Cultura

#LiveReport: Zibba alla Festa dell’Unità – Centro F. Bernardini, Roma

Pioggia, vento, freddo, ritardi, audio che non ne vuole sapere di funzionare e in più una conferenza con Rosi Bindi ed Emanuele Fiano. Ma niente di tutto questo ha fermato Zibba, che ieri sera ha suonato alla Festa dell’Unità del Centro Fulvio Bernardini di Roma, recuperando la data del 4 settembre scorso del suo “Universo Tour” 2016.

E per fortuna, l’attesa e il gelo sono stati abbondantemente ripagati dalla musica dell’artista ligure, generoso e capace come pochi. Sergio Vallarino in arte Zibba scrive splendide canzoni usando un italiano insolito, per un cantautore. Non è uno da “amore-cuore”, per intenderci. Piuttosto uno da “scroto-vuoto”, come nella bellissima “Margherita“. Zibba sembra raccontarti per due ore la stessa identica storia, eppure tu non ti muovi di un millimetro perché non c’è niente che si assomiglia, tra le note e le parole di questo eccellente musicista.

Sergio si fa accompagnare sul palco da Andrea Balestrieri (batteria), con il quale suona da una ventina d’anni e Stefano Riggi (sax, synth), formando un trio anomalo che non prevede il basso. Il gruppo non si risparmia, fa pochissime pause durante il concerto e suona con grande energia, nonostante il pubblico non sia poi così numeroso.

Si passa dalla splendida “Il Sorriso Altrove” a “Ovunque“, da “Una Parte di Te” (pezzo che nel 2010 propose assieme a Federico Zampaglione dei Tiromancino) a una versione di “Universo“, primo singolo estratto dal prossimo lavoro previsto per il 2017, arpeggiata e sussurrata.


Poi ancora “Farsi Male“, “Le Distanze” scritta dopo essere diventato papà di Eduardo e dedicata a tutti i padri presenti tra il pubblico, “Senza Pensare all’Estate“, la stupenda “Cielo” suonata per Federico, chitarrista del suo gruppo prematuramente scomparso.

La musica è davvero la mia vita e come la vita, chiede sincerità, di essere autentici come davanti allo specchio“, diceva Zibba in un’intervista di qualche tempo fa. L’impressione infatti è di una persona del tutto reale, priva di un personaggio cucito addosso. La sua stessa musica lo dimostra. Un pezzo come “Salva“, ad esempio, incluso in quel “Come Il Suono Dei Passi Sulla Neve” (2012) vincitore della Targa Tenco 2012 nella categoria “Album dell’anno”, a pari merito con gli Afterhours.

Zibba chiude con “Universo” in versione singolo e invita tutto il pubblico ad alzarsi e a ballare sotto al palco assieme a lui. Nessuno si fa pregare e il concerto finisce con tanti sorrisi e spettatori di ogni età infreddoliti, ma soddisfatti. Teniamocelo stretto, insomma, uno come Zibba. E magari parliamone un po’ di più.

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