Musica

Arriva “Monuments to an Elegy”, il nuovo album degli Smashing Pumpkins. La recensione

Se i primi due capitoli del mastodontico “Teargarden by Kaleidyscope” erano quasi completamente da buttare mentre “Oceania” si è rivelato un album eccellente che ha restituito Billy Corgan ad un songwriting fresco e ispirato, questo “Monuments to an Elegy” si piazza esattamente in mezzo alle due opposte correnti.

Di base molto rumoroso e quindi molto attento a coprire una certa pochezza ideativa, il quarto capitolo del progetto che gli Smashing Pumpkins hanno iniziato nel dicembre del 2009 non lascia esattamente delusi, ma regala poche emozioni. Corgan scrive alcuni ottimi pezzi e li mette assieme ad altri decisamente brutti e questo forse non viene colto dai nuovi fan, ma da quelli di vecchia data sì.

smashing-pumpkins-Monuments-To-An-Elegy-3Noi siamo su quest’ultima sponda. “MTAE” è obiettivamente un disco discreto, piacevole. Ma il tasto “skip” è un po’ troppo presente, per un album di sole nove tracce. C’è, come sempre, grande attenzione ai suoni e alla produzione, con Howie Weinberg ad affiancare i Pumpkins per la sesta volta dal 1991 (l’ingegnere del suono lavorò anche a “Gish”, “Siamese Dream”, “Mellon Collie and the Infinite Sadness”, “Adore” e “Machina/The Machines of God”) assieme ad Howard Willing e David Bottrill.

C’è Jeff Schroeder alla chitarra e Tommy Lee dei Mötley Crüe alla batteria, mentre Billy Corgan suona tutti gli altri strumenti. “Guitars, guitars, guitars, and more guitars”, dichiarava il cantante a proposito di questo disco poco prima della pubblicazione. “Tiberius” mette subito su questi binari, in effetti. Brano fulminante dall’intro morbido che annuncia l’esplosione di chitarre monolitiche, la cui durezza si mescola ad una melodia dolce e malinconica, è il pezzo ideale per aprire un disco, forse il migliore di tutto il lavoro.

Arriva poi “Being Beige”, primo singolo estratto, brano pop perfetto per le radio ma che definire fastidioso è poco, a cominciare dal titolo: i Pumpkins si trasformano per circa quattro minuti in una boy band che suona solo a volume un po’ più alto. E “Anaise!” è anche peggio: tre minuti e mezzo terribili che sembrano usciti da “The Future Embrace”, primo e unico disco solista di Corgan del 2005 in cui il musicista giocava a fare la pop star anni ’80, con risultati allucinanti.

One and All (We Are)”, secondo singolo estratto, lenisce questo terribile uno-due. Si torna alle chitarre pesanti e distorte, alla struttura semplice ed efficace, ad una melodia accattivante che si muove su un riff azzeccato. “Run2Me” ha la pelle di un pezzo rock sotto cui scorre sangue poppettaro degli 80’s. È il pezzo più lungo dell’album (4:08), incalzante e ripetitivo, ma non morboso. Sarà interessante sentirlo live.

Drum + Fife” è un bell’episodio di rock alternativo, dalla forma compiuta e impeccabile, dritto e pulito. Una sorta di esercizio di stile in cui Billy Corgan inserisce il suono tenue di un piffero in mezzo alla triade chitarra-basso-batteria. Gradevole, dopo tutto. Poi arriva “Monuments” e il buon tessuto sonoro del pezzo, rumoroso anche questo ma dal ritmo spezzato e scandito da un costante riff di tastiera, deve fare a pugni con un testo di allarmante banalità, cosa a cui Billy Corgan non ci ha (quasi) mai abituati.

A dire il vero, però, stavolta è tutto il disco a soffrire di una scarsa vena lirica, sostituita da tanti suoni pompati e tante distorsioni. Anche “Dorian” soffre di questa pecca, ma è un pezzo ipnotico, morboso, che entra in testa al primo ascolto. Il semplice blues su cui si costruisce la canzone permette innesti di tastiere e di linee di chitarra eteree che si legano bene ai cori.

smashing-pumpkins-Monuments-To-An-Elegy-2Un bell’episodio che si aggancia ad “Anti-Hero“, pezzo di chiusura del disco e brano più anni ’90 dell’intero lavoro. Le chitarre sono rumorosissime, gracchianti e progressivamente più potenti, i volumi sono al massimo, il pezzo oscilla costantemente tra il rock e il metal. Una chiosa perfetta. Per un album che probabilmente, come spesso accade ai lavori degli Smashing Pumpkins, sboccerà lentamente e verrà forse apprezzato di più tra qualche tempo.

Nel 2015 è atteso “Day for Night“, intanto, ultimo capitolo di “Teargarden by Kaleidyscope”, che concluderà questo folle e megalomane progetto di Billy Corgan di pubblicare 44 tracce rilasciandole un tot alla volta. Vedremo. Per il momento, questo album ha il merito di tenere viva l’attenzione verso i Pumpkins e magari di allargare la base dei nuovi fan, catturati da un suono in costante evoluzione e sempre disposto al rischio, ai limiti dell’autolesionismo.

The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)

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The Smashing Pumpkins – Monuments to an elegy
Etichetta: BMG/Martha’s Music
Anno: 2014
Genere: Alternative rock

Tracklist:
1) Tiberius
2) Being Beige
3) Anaise!
4) One and All (We Are)
5) Run2Me
6) Drum + Fife
7) Monuments
8) Dorian
9) Anti-Hero

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