Cultura Musica

Arriva anche in Italia “Prog”, la prima rivista completamente dedicata al Progressive Rock, ora in tutte le edicole

C’è chi lo adora alla follia e passerebbe intere giornate a crogiolarsi nelle infinite suite sonore che accompagnano alla deriva le enormi schiere di “fedeli”. C’è chi, per lo stesso motivo, semplicemente non lo sopporta, ritenendolo un genere logorroico per gente dello stesso stampo. Ma una categoria intermedia, di persone che “carino, però…” non esiste. E neanche potrebbe, in effetti. Il Prog Rock non è affatto un genere di musica comune. Per molti è “LA” musica, ossia la forma più alta di espressione artistica. Per altri, una mattonata sonora per gente che ama compiacersi. 

Bene. Oggi però è un giorno felice per chi appartiene alla prima categoria, perché è finalmente disponibile in tutte le edicole la rivista “Prog“, versione italiana del magazine inglese che ha avuto un grande successo in terra anglosassone e che si occupa esclusivamente di musica progressive, dai grandi classici alle nuove leve nazionali e straniere con servizi, speciali, approfondimenti, interviste. La rivista ha una foliazione di 128 pagine, copertina rigida, foto a colori (molte delle quali inedite), un formato 23×30 cm e una grafica di alto livello, che tiene fede all’alto valore iconografico di solito associato al prog. 

Il magazine ha cadenza bimestrale, esce per Sprea Editore e ha un costo di 9,90 Euro. C’è anche un sito, www.progressivamente.com, collegato alla rivista e aggiornato di continuo. Il suo direttore, Guido Bellachioma, è considerato una leggenda vivente nel mondo del rock: promoter, talent scout, organizzatore di concerti, produttore e giornalista musicale. E adesso sul ponte di comando di questa nuova avventura editoriale, in tempi in cui quotidiani e riviste cartacee chiudono quasi ogni giorno. Una bella sfida, insomma. Di più. Un sogno che si realizza ma che va alimentato, difeso e fatto crescere ogni giorno. Tanti auguri, “Prog“. E buona musica.

   

 


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1 comment

  1. Ciao Guido, sono un grande appassionato di musica prog. Ogni tanto mi incontri a qualche concerto. L’ultimo in ordine di data che ho visto è stato quello, meraviglioso, di Steve Hackett.

    Volevo solo dirti che nel numero di novembre di Prog Italia (sono assiduo lettore) manca un qualcosa che tu sai: il ricordo e la recensione di un disco seminale del genere da noi preferito e cioè The lamb lies down on broadway di un gruppo che tu forse conosci…. rido.

    Come mai?

    Ti abbraccio.

    Mario

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