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“Early Works”, la mostra personale di Duane Zaloudek a Roma fino al 9 maggio

Indagare forma, luce e colore attraverso l’inibizione sensoriale e porre al centro della propria ricerca la relazione esistente tra l’osservatore e la tela, di cui la tecnica pittorica si fa veicolo insostituibile. La mostra personale di Duane Zaloudek, artista americano esposto fino al 9 maggio presso la Galleria Monitor di Roma, si pone questo come obiettivo essenziale. Nei saloni di Via Sforza Cesarini si trovano i suoi “Early Works” dipinti tra la fine degli anni ’50 e i primi ’70 che appartengono a tre serie diverse: la “Trask” (1961-1964); la “Milarepa” (1965-1967); e infine le prime tele bianco su bianco (1968-1971). La mostra approda a Roma dopo il suo debutto presso il Monitor Studio di New York a gennaio 2015, dove sono stati esposti cinque quadri del ’66-’67 e due oli su carta del ’63. “Riducendo progressivamente il valore e il contrasto di colore – spiega Zaloudek – il mio obiettivo è diventato quello di intensificare la coscienza di essere dalla parte dell’osservatore, attraverso un intenso incontro con stimoli accuratamente ridotti”. L’intensità di questi incontri è anche sottolineata dagli inconsci riferimenti sessuali contenuti nelle tele, caratterizzate da forme rotonde e campi monocromi. La serie “Milarepa” resta quella più famosa dell’artista, che appartiene agli anni 1965-1967 e fa riferimento al nome dell’omonimo santo tibetano.
Da ricordare che il pittore di Texahoma espose queste opere in giro per gli Stati Uniti negli anni ’60 e che questa è la prima volta da allora che vengono riproposte al pubblico.

“I dipinti di Zaloudek sono diventati sempre più visivamente sfuggenti. Il suo lavoro è un distillato di fenomeni sensoriali per i quali non ho vocaboli.” – Jack Eyerly, 1971

Milarepa XX, 1966


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