Festival

#SanremoForDummies: analisi semiseria della seconda serata

Palpebre in spalla, occhiaie che neanche quelle di Robbie Williams, crostata della nonna. Starter Kit per arrivare alla fine di questa seconda serata è pronto. Nota metodologica: ho diviso il pezzo in paragrafi tematici, e ho dato voti generosi ai partecipanti.

– Breve Storia Agrodolce dei Giovani

Aprono la serata le nuove promesse sanremesi, speriamo non saranno mantenute. Inizia Marianne Mirage con “Le canzoni fanno male. Quelle come la sua di sicuro. Peccato, prima promessa non mantenuta, sarà eliminata. Sale Francesco Guasti con “Universo. Bella barba e bei baffi, testo confuso. Ritornello carino, il giovane ha un bel timbro, va alla finale di venerdì. Braschi è un novello Elvis e canta “Nel mare ci sono i coccodrilli, pezzo dalle sonorità indie. La canzone, dice, è una favola, ma alla fine ne esce un incesto musicale e letterario. Eliminato. Passa alla finale invece, Leonardo Lamacchia con “Ciò che resta. Piano e voce reggono bene e pure la musica dopo non va affatto male, un bel climax. Impreciso sugli alti, ma bel timbro. Finisce sussurrando come aveva iniziato. Bel pezzo e bravo lui. Potrebbe vincere la categoria giovani.

Entra Maria nazionale che distribuisce i portachiavi con Carlo Conti. La prima trashata è andata, ne se sentiva la mancanza. Lei è vestita male, come ieri, lui è elegante come ieri sera. Coerenti ma non troppo.

– Ospiti Non Musicali

Piccolo Spazio Pubblicità Progresso Rai per “l’eroe quotidiano”. Simpatico signore che racconta che non tutti i dipendenti pubblici sono fannulloni. Bene, c’era da aspettarselo e va bene così. Va bene così?

Fortunatamente entra il Capitano. Fortunatamente? Sì, perché Carlo Conti fa la conta di quanti gol Francesco Totti abbia segnato alla sua Fiorentina. La goliardia sportiva è sempre divertente, pure a Sanremo, pure con Carlo Conti. Vette altissime quando il Capitano presenta la canzone di Bravi e, leggendo gli autori, trasforma il povero figlio di Mogol, Cheope, in Sciopè. Sogno. Totti recupera calciando SuperTele e Tango autografati in galleria. Nella confusione Federico Russo impazzisce, prende un pallone e lo schiaffa in faccia a Giletti e alla Parodi. Momenti.

È il turno di Maurizio Crozza che esordisce dando dello stronzo per scherzo a Carlo Conti, che ride imbarazzato, ma proprio non ci riesce a diventare rosso – esaurite battute sul colorito di Carlo Conti. Poi diventa Mattarella e propone Albano al posto di Alfano agli esteri. La satira istituzionale gli riesce sicuramente meglio di quella politica. Di quella sportiva poi, ancora meglio, visto che osa prendere in giro Totti. Io boh.

C’è anche Keanu Reeves, che sì, ha sempre la stessa età di quando ha fatto Matrix, però si veste molto peggio. Si fa prestare il basso da un preoccupatissimo bassista dell’orchestra e lo maltratta per qualche minuto. Mazzo di fiori e se ne va sulle note di Vasco. Tutto molto strano.

Chiudono Brignano, Cirilli e Insinna, la prima fila della scuola Proietti. In un attimo mettono in mezzo un ingessatissimo Carlo Conti e si ride. Poi cantano pure bene, meglio di Raige e Nuzzi, e pure della Gagliazzo. Grazie.

– Ospiti musicali

Primo ospite canterino è uno stralunato Robbie Williams con una bella banana brizzolata in testa e occhiaie color tortora. Attacca con il suo ultimo orecchiabilissimo, cantabilissimo, sanremosissimo tormentone “I love my life. Tra un “grazi milli” e un tentativo di far cantare Giletti in prima fila, Robbie bacia Maria. La seconda agognata trashata ci è stata donata. Gentili.

Finalmente arriva Giorgia. Voce che neanche a dirlo, elegante in un vestito che rischia di farla diventare il meme più cliccato della settimana. Su quel palco ci sta meglio che a Campo de’ Fiori, ma neanche un po’ di snobismo nella sua performance, dove scherza con orchestra e platea. Dopo l’ultimo singolo, parte il medley con “E poi, “Come saprei, Di sole e d’azzurro. Parole in più rispetto ai suoi vocalizzi che Beyoncé levati, e alla standing ovation che ha meritato, non ne servono. Maledetto sia chi canterà dopo.

In chiusura, arrivano gli scozzesi Biffy Clyro a far vedere come si fa musica nel 2017, portando la tradizione indie al mainstream di mezzo mondo. Una canzone e via, nulla più. Tirchi.

– I Partecipanti Flop

Bianca Atzei è una versione più giovane e bella della Lecciso. Fa un esercizio vocale e canoro in una corsa a chi fa più forte con l’orchestra. Una cosa fine a sé stessa su un testo che dice poco. Talmente poco che finisce in zona rossa. Voto 4.

La vincitrice di “The Voice” Alice Paba è accompagnata da Nesli. Ci si aspetterebbe una parte rappata da Nesli e il melodico per la Paba, ottima promessa del talent dove ha cantato sempre benissimo. Invece è proprio un duetto e il testo si perde. Lei deve tenersi e stecca, lui non ha né timbro né canna. Zona rossa per loro, rischiano l’eliminazione. Voto 3,5.

Gigi D’Alessio presenta “La prima stella“. Non è giusto accanirsi su chi è in difficoltà. Uno che ha suonato in tutto il mondo, piaccia o no, non si merita una canzone così, cantata così. Stop. Si riscatta con bei siparietti al Dopo Festival. Simpatico, ma voto 4,5.

Chiara Gagliazzo è il peggior prodotto di X Factor e non si smentisce nemmeno con la sua terza partecipazione a Sanremo. Voto 3.

Raige & Giulia Luzi. Chi? Rapper che non rappa il primo, fratello di rapper più famoso (Ensi), ex Jolanda de “I Cesaroni” lei. Altra trashata, ma non fa ridere. Sembra una trollata ai livelli di Bello Figo Gu, ma lui almeno fa incazzare Gasparri. Questi flirtano goffamente urlandosi addosso “Togliamoci la voglia“. Toglietevela, altrove però. Vanno in zona rossa, è comunque poco. Voto N.C.

Marco Masini dice che cadere fa male e che le cose si allineano a stento. Marco non ce la fa a star dietro alla metrica e sul ritornello strilla forte. Voto 5.

– I partecipanti Top

Punta di diamante della scuderia Maria, tocca a Sergio Sylvestre. Gigante come sempre, con quel vestito sembra uscito da un film di Jackie Chan. Parte quasi in falsetto, in un altro pezzo che sembra fatto per Tiziano Ferro. Lo si era capito che aveva vinto lui, dopo ieri sera. Comunque, la canzone “Con te – scritta da Giorgia (ah) – gli sta bene addosso, sicuramente meglio di quel vestito. Va alto, impreciso a volte ma riesce anche a far sentire il suo timbro soul ogni tanto, forse troppo poco. Bello il coro gospel finale. Probabile Top3 per Sergio. Voto 7.

Altro talent altra corsa. Michele Bravi presenta il suo “Diario degli errori, di Cheope, appunto. Il vincitore di X Factor sembra il quinto bambino di “Stranger Things” e dopo YouTube torna a cantare preciso, su una canzone che è un vellutino su cui scorre bene un bel testo. Bravo Bravi. Si candida per i piani alti. Voto 7,5.

Paola Turci in versione femme fatale canta la femminista “Fatti bella per te. Pieno gusto sanremese in questo pezzo, sempre precisa e potente la voce della Turci. C’è del movimento e non stanca come la maggior parte degli altri pezzi. Tra i migliori, voto 8.

Fresco della vittoria tra i giovani dell’anno scorso, Francesco Gabbani si presenta senza calzini, con un maglioncino Stabilo color capelli Trump. Canta “Occidentali’s karma, testo dalle mille citazioni di filosofia pop, con sonorità da gioco aperitivo. Un chiasmo che ci sta bene. Ah, poi c’è uno scimmione che balla sul palco che rappresenta l’uomo primitivo nell’era contemporanea social e internauta: Occidentali’s karma, appunto. Pezzo che anche se non vince, sarà in tutte le radio di tutte le auto di tutte le strade d’Italia per mesi. Voto 8,5.

Per Michele Zarrillo sono lontani i tempi della rosa blu, ma questa “Mani nelle mani ha ritmo e metrica ben centrata, il timbro proverbiale del veterano sposa bene un testo che è una bella storia d’amore. È Zarrillo, di cos’altro dovrebbe cantare? Voto 6,5.

The Parallel Vision ⚭ _ Simone Zivillica)

4 risposte »

  1. Carissimo Paolo , noto che pur non essendo una critica musicale , il mio giudizio combacia con il tuo. E francamente ho avuto anche la conferma di quanto la presenza della de Filippi non sia tanto stata una scelta di Conti, quanto più una imposizione, dal momento che tanti tra i cosiddetti ”big” ( nome piuttosto ridicolo) ,vengono fuori proprio da trasmissioni tipo Amici. Sanremo è tutto un gioco ”giocato” da chi oramai detta legge in ambito musicale, facendo di ragazzini dei big senza alcuna struttura , né di voce né tanto meno di musica. Io ho detto già in un post molto stringato come la penso in merito. Qui ribadisco che per me , per classe e stile , vince la Mannoia, a seguire una Turci chic e brava. Gusti personali. Comunque Gabbani e Bravi li ho molto apprezzati. Di Raige e Giulia Luzi voglio solo dire che la loro canzone , dal titolo assolutamente di cattivo gusto, poteva esserci risparmiata. E peccato che ce li abbiano proposti sul palco di Sanremo . Una cosa altro che trash, volgare e inutile. Forse , un segno dei tempi ? Che pena. Molto bello il tuo commento in proposito che condivido appieno. Un caro abbraccio. Isabella

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    • Isabella cara! Buongiorno 🙂 Guarda, il pezzo l’ha scritto un mio collaboratore, quindi riporterò a lui i tuoi complimenti 🙂
      Per quanto riguarda il festival in generale non mi esprimo, non lo faccio ormai da anni, ma l’unico pezzo di livello, a mio giudizio, è stato quello di Tiziano Ferro con Carmen Consoli. In ogni caso, viste le recenti edizioni, questa è stata leggermente migliore delle altre. Gabbani non mi piace affatto, ma a pelle mi è molto simpatico e l’idea che abbia portato un po’ di positività in mezzo al “dover” cantare di tristezza e dolore è un merito altissimo che gli riconosco appieno. Complimenti a lui.
      Per il resto, come sempre, per alcuni giorni mi sono concentrato su altro, lasciando questa piccola rubrica temporanea su Sanremo a Simone ed Elisa, che collaborano con me 🙂
      Un abbraccio grande, buon inizio di settimana e a presto!

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      • Caro Paolo il tuo giudizio su Gabbani è il mio. E’ diciamo uno che con un sorriso accattivante si rende simpatico, non c’è dubbio ma avrei preferito arrivasse secondo. Comunque è andata. Grazie per estendere i miei complimenti al tuo collaboratore. Sanremo è una parentesi. Tutto ora riprende il proprio ritmo . Un abbraccio e a presto. Isabella

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