“Abbiamo scelto di organizzare questa mostra ad Aquileia perché è la porta d’Italia verso l’oriente“. Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia, spiega così l’idea di allestire “Leoni e Tori. Dall’antica Persia ad Aquileia” presso la leggendaria colonia romana fondata nel 181 a.C. e oggi protagonista di un’esposizione che simbolicamente riapre il dialogo tra Italia ed Iran.
L’evento è stato presentato lo scorso 22 giugno presso il MiBACT di Roma, alla presenza del Ministro Dario Franceschini, del Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia Debora Serracchiani e di una nutrita delegazione iraniana proveniente da Teheran. Inaugurata il 25 giugno e aperta fino al 30 settembre, l’idea di “Leoni e Tori” prende forma proprio nella capitale iraniana lo scorso febbraio, quando la Serracchiani era in visita ufficiale.
Rhyton con terminazione a protome di leone alato, V secolo a.C. oro, 22,3 x 19,5 x 12,8 cm Hamadan, Iran occidentale
Pugnale decorato con teste leonine, V secolo a.C. oro, 41 x 10,47 x 4 cm Hamadan, Iran occidentale
Placca con leoni alati incedenti a sinistra VI secolo a.C. bronzo, 20,2 x 77 x 5 cm. Hamadan, Iran occidentale
Scultura miniaturistica raffigurante leone accovacciato, VI – V secolo a.C. bronzo, 3 x 7,3 x 1,5 cm Amlash, Gilan, Iran settentrionale
Ornamento circolare con due leoni, fine V secolo a.C. oro, diam. max 5,5 x 1,5 cm Kurdistan, Iran occidentale
“Provo un grande orgoglio nei confronti di questa mostra“, afferma il presidente. “C’è tanta voglia di riaprire un dialogo con l’Iran e ho visto grande partecipazione soprattutto da parte degli iraniani, in questo senso“.
Un’apertura che ha permesso di portare al Museo Nazionale Archeologico di Aquileia 25 oggetti preziosissimi provenienti da siti archeologici, dal Museo Nazionale iraniano, dal Museo di Persepoli. Bracciali, statue, piatti, oggetti decorativi. Tutti pezzi eccezionali che raccontano la storia e il rapporto tra l’antica Persia e l’antica Roma, quando le relazioni tra le due civiltà erano amichevoli.
Bracciale a cerchio aperto con terminazioni a teste leonine, VI secolo a.C. oro, diam. 8,5 x 2,3 cm Kurdistan, Iran occidentale
Lamina raffigurante leone incedente a destra, fine VI – inizi V secolo a.C. oro, 0,8 x 1 cm Persepoli, Fars, Iran meridionale
Lamina raffigurante leone incedente a sinistra, fine VI – inizi V secolo a.C. oro, 1,8 x 2 cm Iran nord-occidentale (attribuita)
Scultura miniaturistica raffigurante testa leonina, fine V – inizio IV secolo a.C. faïence, 3,4 x 5 x 1 cm Susa, Iran sud-occidentale
Piatto con scena di caccia equestre al leone, IV secolo d.C. argento parzialmente dorato, diam. 28,6 cm Sari, Mazandaran, Iran settentrionale
“La cultura è una cosa che unisce” dichiara Franceschini. “Ringrazio quindi tutti quelli che hanno reso possibile questa mostra. Aquileia può diventare un luogo dove si può costruire un dialogo tra culture diverse“.
“Leoni e Tori” propone dunque al pubblico pugnali decorati, placche e sculture miniaturistiche, oggetti ornamentali, lamine, frammenti di capitelli, coppe e tripodi, Rhyton. Tutto sotto il segno del Leone, simbolo di luce e del Toro, rappresentazione invece della notte, del buio.
Lamina a testa leonina, circa VI secolo a.C. oro, 7,5 x 9,4 x 1 cm Amarlu, Gilan, Iran settentrionale
Frammento di capitello achemenide con protomi leonine, Periodo achemenide (VI-IV sec. a.C.) pietra calcarea nera, 36 x 73 x 53 cm Persepoli, Fars; Apadana
Basa composta da tre leoni incedenti a destra, V secolo a.C. bronzo, 28 x 39 cm Persepoli, Fars, Iran meridionale
Orecchie di toro da un capitello achemenide con protomi taurine, Periodo achemenide (VI-IV sec. a.C.) pietra calcarea nera, 37,5 cm Persepoli, Fars
Peso con protome leonina, Periodo achemenide (VI-IV sec. a.C.) roccia silicea di colore verde, 23 x 13 cm Persepoli, Fars; cosiddetto Tempio dei Frataraka
I tori e i leoni richiamati nel titolo della mostra non sono solo legati alla tradizione mesopotamica ed elamita, ma anche a quella del mondo iranico dell’Età del Ferro, in cui è forte la presenza di elementi animalistici connessi a un’origine nomadica.
“I rapporti culturali sono le fondamenta delle relazioni tra Italia ed Iran“, chiude l’Ambasciatore iraniano a Roma, H. E. Jahanbakhsh Mozaffari. “Questi rappresentano il collante specialmente nei momenti di difficoltà. Qualsiasi azione culturale è di contrasto al fondamentalismo“.
Coppa-tripode con terminazioni a zampe leonine, V secolo a.C. serpentino nero, grigio-verde, 12 x 12 cm Persepoli, Fars, Iran meridionale
Rhyton con terminazione a testa taurina, VI secolo a.C. terracotta, 25 x 12 cm Iran nord-occidentale (attribuita)
Frammento di capitello achemenide con protomi leonine, Periodo achemenide (VI-IV sec. a.C.) pietra calcarea nera, 30 x 49 x 30 cm Persepoli, Fars; Apadana
Frammento di capitello achemenide con protomi taurine androcefale, Periodo achemenide (VI-IV sec. a.C.) pietra calcarea nera, 53 x 44 x48 cm Persepoli, Fars
Frammento di capitello achemenide con protomi taurine, Periodo achemenide (VI-IV sec. a.C.) pietra calcarea grigio-chiara, 47 x 31 cm Persepoli, Fars
Frammento di capitello achemenide con protomi taurine androcefale, Periodo achemenide (VI-IV sec. a.C.) pietra calcarea nera, 43 x 37 x30 cm Persepoli, Fars