Cardigans e molti altri.

Il testo, prodotto dal Gruppo Teatro Onda, è andato in scena al Teatro Trastevere dal 18 al 22 gennaio con l’aiuto regia di Flavia Cidonio e ha visto protagonisti Alessandro Capone (Gabriele), Samantha Silvestri (Anto) e Giulia Di Nicola (Alice), che hanno dato vita a un’ottima mistura di recitazione, canto e coreografia.
Se volete saperne di più potete collegarvi al sito del Gruppo Teatro Onda oppure cliccare sulla sua Pagina Facebook Ufficiale.
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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Grazie da tutta la compagnia!
Grazie a voi! Bravissimi 🙂