#Salvobuonfine è lo spettacolo arrivato appena dietro “Un uomo è un uomo” di Brecht durante l’ultima edizione di “Salviamo i Talenti“, la rassegna del Teatro Vittoria che si è conclusa lo scorso mercoledì 7 giugno. Al di là del successo meritato del gruppo diretto da Lorenzo De Liberato va detto che il testo di Giancarlo Nicoletti meritava ugualmente la vittoria per intensità, coraggio, delicatezza e allo stesso tempo incisività e abilità nel portare sul palco temi mai semplici da gestire e da plasmare.
#Salvobuonfine racconta della scoperta di sé e della sua negazione imposta, spesso, come forma principale per assecondare le aspettative di tutti, famiglia in primis. Salvo, 21 anni, sfacciato e bello e menefreghista e con il chiodo fisso delle donne, passa le sue giornate nella nullafacenza più totale tra ragazze che se lo contendono, discoteche e cocaina.
Salvo però è gay. Ma non lo sa. O meglio, non inizia ad ammetterlo a sé stesso fino a quando Lorenzo, amico di sua madre Anita e scrittore di successo, squarcia il sudario di terrore nel quale il ragazzo ama rimanere avvolto e lo trascina in una storia d’amore sempre più pericolosa e complessa, eppure innegabile.
Intorno al nucleo della storia gravitano Clara, la migliore amica di Salvo e sorta di grillo parlante del ragazzo, una madre single di 35 anni in carriera, il suo spasimante Enrico e Dario, dissacrante collega di lavoro di Lorenzo. In seno a una vicenda che sembra ben chiara e definita, Nicoletti è abile a piantare in maniera molto sottile delle sottotrame pruriginose e urticanti che donano ulteriore spessore a una storia già di suo parecchio intensa.
E allora il segreto di Salvo è anche quello di Clara, che si presta a soddisfare le fantasie sessuali perverse dell’uomo che frequenta; è quello di Enrico, che rivela una natura omofoba neanche troppo celata; è anche quello di Anita, col suo modo di fare ambiguo nei confronti di Clara e con un passato di dolore e sofferenza.
In questo universo in cui i confini si sgretolano lentamente attraverso una scrittura sapiente e consapevole, #Salvobuonfine sembra avere l’obiettivo di smascherare ipocrisie sedimentate e dare risalto a quelle forme di “accettazione” sociale che diventano trappole per tantissimi individui, in particolare adolescenti alle prese con una identità sessuale tutta da scoprire e definire.
Gli eccellenti interpreti del testo (Riccardo Morgante, Luciano Guerra, Valentina Perrella, Alessandro Giova, Chiara Oliviero e Matteo Quinzi) si muovono in due atti durante i quali Nicoletti mescola dramma, ironia, dolcezza e violenza, stereotipi radicati nella nostra società, arte e bellezza, spunti di riflessione, menzogne e verità nascoste.
La vicenda triste di Salvo, che si concluderà con la sconfitta della parola davanti a una realtà fatta di calci e pugni, è legata alla cronaca e a storie che puntualmente tornano d’attualità. Il palco del Vittoria si è fatto carne per un paio d’ore e ha restituito tutta la realtà di quello che viviamo ogni giorno a un pubblico profondamente emozionato ed esortato da #Salvobuonfine a non dimenticare mai l’importanza del linguaggio, ma soprattutto la potenza dell’ascolto.
(© The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)
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