Cultura

#VillaAda2016, LiveReport: Kula Shaker + Fraser Anderson

Tre bastoncini di incenso attaccati all’amplificatore poco prima dell’inizio. Un vento gelido che a Roma non si sentiva da mesi. E la bandiera francese proiettata sullo sfondo del palco, a commemorare le vittime di Nizza. Uno scenario per niente banale, quindi, ha distinto la serata di ieri a Villa Ada. La cornice perfetta per un gruppo leggendario come i Kula Shaker.

Crispian Mills (voce, chitarra), Alonza Bevan (basso), Harry Broadbent (tastiere) e Paul Winterhart (batteria) tornavano in Italia dopo alcuni mesi a presentare di nuovo l’ultimo “K 2.0” ma soprattutto per regalare i capolavori che tra la metà e la fine dei ’90 li resero il gruppo Brit Pop meno Brit Pop che ci fosse.


L’energia di Crispian è intatta, benché sotto il solito caschetto biondo si nasconda ormai un 43enne che non ne vuole sapere di marcare il passo. I KS sono apparsi in gran forma, hanno dato l’impressione di essersi divertiti e sopratutto restano dei musicisti eccellenti, con il genio di Mills in più a fare da collante.

Oltre ovviamente ai pezzi del nuovo disco, i Kula Shaker non hanno tralasciato le hit che li hanno resi immensi in tutto il mondo, da “Tattva” a “Govinda”, “Mystical Machine Gun”, “Hush” e tante altre. Non a caso “K“, primo disco della band britannica del 1996 è stato l’album di debutto che ha venduto di più nella storia delle classifiche inglesi, almeno fino all’arrivo di “Definitely Maybe” degli Oasis.


Fatto sta che di emozioni i 4 ragazzi d’oltre manica ne sanno ancora regalare a vagonate. E sempre a proposito di ottimi musicisti, ad aprire la serata di Villa Ada ci ha pensato Fraser Anderson, bravissimo cantautore folk che si è esibito assieme a Bex Baxter (voce). Il chitarrista scozzese ha tessuto splendide trame acustiche per circa mezz’ora, dimostrandosi un eccellente esecutore.

Una notte bellissima, quindi, quella di ieri. Che molto probabilmente sarà bissata dal concerto di stasera di un altro gruppo enorme della scena anni ’90, i chicagoani Tortoise. Non perdeteveli.

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