Cultura

Scavi a Villa Celimontana, ancora una eccezionale scoperta

Gli scavi a Villa Celimontana svelano 8 ambienti di età imperiale con mosaici e affreschi: straordinaria scoperta coi fondi PNRR

Scavi a Villa Celimontana, ancora una grande scoperta archeologica a Roma

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Foto: Fabio Caricchia

L’immenso patrimonio sotterraneo della Capitale torna a sorprendere il mondo grazie ai recenti scavi a Villa Celimontana.

Durante le operazioni di consolidamento del muraglione storico finanziate tramite i fondi del PNRR, la Soprintendenza Speciale di Roma ha riportato alla luce 8 ambienti di epoca imperiale.

Tutti decorati con mosaici e affreschi di altissimo valore artistico.

L’inattesa scoperta è avvenuta all’interno del Parco del Celio.

L’evento sta già ridefinendo le conoscenze storiografiche sulla topografia di uno dei colli più celebri della Roma Antica.

Il Capo Gabinetto del Ministero della Cultura Valentina Gemignani e la Soprintendente Daniela Porro hanno sottolineato come un intervento di messa in sicurezza si sia felicemente trasformato in un cantiere di ricerca di livello internazionale.

Di conseguenza, l’area di cantiere è diventata un centro nevralgico di indagine archeologica che coniuga tutela del patrimonio, restauro e futura valorizzazione pubblica.

L’iniziativa testimonia quindi l’efficacia dell’impiego delle risorse europee per la salvaguardia e la riscoperta dei tesori culturali italiani.

Scavi a Villa Celimontana: mosaici marini, affreschi e le ipotesi sull’edificio

Le indagini sul campo hanno consentito di scavare integralmente 5 vani e di individuare altri 3 ambienti parzialmente conservati, edificati nel II secolo d.C. e ristrutturati nel secolo successivo.

Tra le testimonianze più spettacolari risalta un mosaico pavimentale perfettamente conservato che raffigura un tema marino con delfini, pesci, aragoste e granchi posizionati attorno a un cratere centralizzato.

Accanto alle superfici musive sono emersi frammenti di soffitti affrescati, porzioni di pavimentazione di età antonina e raffinati rivestimenti parietali in opus sectile.

Pertanto, il livello qualitativo dei decori attesta l’elevato prestigio della struttura, spingendo gli esperti a formulare affascinanti teorie sulla sua destinazione d’uso originale.

Gli archeologi stanno valutando se l’edificio costituisse una lussuosa residenza aristocratica privata oppure una porzione strutturale dell’antica caserma della V Coorte dei Vigiles.

L’eventuale conferma della destinazione militare modificherebbe radicalmente le mappe topografiche note relative all’estensione dei complessi logistici della Roma di età imperiale.

Ricerca scientifica, prospettive future e informazioni ufficiali

La responsabile scientifica dello scavo Simona Morretta ha precisato che la fase più complessa del lavoro riguarda ora lo studio analitico dei reperti e delle stratigrafie.

Le analisi di laboratorio sui materiali e lo studio comparato delle strutture murarie permetteranno nei prossimi mesi di accertare con precisione la funzione dell’edificio.

Tuttavia, l’area rimarrà al centro di specifici interventi di messa in sicurezza per consentire la conservazione delle delicate superfici affrescate ed evitare il degrado degli ambienti.

L’integrazione tra le attività di consolidamento ingegneristico e le metodologie di archeologia stratigrafica garantisce la massima tutela del contesto storico ritrovato.

Il progetto di valorizzazione futura prevede la condivisione delle scoperte con la cittadinanza e la comunità scientifica attraverso report e mostre dedicate.

Tutte le comunicazioni ufficiali sui progressi delle indagini e sui reperti emersi sono liberamente consultabili sul portale del Ministero della Cultura.

Informazioni

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)


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