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A cena con Gianni Maroccolo e la sua band all’Hard Rock Cafè di Roma

Metti che ricevi un invito dall’Hard Rock Cafè di Roma per una cena informale con alcuni grandi musicisti. Metti poi che i musicisti sono Gianni Maroccolo, Antonio Aiazzi, Andrea Chimenti, Simone FilippiBeppe Brotto e Alessandra Celletti. E metti pure che allo stesso tavolo ti ritrovi con amici e colleghi davanti a pinte doppio malto, burger americani, nachos, cheese cake, alette di pollo piccanti. E tutto intorno ci sono le chitarre di Angus Young, le giacche di John Lennon, le locandine dei concerti di Ray Charles e i vinili degli Incubus. Ecco, ieri sera presso lo storico locale di Via Vittorio Veneto 62 è successo tutto questo. Ed è stata non solo l’occasione per un incontro diverso dalla classica conferenza stampa o da un meeting post concerto, ma soprattutto per andare oltre il rapporto professionale e creare invece un tipo di discussione (una chiacchierata, in verità) che solo a tavola si può avere: leggera, divertente, fresca e profonda. Bella, in una parola.

Maroccolo e i suoi amici suoneranno stasera al Monk Club di Roma e ieri abbiamo avuto l’opportunità di parlare con i cinque musicisti del tour di “Nulla è Andato Perso“, di cui è partita la seconda fase lo scorso 15 aprile da Terracina, scoprendo che Gianni aveva deciso di smettere con la musica ma che i suoi più cari amici, compreso Claudio Rocchi, lo convinsero a trasformare “Vdb23 / Nulla è Andato Perso” da un disco di addio a un0 di rinascita. “Non ero sfiduciato, ma pensavo di aver detto tutto quello che potevo dire“, ci racconta l’ex bassista di Litfiba, Cccp e Csi. “La maggior parte dei gruppi si sfascia quando tu apri quel coperchio che mette in discussione le alchimie naturali. A me successe in due occasioni. Poi a 50 anni non ti metti a creare una nuova band, perché appunto le alchimie non si ripetono mai. Negli anni sono stato collante o locomotiva di tanti progetti musicali, mi sono in qualche modo prosciugato. Adesso c’era anche il rischio di non lasciare un segno come è stato invece in passato“.


Ho richiamato allora la mia ‘big family’, visto che ci conosciamo dal ’94“, continua Gianni. “L’idea non è quella di ripercorrere quasi 50 anni di carriera, ma di celebrare tutti gli incontri importanti della mia vita. E sono riuscito a ripartire in questa direzione grazie a Claudio“. Un percorso che comprende la musica dei Litfiba, dei Csi, pezzi di Battiato, di Claudio Rocchi, canzoni lunghissime e sperimentali. Oltre ovviamente a grandi ospiti presenti su “Vdb23 / Nulla è Andato Perso” come Cristiano Godano, Cristina Donà, Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Massimo Zamboni.


Questo progetto, invece di un punto di arrivo, potrebbe essere un punto di partenza, ma lo stiamo vivendo alla giornata in maniera molto tranquilla, senza il vincolo del gruppo. Durante i concerti, è stato bello vedere il pubblico completamente spiazzato dai primi 35-40 minuti di live. Però poi il viaggio parte e loro riescono a salirci sopra, anche se il concerto è volutamente ‘difficile’. La scommessa qui è più grossa: si cerca di comunicare a vari livelli, per cui finché resto su Csi o Litfiba sono tranquillo, ma quando ci sono le altre cose cerco di trasmettere a vari strati, provando ad andare più in profondità“.


Il concerto al Monk inizia alle 22, apertura porte alle 19.30. A QUESTO LINK tutti i dettagli dell’evento. E noi vi consigliamo di non perderlo per nulla al mondo.

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