Fotografia

“Tagli di Luce”, gli horror di Dario Argento negli scatti di Franco Bellomo

Il fotografo di scena di solito è un po’ rompiscatole perché ti sta sempre in mezzo ai piedi“, ridacchia Dario Argento. “Franco però no, di lui proprio non te ne accorgevi“. E Franco Bellomo, maestro della fotografia di scena da più di 50 anni, nella sua discrezione ha raccontato alcuni dei più importanti set del maestro del brivido, raccolti fino al 22 marzo in “Tagli di Luce“, bellissima e suggestiva esposizione dei suoi lavori allestita presso SpazioCima, la galleria nel cuore del quartiere Coppedè.

Sono circa 30 le fotografie scelte da Franco stesso per l’occasione. “Una selezione molto difficile“, ricorda, “ma credo di aver scelto gli scatti più significativi. Non è stato un lavoro facile perché ogni inquadratura di Dario, sempre in movimento, sarebbe da immortalare“. Impossibile non emozionarsi davanti a certe scene che, solo guardandole a distanza di tanti anni, ti rendi conto di quanto siano state influenti sul tuo immaginario.

I capolavori di Dario Argento, per la loro stessa natura e il modo con cui sono stati concepiti, rappresentano una vera e propria galleria di quadri che hanno subìto decine di revisioni attraverso un lavoro maniacale su ogni singolo fotogramma. Bellomo sembra averne colto il senso più intimo. “Tagli di Luce” mette in mostra fotografie tratte da “Profondo Rosso” (1975), “Suspiria” (1977), “Inferno” (1980), “Tenebre” (1982), “Phenomena” (1985) e “La terza madre” (2007), quasi tutte pellicole che hanno reso il regista romano un maestro dell’horror di livello mondiale.

La mostra, un progetto di Claudio Lattanzi curato da Roberta Cima e Giuliano Graziani, non ha l’ambizione di raccontare la paura attraverso la fotografia, perché “quella è difficile da trasmettere con un’immagine“, ricorda Argento. Ma rappresenta una testimonianza di grande spessore del lavoro di un uomo che, con il suo sguardo, è stato testimone di tanti altri capolavori come “La ragazza con la pistola” di Mario Monicelli, “Giardino dei Finzi Contini” di Vittorio De Sica, “Casanova” di Federico Fellini e “Identificazione di una donna” di Michelangelo Antonioni, per ricordarne solo alcuni.

Ho conosciuto Dario nel 1971 a Torino. Lavoravamo su due set diversi, poi ci siamo rincontrati“: e da quel momento Franco Bellomo ha intrecciato con Argento un sodalizio artistico che lo ha reso testimone di alcuni dei più importanti capolavori dell’horror contemporaneo. In Via Ombrone 9 (15.30 – 19.30, sabato e domenica esclusi) avrete modo di ammirare questo affascinante percorso fotografico fatto di sangue e di inquietudine.

The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)

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