Arte

#Intervista: Ilaria Baldini, la sua arte tra Beardsley e Billy Corgan

L’amore per la vita filtrato e rappresentato attraverso opere oscure e decadenti, disegni gotici e barocchi, intrisi di tanti riferimenti alla musica e alla letteratura. Il mondo di Ilaria Baldini, giovane artista di Brescia selezionata per la scorsa edizione di 99 Arts, festival multidisciplinare che si è tenuto a Roma a settembre, gira intorno alle tante ispirazioni succhiate dalla musica, all’osservazione mai scontata delle “cose umane” e a una profonda introspezione, dove i tormenti si abbracciano a forme e linee utilizzate per scacciare i propri demoni. Ma dietro l’oscurità dei suoi lavori, Ilaria mostra amore per tutto quello che la circonda, si discosta dalle mode e propone un’estetica che rievoca i lavori di Aubrey Beardsley, uno dei suoi artisti di riferimento.
Ho incontrato Ilaria durante la serata finale di 99 Arts dello scorso 30 settembre per sapere qualcosa in più delle sue opere e dei suoi progetti futuri. Ascoltiamola.

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Da dove nasce la tua esigenza di creare queste opere?
In generale ho sempre dipinto e disegnato, fin dai primi anni dell’università, dove ho studiato Beni Culturali. Lì probabilmente ho iniziato ad esternare. Ho sempre studiato storia dell’arte a livello teorico, mentre gli studi di computer grafica sono arrivati in tempi più recenti. Quella che mi è mancata è la tecnica, ma nonostante questo ho sempre cercato di trovare un’altra strada per arrivare a dire quello che volevo.

L’ispirazione da dove viene?
Principalmente dalla musica. Mi piacciono tantissimo gli Smashing Pumpkins di Billy Corgan, la loro condizione malinconica. Sono partita da una serie di disegni astratti, che neanche io capivo bene. All’università, i disegni che facevo già da bambina sono diventati più complessi e magari contenevano al loro interno i testi di alcune canzoni. Poi mi sono accorta che in effetti racchiudevano quello a cui pensavo e quindi mi sono detta che certe immagini nascono un po’ da sole. In seguito ho iniziato a partecipare ad alcuni concorsi e lì ho capito che dovevo organizzare un progetto, vedendo poi cosa sarebbe successo.

Quali sono i soggetti che ti piace disegnare di più?
C’è stato un periodo in cui ho realizzato un sacco di teste stilizzate, perché appunto avevo tante cose che mi giravano in testa! A volte senza corpi, a volte tutte uguali ma con alcune smorfie diverse a rappresentare la molteplicità della personalità. Poi anche i gatti, che adoro ma a cui sono allergica. Un amore impossibile! Innanzitutto, nel mio immaginario, esprimono una condizione malinconica. Ma soprattutto il gatto vive le cose in modo semplice. Ho iniziato a disegnare gattini con delle chiavi attaccate alla coda per dire come siano capaci di trovare soluzioni.

Tornando alla musica, cos’altro ti ispira?
Gli Afterhours. Tralasciando quello che sta facendo Manuel Agnelli adesso, loro mi hanno dato molte chiavi per interpretare alcune mie problematiche. E poi i video degli Smashing Pumpkins, che mi affascinano tanto. Uno in particolare, “Stand Inside your Love“, che trovo bellissimo. Quando ho capito che poteva essere ispirato all’opera di Aubrey Beardsley sono riuscita ad uscire dal mio limite mentale di non aver fatto l’Accademia. I suoi lavori infatti sono molto semplici e molto comunicativi al tempo stesso. Da lì forse è nato il coraggio di continuare a disegnare.

In passato, non avendo approfondito gli studi legati alla grafica, quando ti sei trovata a tradurre su tela o su carta le immagini mentali che avevi, quali difficoltà hai avuto?
Io ho fatto il liceo classico, che come sai ti abitua a un metodo. Quindi secondo me alle cose ci si arriva così. Il fatto di essere comunicativi, come dicevo prima, credo possa avvenire sotto qualsiasi forma, più o meno bella. Ma la conoscenza delle basi del disegno può essere qualcosa che nel momento in cui la possiedi può darti maggiori possibilità di espressione, anche se puoi scegliere di allontanarti da quella strada. Avere le basi è sempre un’arma in più. Ammiro tantissimo, ad esempio, il lavoro di David Stoupakis, che ha disegnato alcune copertine dei Korn.

Come definiresti le tue opere: demoni o angeli?
Scacciademoni. Ma non per questa sorta di moda del dark o chissà che. Credo aiutino a scaricare qualcosa che ti fa male o che accusi. Come i gatti! Che però sono mangiademoni.

Oltre a scacciare i demoni, se qualcuno ti chiedesse “cos’altro dicono i tuoi quadri”?
Che uno deve essere sé stesso, per quanto sia un concetto inflazionato. Se sei così, basta, stai in pace. Quando pensi molto e magari qualche tormento in più ce l’hai e queste cose ti tolgono il sonno e la salute, forse è il caso che allenti un attimo e ti accetti, semplicemente. E successivamente ti chiedi cosa puoi fare. E anche se in quel momento non trovi una soluzione, continui ad andare avanti. Poi io sono Capricorno, quindi tendenzialmente convinta di risollevare le sorti del pianeta! In certi momenti perdo un po’ la misura delle cose (ride).

Tu vorresti vivere della tua arte, un giorno?
Non so se sia possibile, ma è un mio buon auspicio. Però so anche che volubili e mutevoli sono le cose e gli animi. Sarà solo il tempo a decidere se le persone continueranno ad apprezzare o meno il mio lavoro. Non so cosa succederà, quindi. Se ci sarà questa possibilità non dirò di no, ma a me piace fare comunque tante cose. Per cui non riesco proprio a ragionare nell’ottica di farne solo una. Questo anche è il Capricorno (psicopatico!).

Hai altre mostre o appuntamenti in programma?
99 Arts mi ha permesso di fare la seconda, terza e quarta mostra della mia vita! Al momento non saprei. Spero di poter realizzare qualcos’altro, perché vorrei tenere aperta questa strada.

Info:
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Profilo Behance Ufficiale

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