Si chiama Hide Vincent ed esordirà su etichetta I Make Records il prossimo 27 gennaio con un disco eponimo composto da dieci, splendide tracce. Ma lui in realtà è italianissimo, il suo vero nome è Mario Perna e ha pubblicato “Blood Houses“, primo singolo estratto, proprio ieri.
“Hide Vincent” è un album immerso in atmosfere acustiche e arpeggi suggestivi che si muovono tra Nick Drake, Bon Iver, Mumford and Sons e quelle forme indie-folk oggi più che mai diffuse e con le quali è difficile sbagliare.
Mario, però, il suo lo chiama “wood indie”, un disco “di legno” che traccia il cammino per un ritorno allo stato primordiale del suono, ad un’onestà fatta di accordi semplici e di testi poetici.
E ci riesce. “Hide Vincent” è un lavoro ottimamente suonato e cantato, con una buona produzione sotto, strutture prive di intrecci complessi sostituiti dalla pura e semplice voglia di raccontare.
La musica nelle mani e nella voce di Hide Vincent parla di nascita, di sete, di violenza, di paura, di ricordi: è il racconto di un uomo solo in mezzo al suo universo, in mezzo alla natura. Il tempo in cui si muove Mario è lento, delicato e corposo. E “Hide Vincent” rappresenta un esordio più che promettente per un ragazzo dei primi anni ’90.
Venerdì 20 gennaio “Hide Vincent” sarà presentato ufficialmente al Freqency di Pomigliano D’Arco (NA), a cui poi seguiranno date a Salerno (27/01), Succivo (05/02), Eboli (10/02), Macerata (22/02), Milano (23/02), Rieti (24/02), Baronissi (11/03) e Fabriano (12/05). Il calendario è in costante aggiornamento.
L’album è stato registrato e arrangiato presso IMRecording Studio, con la partecipazione di Sharon Viola (violoncello), Francesco Tedesco (basso) e Riccardo Iannaccone (batteria). “Hide Vincent” sarà disponibile in tutti i negozi di dischi e su tutte le piattaforme digitali. Ulteriori dettagli sull’artista campano sono disponibili collegandosi alla sua Pagina Facebook Ufficiale.
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Proverò ad ascoltarlo, grazie.
Secondo me questo ragazzo ha talento, scrive in modo semplice ma efficace. Il genere è un po’ inflazionato, da qualche anno. Però resta piacevole 🙂
Ok proverò ad ascoltare.