Cultura

#Intervista: Matteo Casilli e i volti della (nuova) musica italiana

Ha conquistato la stampa, il pubblico e gli artisti. È finito sulle pagine di importanti magazine e quotidiani nazionali, facendo parlare di sé grazie alla sua idea semplicissima: fotografare i volti della musica. Quale musica? Quella emergente, quella giovane, ma anche quella meno giovane, quella indipendente. Quella italiana.
#musician è il progetto, in continuo divenire, di Matteo Casilli, fotografo romano classe 1983 con un Master presso la Scuola Romana di Fotografia e un vissuto professionale che, tra le tante cose, dice New York, Terry RichardsonOliviero Toscani.
Ci ho scambiato quattro chiacchiere per capire e farvi capire qualcosa in più su #musician, sul perché di questa fantastica iniziativa e sul cosa, un giorno, potrebbe diventare.

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Matteo Casilli

Matteo, fino ad ora quanti musicisti hai fotografato per il tuo progetto?
Più di 130.

Lo scopo di #musician qual è?
Cercare di raccontare uno spaccato di musica italiana dando a mio modo un piccolo contributo a questa generazione di musicisti, emergenti e non.

Quando hai cominciato a pensarci?
Il progetto è iniziato per gioco, ad ottobre 2016, a casa mia. Durante una festa con amici ho scattato alcune foto in bianco e nero contro la mia parete bianca, e tra di loro c’erano un paio di musicisti. Hanno pubblicato le foto sui loro social e senza rendercene conto è iniziato un tam tam virale.

Mi spieghi perché i volti e perché la scelta del bianco e nero.
Nasco come ritrattista, per cui la scelta è stata abbastanza istintiva. Mi piace catturare volti, ed espressioni. La scelta del bianco e nero, anch’essa in parte istintiva, mi fa pensare ad un progetto senza tempo, un po’ come lo è la musica.

L’idea non è circoscritta ai frontmen, ma proprio a tutti i musicisti delle band.
Ho fotografato principalmente i cantanti delle varie band, ma ci sono alcuni musicisti e sidemen che ho voluto ritrarre sia per il loro carisma che per il loro ruolo altrettanto fondamentale nel gruppo. Mi vengono in mente The Zen Circus, Nobraino e I Ministri, di cui ho fotografato la band al completo.

Tu vivi qui a Roma. Cosa pensi della scena musicale romana?
Penso che sia di qualità. Grazie a questo progetto ho scoperto tanti bravi artisti, non soltanto della scena romana. Tutto è in netta crescita grazie anche a locali come Quirinetta, Monk, Lanificio, ‘Na Cosetta, Marmo, Le Mura, Sparwasser, The Yellow Bar e Coffee Pot che con le loro programmazioni hanno il coraggio d’investire su musica mainstream e non.

C’è stato qualcuno che non ha voluto farsi fotografare?
Solo uno ma non faccio il nome, in linea di massima ora sono sempre il benvenuto.

Di solito ascolti la musica di chi fotografi? 
Certo ma non è quello che mi fa decidere se fotografare.

A settembre, Giovanni Gastel ha realizzato un’idea simile alla tua collezionando i 100 volti della musica italiana. Al di là del fatto che si parla di musica mainstream, quanto è diverso quel progetto dal tuo?
Gastel è un maestro ma il mio lavoro è differente sia nello stile che nei contenuti.

#musician cosa diventerà? Un libro? Una mostra?
Entrambi. Non posso fare ancora il nome della casa editrice, per la mostra penso di affidarmi come faccio da anni al mio gallerista Stefano Ferraro di Rosso27, insieme valuteremo le offerte che mi stanno arrivando. Vorrei uno spazio grande perché il giorno dell’inaugurazione vorrei fosse una grande festa con tutte le persone fotografate.

Info:
Pagina Facebook Ufficiale
Sito Ufficiale

The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)

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