Una mostra su quanto accade nel Mediterraneo, ma anche una mostra verso e dall’Oriente. E soprattutto, un’operazione di politica estera culturale italiana. Questo sarà “Volti di Palmira ad Aquileia“, l’imponente esposizione presentata pochi giorni fa presso il MiBACT alla presenza del ministro Dario Franceschini, che si terrà dal 2 luglio al 3 ottobre nel Museo Archeologico Nazionale di Aquileia (UD).
Assieme a Franceschini c’erano anche Antonio Zanardi Landi (presidente della Fondazione Aquileia), Deborah Serracchiani (presidente della regione autonoma Friuli Venezia Giulia), Luca Caburlotto (direttore del polo museale del Friuli Venezia Giulia), Paolo Matthiae (archeologo) e diverse altre istituzioni nazionali, insieme per presentare una mostra che ha anche l’obiettivo, nelle parole di Franceschini, “di tenere alta l’attenzione verso le atrocità compiute contro le opere culturali“.
Altare dedicato al sole altissimo, Seconda metà I secolo d.C. Marmo greco, 84,5 x 53 x 53 cm Musei Capitolini di Roma
Rilievo funerario con ritratto di Batmalkû e Hairan III secolo d.C. Calcare dorato e dipinto, 53,5 x 47,3 x 16,5 cm Museo delle Civiltà – Collezioni d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ di Roma
Ritratto femminile da rilievo funerario Seconda metà II-inizi III secolo d.C. Calcare, 30 x 26 x 18 cm Civico Museo Archeologico di Milano
“Le violenze contro gli uomini e contro le pietre sono uguali“, ricorda il ministro. “La cultura dev’essere intesa come fondamento della pace e noi abbiamo il dovere di rispettare la sovranità di ogni Paese“. “Volti di Palmira ad Aquileia” metterà in mostra 28 opere provenienti in prestito dal Terra Sancta Museum di Gerusalemme, dai Musei Vaticani, da quelli Capitolini, Dal Civico Archeologico di Milano e da molte altre istituzioni pubbliche e private.
L’esposizione, a cura di Marta Novello e Cristiano Tiussi, è la prima in Europa dedicata alla città dopo gli attacchi dell’Isis del 2015. Palmira, la “sposa del deserto”, ha subìto la distruzione del tempio di Baal Shamin, del tempio di Bel, delle torri funerarie romane e dell’Arco di Trionfo, per citarne alcuni. “Una mostra, secondo me, da dedicare a Khaled al-Asaad“, sottolinea Debora Serracchiani ricordando il direttore generale delle antichità di Palmira decapitato il 18 agosto 2015 dai terroristi per essersi rifiutato di collaborare con loro.
“Sia Palmira che Aquileia erano luoghi di tolleranza e fruttuosa convivenza tra culture e religioni diverse“, ricordano Landi e Tiussi “oltre a esser testimoni che 18 secoli fa il Mediterraneo costituiva un’unità integrata non solo dal punto di vista dei commerci, ma anche di quello della circolazione delle idee e dei canoni artistici e narrativi“.
Dopo “Leoni e Tori” dello scorso anno, quindi, Aquileia ospita una nuova esposizione dove troverete rilievi funerari, altari, busti muliebri, frammenti, tessere palmirene, lacerti e steli. Il tutto affiancato da “Sguardi su Palmira – Fotografie di Elio Ciol eseguite il 29 marzo 1996“, una mostra fotografica composta da 20 scatti inediti del Maestro realizzati prima della recente distruzione.
“Volti di Palmira ad Aquileia” sarà aperta da martedì a domenica dalle 8.30 alle 19.30. Il costo del biglietto è di 6 Euro, ridotto 3 Euro. Maggiori dettagli sulla mostra potete trovarli collegandovi al sito www.museoarcheologicoaquileia.beniculturali.it oppure www.fondazioneaquileia.it.