Musica

Arriva “The Deeper”, il ritorno dei Soft Moon. La recensione

L’oscurità, in quanto tale, non ha una forma. Quantomeno, non ne ha solo una. E non è sicuramente la stessa per tutti. Ascoltare “The Deeper“, terzo lavoro dei The Soft Moon, moltiplica ulteriormente le possibili declinazioni dei concetti di buio, tetro, insano e tutto quello di deviato che si può mettere nel calderone di una mente come quella di Luis Vasquez, autore e produttore dei pezzi.

The Deeper” è un disco scurissimo, una sorta di mega seduta di psicoanalisi di circa 40 minuti in cui grida sintetiche, martellanti ritmi industrial e pulsazioni EBM attecchiscono alla materia cerebrale trasmettendo un profluvio di dolori e tormenti. Non esistono pause né compromessi: Vasquez riversa nella sua creatura ogni tipo di fantasma che abita le sue visioni e il risultato è un album di rara cupezza ed emotivamente destabilizzante.

soft-moonDisco quasi esclusivamente elettronico e sintetico, quindi gelido per definizione, “The Deeper” si muove tra Nine Inch Nails, Joy Division, Cure, dark wave, post punk e tutto quello che ci gira intorno. Una gemma preziosa per gli amanti di queste atmosfere. Un lavoro interessante per i semplici curiosi. Un disco da evitare come la peste per chi amoreggia con i Lovin’ Spoonful e simili.

Undici le tracce inserite nel successore di “Zeros” del 2012, che vedono Luis Vasquez assoluto protagonista in quanto polistrumentista, cantante, autore e produttore. “The Deeper” va preso nella sua interezza, ascoltato tutto d’un fiato, lasciato scorrere come un unico, onnivoro magma sintetico.

Wasting“, “Wrong“, “Try“, “Desertion” sono pericolose voragini ghiacciate che sembrano sul punto di rompersi ulteriormente, precipitando chi ascolta in un pozzo allucinato. “Without“, “Feel“, “Black” e “Being” sono forse gli episodi deboli, dove Vasquez sembra più stanco e appesantito. Al contrario, “Far” è un capolavoro corrosivo e allo stesso tempo lucido e brillante, meno spigoloso del resto dell’album ma comunque intensissimo. Frullati assieme gli undici pezzi, “The Deeper” risulta una lama implacabile che scorre lentamente sulla pelle, senza possibilità di fuga.
Disco da maneggiare con cautela.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)


The Soft Moon – The Deeper
Etichetta: Captured Tracks
Anno: 2015
Genere: Post punk, dark wave, synth punk, EBM

Tracklist:
1) Inward
2) Black
3) Far
4) Wasting
5) Wrong
6) Try
7) Desertion
8) Without
9) Feel
10) Deeper
11) Being

Info:
Pagina Facebook Ufficiale
Sito Ufficiale

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