#Intervista: Anna Mancini, un crescendo dark e il nuovo Ep “Phaenomena”
Il 2 luglio 2019 ve l’ho presentata dal palco di ‘Na Cosetta Estiva.
Il 2 luglio di quest’anno vi riparlo di lei. Anche se di Anna Mancini bisognerebbe scrivere piรน spesso.
Eccellente chitarrista mancina col sole di Napoli che le brilla sulla testa e un cuore dark che scalpita tra le sue dita, Anna rifugge il compromesso e fa tutto quello che le passa per la testa.
Ultimo capitolo del suo viaggio: “Phaenomena“, Ep autoprodotto di 5 pezzi strumentali che incarna bene il suo approccio all’arte e al quotidiano: istintivo eppure controllato, talentuoso ma mai spocchioso.
Dalla sua casa di Firenze, Anna mi ha parlato del nuovo “pargolo” con la consueta schiettezza, passando con disinvoltura dalle loop station ai sanpietrini, dai Led Zeppelin al Governo Conte, fino a Baudelaire e “L’Esorcista“…

Mi racconti da dove nasce la storia artistica di Anna Mancini?
Da bambina avevo unโossessione per le sonoritร ritmiche, quindi mi appassionai alla batteria ma mia madre mi mandรฒ a lezioni di piano per non farmi fare casino che sennรฒ ci cacciavano dal condominio.
Io perรฒ lo trovavo noioso e lasciai perdere, poi scoprii i Led Zeppelin e scelsi la chitarra.
Parlami della tua musica: cosa ti piace proporre, soprattutto?
Propongo musica perlopiรน strumentale perchรฉ mi piace lโidea di lasciare una libera interpretazione a chi ascolta un pezzo senza venire influenzato dal testo.
I miei brani non hanno la struttura classica della canzone ma sono una somma di suoni, un crescendo.
Cosa distingue il tuo linguaggio da quello di altri tuoi colleghi?
Spesso i chitarristi tendono a dare piรน importanza alla tecnica che alla composizione.
Mentre per quanto mi riguarda cerco di andare oltre lo strumento senza che questo comporti necessariamente quellโostentazione virtuosistica, che troppe volte riduce la musica a un atto funambolico.
Il tuo ultimo disco โPhaenomenaโ รจ uscito da poco. Di che progetto parliamo?
ร una raccolta di 4 brani strumentali e una ballata sulla quale ho registrato per la prima volta la mia voce leggendo una poesia di Baudelaire tratta da “I Fiori del Male“.
Il disco รจ di stampo minimalista con influenze chiaramente dark, un miscuglio di generi musicali che ho assorbito negli anni.

Da quanti anni fai questo lavoro? E da allora comโรจ cambiato il tuo modo di scrivere/comporre/riarrangiare musica?
Ho iniziato a lavorare con la musica circa 10 anni fa, quando mi arrangiavo suonando in diverse band finchรฉ non incisi un demo che mi portรฒ ad avviare un progetto personale.
Il mio modo di scrivere รจ cambiato parecchio nel senso che inizialmente non utilizzavo supporti come loop station e drum machine che mi consentono attualmente di comporre delle orchestrazioni.
Col passare del tempo ho inglobato ulteriori strumenti come un archetto da violino e uno elettronico e diversi utensili con cui sperimento, chiavi meccaniche, CD-ROM e bacchette cinesi per riprodurre una sorta di batteria sulla cassa armonica.
Hai un pubblico-tipo?
Ho un pubblico abbastanza assortito che spazia dal tiratore di sanpietrini al medico di famiglia.
Forse poche nonnine.
Cโรจ una cosa che un musicista non deve mai fare e unโaltra invece che va sempre fatta?
Userรฒ il condizionale: un musicista non dovrebbe mai scendere a compromessi, un musicista dovrebbe sempre rimanere fedele alla propria visione artistica senza farsi accecare dalla brama del successo.
Ovviamente, la situazione รจ capovolta.
Lโemergenza Covid quanto ha inciso sul tuo lavoro?
Molto, come su quello di chiunque abbracci questo campo.
Mi sono saltati un bel poโ di coseโฆ
Parlami delle iniziative che hai in mente per i prossimi mesi
Rimanderei alla domanda di prima! Per il resto ho in programma un concerto senza pubblico da fare il prossimo mese e una mostra dei miei disegni.

Dimmi un tuo progetto artistico di cui vai particolarmente fiera
Sono contenta di comโรจ venuto fuori “Phaenomena“, dalla scelta del suono a quella della scaletta.
Purtroppo la pandemia lo ha penalizzato.
Lโhashtag #iolavoroconlamusica รจ diventato virale negli ultimi giorni. Come vivi, da musicista, la โdistrazioneโ del Governo nei confronti della cultura italiana?
Credo ci si sarebbe dovuti porre il problema della questione culturale a prescindere dallโemergenza che lo ha evidenziato.
In un Paese dove non cโรจ posto per lโarte รจ generalmente difficile ritenere che questo possa essere considerato un lavoro e non unโattivitร secondaria.
Tenendo presente che, il piรน delle volte, lo si ostenta al fine di darsi un tono e vantarsi di essere un artista quando in realtร per sbarcare il lunario si svolge un altro impiego.
Mi descriveresti Anna Mancini con unโimmagine e con 3 parole?
Regan de “LโEsorcista” che ruota la testa.
(ยฉ The Parallel Vision โญ _ Paolo Gresta)
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