Arte

“Messaggera”, il mondo disturbante di Annette Messager a Villa Medici

Il parco di Villa Medici ha il potere di incantare tutti, adulti e bambini. Perché è semplicemente meraviglioso, perché è suggestivo, perché con quella vista su Roma resti stregato. Se poi all’Accademia di Francia arriva una donna-bambina come Annette Messager il cerchio sembra chiudersi e il gioco entrare nell’orbita di questa incredibile artista di Berck.

Perché con le sue opere, Annette tira bordate con quella infantile leggerezza che atterrisce, tipica dei bimbi. Dipinge una parete piena di farfalle colorate salvo poi renderti conto che, da vicino, sono in realtà decine di uteri che svolazzano all’interno dell’atelier di Balthus. Compone un profilo di Pinocchio (“eroe universale, metafora dell’uomo“, secondo l’artista) fatto di guanti, pastelli colorati, stoffa e metallo ad evocare un’idea di purezza sana e inquietante al tempo stesso.

Ma non solo. Il Leone d’oro alla Biennale di Venezia del 2005, infatti, gioca sulle stratificazioni dei significati che leghiamo ad oggetti comuni come specchi, guanti, croci. Che però, se mescolati come in “Eux et nous, nous et ex“, rivelano sentimenti più profondi e scomodi.

Questo lavoro si compone di 70 animali imbalsamati e di specchi, guanti e matite colorate, assemblate a forma di croce sotto al soffitto monumentale della grande scalinata centrale della Villa. Tante le vibrazioni inattese che la vista di uno spettacolo del genere può suscitare: un vero e proprio gioco cattivo, sempre più figlio di una dimensione bambina che tira fuori la crudele inconsapevolezza tessuta da una donna perfettamente consapevole del risultato da ottenere.

Messaggera” (in mostra fino al 23 aprile), a dispetto del nome, non vuole essere messaggio di nulla, in realtà, come afferma Annette stessa: “È lo spettatore a delineare la strada con la propria storia e la propria immaginazione. Io non rilascio alcun messaggio“. Lei infatti si limita a trasformare (“per me è come giocare. Ma giocare seriamente, come fanno i bambini. E mi considero una bambina molto antica“) luoghi e forme in simboli dai contorni onirici e traboccanti di significati altri.

Villa Medici allora si riempie di creature come i serpenti-giocattolo all’interno della Fontana della Loggia, cespugli a forma di animali che “escono” fuori dalle siepi, uno scalpo che compare all’improvviso sorretto dal Mercurio del Giambologna, la foresta di cuscini di “Histoire des traversins” e il suo sinistro richiamo ai prigionieri di un campo di concentramento. Tutto in Messager è moltiplicato, in una proliferazione continua di risposte diverse rispetto a quelle domande che nascono immediate.

17 le opere in esposizione all’Accademia di Francia, in parte realizzate appositamente per “Messaggera“. Sullo sfondo, la volontà dell’artista classe 1943 di sgretolare tabù e barriere, perché “quando ho iniziato, il mondo dell’arte era quasi esclusivamente maschile. Da allora, la percentuale di donne è aumentata. Eppure i pregiudizi sono duri a morire“.

Annette dunque esclude il senso del comune a priori e dissemina le stanze della Villa di provocazioni ed esplosioni di energia come “Cœur au repos/ Sexe au repos“, un cuore e un organo sessuale maschile fatti di fil di ferro e reti nere appoggiati per terra; oppure “Péché 2“, 43 fotografie in bianco e nero e 65 in bianco e nero con lumeggiature di pittura a olio appese a fili, dove il dito è l’elemento dominante. La Messager infatti trasforma in derisione sia il principio secondo il quale solo Dio ha il diritto d’indicare, sia le lezioni d’educazione ricevute quando era bambina.

Messaggera” appare allora una sintesi di come ciò che spaventa, terrorizza e inquieta in realtà sia pericolosamente attraente e morbosamente affascinante, concetti già alla base dello sviluppo del romanzo gotico inglese di fine ‘700. Annette Messager, invece di scrivere di fanciulle inseguite da villains dentro sotterranei umidi e oscure segrete di castelli, descrive il disturbante contemporaneo con elementi plastici e cromìe ambigue, dove risiedono pulsioni e pregiudizi scardinati, Gioconde irriverenti, attacchi neanche troppo velati alla chiesa e al Vaticano.

Vi consiglio di andare a scoprirla, insomma. “Messaggera” è aperta da martedì a domenica dalle 10 alle 19. Il costo del biglietto è di 12 Euro (ridotto: 6 Euro) e tutti i giovedì dalle 17 alle 19 l’ingresso è libero.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)
(Foto: © Giorgio Benni)

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