Musica

“Cosa siamo diventati”, esce oggi il nuovo album di Diodato

Ci aveva abituati al meglio, ma al meglio – si sa – non ci si abitua mai, ed ecco che a tre anni di distanza dal suo debutto sanremese e dal primo album “E forse sono pazzo”, Diodato proprio oggi 27 gennaio fa sfoggio del suo attesissimo album “Cosa siamo diventati” per Carosello Records.

Vestito di tutto punto, elegante e sensibile, con questo ultimo lavoro il cantautore pugliese dà prova senza dubbio di contenere anche un’anima indomata e calciante che se la chiami rock si volta all’istante, a buon ragione. La sua musica è colta, senza essere snob. Solitaria, sì, ma mai sola. Un po’ loner alla Neil Young, Diodato canta in tutti i modi che conosce, dai sospiri ai ruggiti.

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(Foto: © Ilaria Magliocchetti)

Nessuno ad oggi in questo settore può dirsi al suo livello: raffinato, morbido e sentimentale, ma pure sarcastico e istrionico, sembra avere molto più che stile. Menestrello anche in tv per Fabio Fazio su rete nazionale, lo abbiamo visto itinerante nelle piazze “A ritrovar bellezza”, magnifica opera numero due di classici italiani riproposti in modo intimistico e dalla formula musicale vincente.

E poi finalmente si arriva a questo ultimo lavoro mastodontico, “Cosa siamo diventati”, dove ad ogni interstizio musicale si nasconde un percorso veggente e scrupoloso su cui poter muovere i nostri passi senza dover apparire diversi da ciò che siamo.

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(Foto: © Ilaria Magliocchetti)

Qui governa l’importanza per le cose serie: la penna, la melodia, i toni, la tecnica, il recupero della semplicità, della schiettezza, del dirsele in faccia, la cose, e poi la letteratura, il senso del groove, le variazioni, l’incedere impetuoso delle note come fossero Valchirie. Le sue canzoni percepiscono l’imminente cambiamento di clima, come un arto rotto o un cane che fiuta il temporale.

Diodato – lo fa benissimo – ripercorre in questa terza grande prova d’autore il Greenwich Village di Bob Dylan e la scuola genovese di Umberto Bindi, tra gli altri, passando per l’indimenticabile memoria di Jeff Buckley.

E non è cosa facile citare tutto questo ben di Dio, dati i tempi. L’era Mtv, dei veejay e del young to young – che appariva a noi puristi così poco chic, così volgare – oggi è passata da un pezzo, e quasi quasi ne proviamo nostalgia, perché adesso sono YouTube, le visualizzazioni, i trend a farla da padrone.

È il self-made a giocare il ruolo più importante e stravincere contro ogni cosa che si declina in arte sonica. Sono il talent, lo show, la coreografia pirotecnica a dirci cosa comprare, cosa preferire, cosa osannare. Be’, grazie a Diodato, salire a bordo, prego, e benvenuti nell’era successiva.

Ogni singolo una visione: “Cosa siamo diventati”, brano che dà nome all’album, rappresenta un rito di purificazione, ”Mi si scioglie la bocca” è invece un dolcissimo addio per sempre, “La verità”, la più bugiarda, “Uomo fragile” è un eroe dei nostri tempi che sa ancora accarezzare i volti e provare piacere nel farlo.

Ancora, “Un po’ più facile” sembra un capolavoro scritto su un post-it lasciato sul frigo, “Di questa felicità” è caparbietà allo stato solido, “Per la prima volta” è l’abbastanza che ci manca, “Paralisi” la panacea da frenesia e ansia, “Guai” un lascito di qualche cicatrice che non si vede più, “La luce di questa stanza”, bianca come il ritorno, “Colpevoli”, intima e struggente, “Fiori immaginari” del male ma che, come i suoi predecessori, fanno solo bene.

The Parallel Vision ⚭ _ Elisa Mauro)

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DiodatoCosa siamo diventati
Etichetta: Carosello Records
Anno: 2017
Genere: Cantautorato

Tracklist:
1) Uomo Fragile
2) Colpevoli
3) Paralisi
4) Fiori Immaginari
5) Guai
6) Cosa Siamo Diventati
7) Mi Si Scioglie La Bocca
8) La Verità
9) Un Po’ Più Facile
10) Di Questa Felicità
11) Per La Prima Volta
12) La Luce Di Questa Stanza

Info:
Pagina Facebook Ufficiale
Sito Ufficiale

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