Cultura

“I Fiori del Male”, le donne in manicomio nel ventennio fascista

Luglio 1892. Rosa, 60 anni, “fin da fanciulla mostravasi strana, da giovinetta poi ben presto si manifestò il suo carattere stravagante. Spesse volte ha trascurato perfino di tornare a casa a dormire. La mutazione avvenuta dopo la pazzia fu la incuranza dei propri doveri e la smania di parlare sempre e di andare errando fuori casa, il mostrarsi testarda e poi l’orrore pel marito“. Diagnosi: pazzia degenerativa mania cronica, poi demenza secondaria.

Luglio 1896. Giovanna Maria, 19 anni, “nessuna tendenza ad occupazioni fisse, mancanza di pudore, parole oscene, facilità ad unirsi con uomini, ad importunarli, molto erotica. Dannazione della casa e dei poveri parenti“. Diagnosi: mania acuta.

Dicembre 1903. Margherita, 30 anni, “dai parenti del marito ricevette delle percosse al capo – pugni, bastonate – e durante questi anni di matrimonio è stata dai medesimi continuamente maltrattata, minacciata, oltraggiata. Ciò è confermato anche da persone degne di fede“. Diagnosi: frenosi epilettica.

Settembre 1904. Adelaide, 27 anni, “dannazione della casa e dei parenti” perché “eroticanon vuole essere sottoposta ai suoi. È in continuo stato di eccitazione psichica“. Diagnosi: nevrosi isterica.

Queste e tante altre storie sono state raccolte ne “I Fiori del Male. Donne in manicomio nel regime fascista“, la mostra della Casa della Memoria e della Storia a Roma dove fino al 18 novembre potrete trovare fotografie, documenti, referti clinici, lettere e altro ancora a documentare le vicende delle donne finite in manicomio durante il Ventennio.

L’esposizione testimonia di figlie, madri, mogli, spose, amanti “malate”, portatrici di una femminilità “inceppata” a partire dai loro corpi e restituiscono l’insieme di pregiudizi che hanno alimentato storicamente la devianza femminile.

“I Fiori del Male”, secondo il regime, altre non erano che quelle donne non appartenenti alla “buona razza”, ovvero le custodi del focolare domestico, impeccabili nelle faccende di casa, amorevoli madri e mogli sottomesse e discrete.

Non erano permesse esuberanze o atteggiamenti anormali rispetto ai rigidi canoni dell’epoca: tra le maglie delle istituzioni totali rimasero imbrigliate anche quelle donne che non seppero esprimere personalità adeguate agli stereotipi culturali del regime o non assolsero completamente ai nuovi doveri imposti dalla “Rivoluzione Fascista”.

I Fiori del Male” è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 20. L’ingresso è libero. Ulteriori dettagli sulla mostra sono disponibili collegandosi con la Pagina Facebook dell’evento.

12 risposte »

      • Queste donne erano già considerate come devianti, ancor prima che si istituisse il regime. Poi durante il fascismo “si ampliarono i contorni che circoscrivevano i concetti di emarginazione e di devianza e i manicomi finirono con l’accentuare la loro dimensione di controllo e di repressione”. Ti riporto quello che si legge nel comunicato. La mostra è ben documentata, ti consiglio di farci un salto perché è molto interessante.

        Mi piace

  1. storie terribili… mi hanno sempre fatto paura e orrore i manicomi. mettevano dentro anche bambini o giovani sani x liberarsene.mia madre a 8 anni mi ha portato nel manicomio di pesaro. mi ha visitato il dott. ero sana. nn lo dimentichero’ mai. ho scritto un racconto. mia nipote 18 anni fa volontariato. e’ andata in bulgaria in un manicomio. quello che mi ha raccontato e’ uguale ai nostri e anche peggio dei manicomi del secolo scorso.me addolorata…da sempre.

    Liked by 1 persona

    • si il fascismo non c’entra per niente, i manicomi esistevano dal 1700, purtroppo non c’erano cure se non varie forme di psico-terapie o il terribilmente applicato elettro-shock, mescolando politica, storia e scienza si fa’ un cattivo servizio

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...