Attualità

Terremoto di Amatrice, sfregiato un patrimonio culturale vecchio di secoli

Non è facile distogliere l’attenzione dalla parola “vittime”, quando si parla di un terremoto. Al momento tra Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto e Arquata se ne contano almeno 38. Purtroppo credo che il numero aumenterà col passare delle ore, perché di solito questo succede.

Accanto alla tragedia umana c’è anche quella di un paese che ha perso tanto, tantissimo di quel patrimonio culturale (e quindi turistico) che l’ha resa una delle mete italiane più amate e le ha permesso di entrare a far parte, giusto l’anno scorso, dei Borghi più Belli d’Italia.

Il corso centrale di Amatrice è completamente distrutto, le case che si affacciavano sulla strada sono collassate lasciando montagne di macerie. L’Huffington Post riporta la testimonianza dei redattori dell’Ansa giunti sul posto, che raccontano di come “l’intera fila di abitazioni lungo quello che era il corso è completamente collassata e le macerie delle facciate crollate occupano tutta la sede stradale“.

Danni enormi anche per la Chiesa di Sant’Agostino, un gioiello di architettura romanica e gotica consacrata nel 1428 e intitolata a San Nicola da Bari. “La facciata è parzialmente crollata, anche il rosone. Il campanile presenta grossi crolli ed è tuttora a rischio di collasso. Grossi blocchi di pietra bianca ingombrano la strada“.

Il centro storico medievale è semidistrutto“, riporta invece Agi.it, “con chiese e interi palazzi crollati. Tra gli edifici danneggiati c’è anche l’Hotel Roma, dove erano presenti molti turisti“. Proprio il prossimo weekend, infatti, ci sarebbe stata la 50esima edizione della Sagra degli Spaghetti all’Amatriciana, evento che attira ogni anno tantissime persone nel borgo laziale. Questo sisma, insomma, è arrivato in quello che di solito è il momento migliore della stagione, per il turismo di Amatrice.

Amata moltissimo anche come crocevia per lunghe passeggiate in montagna ed escursioni (è inclusa nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga), Amatrice vanta nel suo centro storico chiese del ‘300 e del ‘400, affreschi, santuari e sculture che oggi si trovano in grande pericolo.

Si teme anche per la sorte di monumenti come il Santuario dell’Icona Passatora, chiesa quattrocentesca interamente istoriata di affreschi votivi, il Complesso di San Francesco, coronato dal meraviglioso portale gotico e la Chiesa di Sant’Agostino situata presso una porta della trecentesca cinta muraria“, continua l’Agi. “Nel Museo Civico sono conservate le più interessanti opere radunate nelle chiese di Amatrice e delle frazioni, tra le quali spiccano i dipinti di Cola dell’Amatrice e le croci scolpite da Pietro Vannini“.

Oltre a quelli di Amatrice, si contano anche diversi danni ai monumenti dei paesi e delle città limitrofe. A Norcia sono stati rilevati danneggiamenti alla Chiesa di San Benedetto, dove il torrino della facciata è ruotato sul suo asse. A Castelluccio di Norcia rotture e crolli lungo le mura benedettine, mentre a Urbino il terremoto ha aperto piccole crepe all’esterno del Duomo. Nessun danno, invece, alle Basiliche di San Francesco di Assisi.

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