Musica

Dolore e tenerezza: Brunori rompe i tabù della società liquida

Il 24 febbraio, da Udine, comincerà il nuovo tour italiano di Dario Brunori, in arte Brunori Sas. “A Casa Tutto Bene“, il suo ultimo album, è già disponibile da poco meno di un mese. Il suo primo singolo, “Verità, è nella Top20 delle canzoni più ascoltate da prima di Natale.

Un risultato inedito visti gli altri protagonisti in classifica, ovvero Fedez, J-Ax, Tiziano Ferro, Fabio Rovazzi. Un outsider, quindi, che si fa portabandiera di una scena una volta considerata indie e che ora comincia a piacere ai più, ma soprattutto alle radio nazionali.

brunori-a-casa-tutto-bene-7L’arte non va spiegata, perché la spiegazione può uccidere l’arte. Quella di Brunori è arte, proviamo a raccontarla senza spiegarla. Per chi segue il lavoro di Brunori dai tempi di “Volume1, poi di “Poveri Cristi e infine de “Il Cammino di Santiago in Taxi, ci si aspettava un’ulteriore evoluzione.

In “A Casa Tutto Bene c’è, infatti, il meglio di Brunori. Il disco è maturo e completo, nella musica e nelle parole. Le canzoni nascono tutte intere, non è più il cantautore che va dai musicisti con parole e chitarra a mettere insieme un arrangiamento (come ha spiegato lui stesso in un’intervista a Rolling Stone). Si nota dalla fluidità di tutti i pezzi, che a livello musicale sono pieni e densi, così come i testi.

brunori-a-casa-tutto-bene-2Nella sua interezza, “A Casa Tutto Bene è una lunga poesia avvolta in un’ottima musica che, tra l’altro, non risulta monolitica durante le dodici canzoni che lo compongono. Infatti ci sono pezzi dolci, dominati da arpeggi di chitarra e cori morbidi su percussioni basse e mai violente.

Ce ne sono altri che rimandano a sonorità quasi elettroniche, frutto di drum machine ben gestite, così come la batteria che spesso si fa voce del pezzo stesso come in “Sabato bestiale, quando ti immerge nella giungla che poi le parole disegneranno.

brunori-a-casa-tutto-bene-3Nei testi, Brunori tocca tanti temi. C’è sociologia in “Liquidità, c’è politica in “Uomo nero, ci sono entrambe in “Don Abbondio e in “Lamezia Milano. C’è satira politica e denuncia sociale in “Sabato bestiale. C’è intima indagine in “Verità, c’è filosofia in “La vita pensata e “Secondo me. C’è amore in “Colpo di pistola e in “Diego e io. C’è poesia in “Costume da torero e c’è meta-canzone in “Canzone contro la paura.

Tutti i testi, messi assieme, dipingono un quadro agrodolce, melanconico, a volte anche incazzato. Il soggetto è tutto ciò che c’è di umano a questo mondo e quindi amore, odio, rapporti, etica e morale, politica, città, viaggi.

brunori-a-casa-tutto-bene-5Il senso di questo disco, che poi è anche il senso della poetica di Brunori, lo si trova tutto dentro un verso di una delle canzoni più emozionanti di questo lavoro, “Secondo me: “Se c’è una cosa che mi fa spaventare del mondo occidentale è questo imperativo di rimuovere il dolore”. Il dolore è il fil rouge che lega la quasi totalità delle canzoni dell’album, mentre l’altro leitmotiv è quello della società che fa di tutto per farci guardare altrove, per nasconderci quello stesso dolore.

Brunori, quindi, compie una doppia operazione. Da una parte rompe il tabù di guardare in faccia il dolore, menzionandolo direttamente in cinque canzoni su dodici, mentre in almeno altre due ne parla senza nominarlo.

Dall’altra ne scrive, ne parla, ne canta e ne suona con estrema dolcezza e tenerezza, altro tabù della società contemporanea. Soprattutto per il maschio che deve sempre essere alfa, come dice in “Sabato bestiale.

Dolore e tenerezza, due concetti che sono rimasti solidi in una società che è diventata liquida, come ricorda Brunori stesso in “La Vita Liquida” omaggiando la memoria di Zygmund Bauman, il grande sociologo recentemente scomparso. Dolore e tenerezza sono due concetti estremi, quindi nascosti dalla frenesia del compromesso imposto, appunto, dalla liquidità che spinge verso un’innaturale mediocrità conoscitiva e sentimentale.

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(Foto: © Debora Tofanacchio – https://www.flickr.com/photos/deboratofy)

Questi due temi portano direttamente a un altro concetto fondamentale nella scrittura di Dario Brunori, ossia quello del pensiero. Anche questo, infatti, è direttamente nominato perfino nel titolo dell’ultima canzone, la più intima, “La vita pensata. Qui ci sono tante citazioni dal mondo dell’arte per raccontare il dramma della depressione, del dolore (appunto) di chi pensa troppo. Si disegna un quadro con il pensatore di Rodi nella sua celebre posizione, dentro una gabbia che si è costruito da solo, perché “la vita è una prigione che vedi solo tu […] la vita è una catena che chiudi a chiave tu”.

Verrebbe da chiedersi il perché di questa pesantezza nei testi. A rispondere non è Brunori ma Tenco, la cui massima è la definizione di questo tipo d’arte: “Luigi, perché scrivi solo cose tristi? – Perché quando sono felice esco”. Ecco, Brunori è Luigi Tenco nella sensibilità della scelta dei testi e nella tenerezza che ci mette nel raccontarli.

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(Foto: © Silvia Tofani – http://www.silviatofani.com)

Il cantautore di Cosenza, tuttavia, è anche un po’ De André. Il paragone non è di quelli che fanno storcere il naso agli affetti dalla sindrome dell’epoca d’oro del cantautorato italiano. Nella sua poetica più concreta c’è la stessa abilità nel raccontare il sociale, e anche la politica. Anzi, forse Brunori parla di politica con ancor più cognizione di causa di quanto non facesse Faber, visto che lui era anarchico, cristallizzazione dell’antipolitica. Altro che populismo.

Basti pensare al testo di Don Abbondio, dove denuncia quella parte in ognuno di noi che ci fa restare “affacciati alla finestra a guardare le macerie”. Oppure quando in “L’uomo nero dedica una canzone alla tragedia dei rifugiati, denunciando i sentimenti razzisti, sempre più contemporanei e sempre meno memoria: “Hai notato che parla ancora / Di razza pura, di razza ariana / Ma poi spesso è un po’ meno ortodosso / Quando si tratta di una puttana”. In quattro versi c’è poesia e satira su una realtà crudele e triste, che ha nel pensiero di estrema destra la sua rappresentazione politica.

brunori-a-casa-tutto-bene-1La critica è inoltre allargata alla bieca retorica cattolica, quando canta: “[L’uomo nero] è un maniaco della famiglia / Soprattutto quella cristiana / Per cui ama il prossimo tuo / Solo carne di razza italiana”. E infine arriva a criticare noi stessi, lui compreso, quando “ho temuto per la mia vita / Seduto su un autobus di Milano / Solo perché un ragazzino arabo / Si è messo a pregare dicendo il Corano”. Un climax che è partito dalla critica politica, passato per quella sociale, per arrivare a indagare l’intimità delle nostre più recondite oscurità, quelle di cui ci vergogniamo.

Nel suo nuovo lavoro, quindi, Dario Brunori miscela con sapienza alchemica tutte le sue anime artistiche che hanno i loro gotha, appunto, nella tradizione cantautorale italiana di Luigi Tenco e di Fabrizio De André. Ma c’è anche il romanticismo struggente di Gino Paoli, altra menzione d’onore accolta con sorpresa e stupore quando in “Colpo di pistola cita direttamente il capolavoro del genovese: “Io che le avevo dato tutto quel che ho / Ma forse quel che ho non è abbastanza / Forse cercava il cielo in questa stanza / E un cielo non ce l’ho”.

Evidente, oltre alla citazione diretta a “Il cielo in una stanza, la meravigliosa commistione operata tra il senso di quella canzone e la poetica più disillusa del Tenco di “Mi sono innamorato di te, dove il poeta s’innamora d’una che non ama per l’impossibilità di amare chi non lo desidera.

Di nuovo dolore, tenerezza, amore e grande tradizione in sonorità inedite e pienamente riconoscibili nella loro originalità.

The Parallel Vision ⚭ _ Simone Zivillica)

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Brunori SasA casa tutto bene
Etichetta: Picicca Dischi
Anno: 2017
GenereCantautorale, pop-rock

Tracklist:
1) La verità
2) L’uomo nero
3) Canzone contro la paura
4) Lamezia Milano
5) Colpo di pistola
6) La vita liquida
7) Diego e io
8) Sabato bestiale
9) Don Abbondio
10) Il costume da torero
11) Secondo me
12) la vita pensata

Info:
Pagina Facebook Ufficiale
Sito Ufficiale

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