archeologia

“L’Ara com’Era”, l’altare della Pace rivive con la realtà aumentata

Tradizione, tecnologia, storia, progresso, racconti incisi sul marmo e altri che prendono vita. Dal 14 ottobre, l’Ara Pacis di Roma sarà in grado di offrirvi tutto questo attraverso un percorso di rara suggestione che vi narrerà, in modo interattivo e molto più avvincente, tutti i segreti di uno dei più grandi capolavori dell’arte romana.

L’Ara com’Era” rappresenta il primo intervento di valorizzazione del patrimonio culturale di Roma Capitale effettuato attraverso la realtà aumentata e virtuale. Cosa significa? Lo spazio intorno all’Ara è stato suddiviso in 9 tappe: 6 di queste si avvalgono della realtà aumentata, 2 della realtà virtuale mentre in una si ricorre alla tradizionale audio guida.

Il progetto si è concentrato sui registri decorativi esterni dell’Ara che, grazie all’uso di speciali visori AR, prenderanno letteralmente vita regalandovi una straordinaria esperienza immersiva nei bassorilievi dell’Altare.

L’archeologia diventa contemporanea“, sostiene Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali, “e utilizza finalmente un linguaggio attuale“. Gli fa eco Luca Bergamo, Assessore alla Crescita Culturale di Roma Capitale: “Grazie alla tecnologia la fruizione della cultura cambia in modo profondo, diventando un’esperienza di scambio“.

Potrete quindi ammirare in un modo del tutto inedito il plastico del Campo Marzio, i calchi della famiglia imperiale, il rilievo di Enea che sacrifica ai Penati, quello di Tellus e del Lupercale, un meraviglioso fregio vegetale, il rilievo della Dea Roma e molto altro.

Con questo progetto abbiamo valorizzato professionalità e competenze“, ricorda Albino Ruberti, Amministratore Delegato di Zètema – Progetto Cultura. “L’obiettivo è che ‘L’Ara com’Era‘ si autosostenga e anzi che si sviluppi ulteriormente per poter poi reinvestire. Abbiamo calcolato la sua sostenibilità in 3 anni per un costo complessivo di 320.000 Euro più Iva. Con una stima di 300 visitatori a sera per 240 giorni all’anno, avremmo bisogno di una capienza di circa il 55-60%“.


Finalmente il patrimonio della città viene usato in modo intelligente“, conclude Bergamo. “In questo modo si possono ricostruire le relazioni sociali e c’è una dimensione di universalità dell’accesso“.

L’Ara com’Era” sarà aperta al pubblico solo di sera, in giorni e orari che potete consultare A QUESTO LINK. Il costo del biglietto è di 12 Euro, ridotto 10 Euro. Ulteriori dettagli sulla mostra sono disponibili collegandosi alla Pagina Facebook Ufficiale dell’Ara Pacis.

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