Neurotecnologie, il futuro della neurologia passa dalla persona

Neurotecnologie, robotica, realtà virtuale e tutela della libertà cognitiva.
Sono questi alcuni dei temi al centro del primo congresso nazionale della Italian Society of Neuromodulation and Neurotechnologies.
Un incontro dedicato alle nuove frontiere delle neurotecnologie e ospitato dalla Fondazione Santa Lucia IRCCS.
L’incontro ha acceso i riflettori sulle innovazioni che stanno cambiando il mondo della neurologia e della riabilitazione.
Ma anche sulle implicazioni etiche legate all’utilizzo delle tecnologie che interagiscono direttamente con il cervello umano.
Neurotecnologie e riabilitazione neurologica
Tra i temi affrontati durante il congresso, grande attenzione è stata infatti riservata alla robotica applicata alla riabilitazione post-ictus.
Secondo recenti studi clinici, i dispositivi robotici utilizzati insieme alla fisioterapia tradizionale possono migliorare il recupero della deambulazione autonoma nei pazienti neurologici.
Anche la realtà virtuale sta assumendo un ruolo sempre più importante.
Gli ambienti digitali immersivi consentono infatti di allenare movimento, equilibrio e coordinazione attraverso simulazioni realistiche.
Aumentando quindi motivazione e coinvolgimento durante la terapia.
Le Neurotecnologie aprono inoltre nuove prospettive nella diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer.
Il tutto grazie a sistemi capaci di analizzare alterazioni motorie e cognitive attraverso esercizi virtuali.
La nuova frontiera della stimolazione cerebrale
Tra le innovazioni più discusse durante il congresso c’è la tTIS.
Ovvero una tecnica di stimolazione cerebrale non invasiva che punta a raggiungere aree profonde del cervello senza ricorrere alla chirurgia.
La tecnologia sfrutta l’interferenza di campi elettrici applicati esternamente al cranio.
Questa potrebbe avere applicazioni future nel trattamento del Parkinson, delle demenze e nella riabilitazione neurologica avanzata.
Secondo il professor Giacomo Koch, presidente ISNeT, l’integrazione delle neurotecnologie nei percorsi di cura standard potrebbe favorire miglioramenti funzionali significativi.
Purché accompagnata da formazione adeguata e modelli organizzativi sostenibili.
Neurotecnologie: libertà cognitiva e rischi del brain-hacking
Uno dei passaggi centrali del congresso ha riguardato la protezione della libertà cognitiva.
L’evoluzione delle interfacce cervello-computer impone infatti nuove riflessioni su privacy mentale, sicurezza dei dati neurali e tutela dell’autonomia individuale.
La professoressa Sofia Straudi ha evidenziato il rischio di fenomeni come il brain-hacking.
Ovvero l’accesso illecito o la manipolazione delle informazioni cerebrali tramite dispositivi tecnologici.
L’obiettivo della ricerca normativa internazionale è quindi costruire sistemi di protezione capaci di garantire:
- consenso informato
- sicurezza informatica
- tutela dei dati sensibili legati all’attività cerebrale
Nasce la ISNeT Academy
Nel corso dell’evento è stata anche annunciata anche la nascita della ISNeT Academy.
Un progetto dedicato alla formazione multidisciplinare certificata nel settore delle neurotecnologie.
L’iniziativa punta a creare standard condivisi tra medici, neurologi, professionisti sanitari e ingegneri biomedici.
Favorendo così una diffusione più omogenea delle competenze sul territorio nazionale.
Informazioni
- Web: https://is-net.it/
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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