Vintage&Artigianato

Il Vintage Market approda a Villa Ada. L’intervista a Martina Fiori e Angela Sessa, ideatrici e curatrici dello storico evento romano

Colosseo, Fori Imperiali, San Pietro, Piazza Navona, Pantheon. Roma deve tutto il suo fascino all’antichità che da sempre la rende la città più bella del mondo. Ma in pochi sanno che da alcuni anni, la Capitale è anche diventata sinonimo di vintage, di tendenze legate all’artigianato giovane che grazie al lavoro di alcuni professionisti del settore può contare su un mercato in continua espansione.

11188456_677495422356572_645822944053425012_nAngela Sessa e Martina Fiori sono due ragazze col pallino della moda che nel 2008 creano il Vintage Market nella Città Eterna, dando vita a un’avventura imprenditoriale più unica che rara sul suolo romano. La loro creatura conquista velocemente il pubblico grazie all’idea di coinvolgere la creatività di tanti giovani artigiani e metterla al servizio di un vintage “svecchiato” (quasi un ossimoro), per cui ricavare da un abito o da un oggetto antico un prodotto contemporaneo, con una storia diversa da raccontare. Dal 2008 ad oggi, il Vintage Market è diventato un’istituzione per gli appassionati del genere e Angela e Martina continuano la loro brillante carriera di curatrici del mercatino grazie all’approdo nell’entourage di “Villa Ada Incontra il Mondo“, per il quale si occuperanno del market fino al 31 luglio.

vintage market postInoltre, è di pochi giorni fa l’inizio della collaborazione con Ezebee.com, la nuova piattaforma internazionale di e-commerce che permette a chiunque di creare un proprio shop online in maniera del tutto gratuita. Il portale svizzero è sempre molto attento alle novità in ambito di artigianato, design, arte e creatività e il binomio Vintage MarketEzebee.com non poteva nascere in maniera più naturale. Una collaborazione che parte grazie al comune amore per il vintage, ovviamente, ma anche al desiderio condiviso di offrire una vetrina ai giovani artigiani che vogliono farsi conoscere online, all’interno del contesto italiano ma anche in quello internazionale, in quanto Ezebee.com opera praticamente in tutto il mondo con un sito tradotto in nove lingue. Il marketplace dove compri e vendi senza pagare alcuna commissione accoglie dunque anche il Vintage Market di Roma tra i suoi clienti ed è facile immaginare una collaborazione all’insegna dei colori e dell’artigianato di qualità, tipici sia del market di Martina e Angela che di Ezebee.com.
Abbiamo incontrato le ideatrici del Vintage Market per parlare della loro storia vincente, del sodalizio e dell’amicizia incrollabili che le legano e, ovviamente, di moda e vintage. Ascoltiamole.

Ragazze, quando nasce l’idea del Vintage Market?
Angela: Tutto è iniziato nel 2006 con un altro evento, “The Hysterics Independent Fashion Show“, che era rivolto agli stilisti emergenti. In quel caso organizzavamo sfilate e in più c’era un angolo market con un sacco di giovani artigiani. Nel 2008, poi, abbiamo deciso di puntare tutto su un mercatino dopo aver visitato l’Inghilterra ed esserci innamorate del vintage. Quindi ci siamo dette: “Perché non cercare di portare anche su Roma qualcosa del genere?”. Il Vintage Market è nato così. Più precisamente, è stato durante una serata passata tra un vodka lemon e l’altro che abbiamo deciso di fare qualcos’altro rispetto al format “The Hysterics”!
Martina: Abbiamo provato ad allestire un market del vintage dentro a un locale, cosa che allora non faceva nessuno, dove la gente poteva anche prendersi un cocktail e ascoltare un dj set. E abbiamo pensato a un target più giovane, cercando qualcosa di diverso rispetto ai classici mercati di antiquariato per signore. L’obiettivo era far diventare il market un vero e proprio evento, non soltanto un mercatino. Ci abbiamo messo un sacco di cose, come workshop e laboratori, che ovviamente ruotavano sempre intorno al tema del vintage.

Quali sono stati i luoghi che avete scelto, allora?
Martina: Siamo stati per tanti anni al Circolo degli Artisti fino a pochi mesi fa, quando è stato chiuso. All’inizio avevamo una trentina di banchi, poi col tempo siamo arrivati fino a 80. Ovunque andassi, dentro al Circolo, c’erano i nostri stand! Abbiamo sempre avuto una proposta mista, tra vintage, artigianato, stilisti emergenti, tutto scelto attraverso una selezione fotografica via mail. E negli anni abbiamo sempre mantenuto un prezzo ragionevole, per chi voleva partecipare, proprio perché il nostro obiettivo era dare spazio ai giovani.

Gli espositori erano tutti di Roma?
Angela: No, venivano anche da fuori. Soprattutto quelli del vintage! C’erano ragazzi che arrivavano da Firenze, dall’Emilia Romagna. Da tutta Italia, insomma.
Martina: Poi quando il Circolo ha chiuso, abbiamo fatto un evento alla Città dell’altra Economia lo scorso 24 maggio, con 83 banchi presenti. Una cosa in grande con tutta la parte market, quella di street food, birre artigianali, workshop per i bambini e sul biologico. Un evento a 360 gradi.

E Villa Ada quando è arrivata?
Angela: Subito dopo. L’appuntamento del 24 maggio fortunatamente è andato molto bene, con circa 4000 presenze. Poi è arrivata la proposta di collaborazione di Villa Ada di curare la parte market.
Martina: Al momento ci sono circa 15 espositori e ruotano ogni lunedì, a parte un paio che sono fissi.

Secondo voi cosa tira di più, al momento: vestiti o accessori?
Martina: Un banco di vintage, la scorsa settimana, mi aveva detto che hanno venduto molti più abiti che accessori. Però insomma, dipende molto dalla persona con cui parli. Non c’è un dato sicuro.
Angela: Credo gli accessori, ma forse è meglio se chiedi ai ragazzi degli stand a Villa Ada! (Ride) Comunque, sentendo i vari espositori che sono lì, devo dire che quelli che vanno sempre benissimo sono dischi e cd! Perché il vintage non è solo abbigliamento, ma è una categoria molto più ampia e in effetti di vinili se ne vendono tantissimi.
Poi dipende anche dal tipo di serata che c’è a Villa Ada. Magari c’è un pubblico di ragazze molto giovani che scelgono l’abitino vintage o il costume, vanno a cercare la cosa più particolare. Invece se c’è un concerto più rockettaro, è chiaro che la gente va diretta sul disco!

Per concludere, la vostra passione per il vintage quando nasce?
Angela: È una cosa che ci è venuta abbastanza naturale, forse perché abbiamo lavorato per un periodo a Londra. In fondo noi nasciamo come stiliste, abbiamo sempre avuto il gusto per la moda e siamo sempre state molto curiose. Abbiamo cercato di portare un po’ dello spirito vintage londinese qui a Roma!
Martina: Durante l’evento del 24 maggio, infatti, parecchie persone ci hanno detto che si respirava un’aria molto britannica! Anche negli allestimenti cerchiamo di creare uno stile vintage, ma moderno, più dei tempi nostri che degli anni ’60.

Quindi non nello stile di Via del Governo Vecchio, per capirci (una famosa via nel centro di Roma piena di negozi dell’usato e rigattieri, ndr)
Angela: Assolutamente! E forse il nostro successo è stato proprio questo. Non abbiamo mai inteso il vintage come “vestiti che puzzano di muffa”. Abbiamo sempre cercato di declinare tutto in maniera più giovane.
E poi tra i nostri espositori, oltre ai negozi, ci sono anche ragazze come noi che vanno nei mercatini, scelgono le cose vintage che trovano e poi man mano si fanno il blocco di merce che vendono.
Martina: Tra l’altro, adesso una zona che sta crescendo molto qui a Roma è il quartiere Monti (a due passi dal Colosseo, ndr), dove stanno nascendo alcuni di questi negozi.

Insieme a Martina (a sinistra) e Angela

Insieme a Martina (a sinistra) e Angela

The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)

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