“Paesaggi dell’Appia tra Melfi e Venosa” in mostra al Casale di Santa Maria Nova

È stata inaugurata al Casale di Santa Maria Nova la mostra fotografica “Paesaggi dell’Appia tra Melfi e Venosa“, visitabile fino al 31 maggio 2026.
L’esposizione, allestita in Via Appia Antica 251, rientra infatti nelle attività di valorizzazione legate alla Via Appia, la storica Regina Viarum che attraversa l’Italia meridionale.
Il progetto è promosso dai Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa e dal Parco Archeologico dell’Appia Antica.
La curatela è di Tommaso Serafini, Simone Quilici, Erminia Lapadula e Daniele Biffino.
“Paesaggi dell’Appia” tra Basilicata e memoria
“Paesaggi dell’Appia” propone un racconto per immagini del tratto lucano dell’antica strada romana.
In particolare nel segmento che attraversa il nord della Basilicata tra Melfi e Venosa, passando per Rapolla.
L’obiettivo è portare all’attenzione del pubblico un patrimonio meno noto dell’Appia meridionale.
Un territorio fatto di paesaggi rurali, emergenze archeologiche e stratificazioni culturali che raccontano secoli di storia.
La mostra Paesaggi dell’Appia è realizzata in collaborazione con il Circolo fotografico “Controluce” di Statte e l’Archeoclub di Melfi.
Con il patrocinio dei Comuni di Melfi e Statte.
Dopo una prima tappa alle Scuderie del Castello di Melfi, sostenuta tramite Art Bonus, l’esposizione arriva ora a Roma in uno dei luoghi simbolo dell’Appia Antica.
Un racconto visivo tra archeologia e territorio
Il percorso espositivo si compone di 38 scatti in bianco e nero realizzati da 11 fotografi e fotografe non professionisti.
Le immagini si articolano in 4 nuclei tematici e restituiscono un paesaggio insieme antico e contemporaneo, crocevia di genti e culture.
Nel territorio documentato, il tracciato dell’Appia conserva tratti di acciottolato e brevi basolati.
Oltre a opere come il Ponte dell’Arcidiaconata e la tagliata del vallone Sanzanello.
In quest’area fu rinvenuto a metà ‘800 il Sarcofago di Rapolla, oggi conservato nel Museo “Massimo Pallottino” di Melfi.
Il percorso conduce infine a Venosa, colonia fondata nel 291 a.C.
Il cui impianto urbanistico è leggibile nel Parco Archeologico all’estremità nord-orientale dell’abitato moderno, dominato dalla monumentale Incompiuta.
Come ha sottolineato il Direttore Generale Musei Massimo Osanna, l’iniziativa rappresenta una collaborazione virtuosa tra istituti del Ministero della Cultura lungo il tracciato dell’Appia.
Valorizzando così itinerari meno battuti ma di straordinaria rilevanza storica e paesaggistica.
Anche Luana Toniolo, direttrice delegata del Parco Archeologico dell’Appia Antica, ha evidenziato come la mostra sia un esempio concreto delle attività di valorizzazione dell’intero percorso da Roma a Brindisi.
Il tutto attraverso il coinvolgimento delle comunità locali.
Informazioni
- I paesaggi dell’Appia tra Melfi e Venosa
- Fino al 31 maggio 2026
- Casale di Santa Maria Nova – Via Appia Antica 251
- Web: www.parcoarcheologicoappiaantica.it
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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