Centro pubblico di fotografia, nasce un enorme spazio culturale a Testaccio

Roma inaugura il suo primo Centro pubblico di fotografia. Il progetto è infatti uno dei pilastri del programma di rigenerazione urbana dell’ex Mattatoio di Testaccio.
Un luogo destinato a diventare la nuova Città delle Arti.
Il Centro è stato inaugurato il 29 gennaio scorso in occasione del 70esimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi.
L’apertura al pubblico è avvenuta poi il giorno successivo.
Il Centro pubblico di fotografia al Mattatoio
Il Centro pubblico di fotografia si trova nel padiglione 9D dell’ex Mattatoio.
A presentare il nuovo spazio culturale sono stati:
- il sindaco Roberto Gualtieri
- l’amministratore delegato della Fondazione Mattatoio Umberto Marroni
- l’assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio
L’intervento è stato gestito da Roma Capitale e dalla Sovrintendenza Capitolina.
L’investimento complessivo è insomma di circa 5 milioni di euro di fondi comunali.
Uno spazio pensato per la fotografia contemporanea
Il Centro pubblico di fotografia si propone quindi come punto di riferimento per la cultura fotografica contemporanea, italiana e internazionale.
La struttura si sviluppa su una superficie complessiva di circa 1.500 metri quadrati distribuiti su 2 livelli.
Il piano terra, di oltre 1.000 metri quadrati, ospita anche spazi espositivi modulabili, uffici, biglietteria e una biblioteca con circa 3.000 volumi.
Il primo piano, di circa 450 metri quadrati, accoglie poi una grande sala polivalente da quasi 200 metri quadrati e un ballatoio espositivo di forte impatto scenografico.
Dialogo tra architettura industriale e contemporaneità
Il progetto ha insomma valorizzato l’edificio originario, rispettando le architetture industriali di fine ‘800.
Le strutture in ghisa, le guidovie e il tetto a capriate convivono poi con interventi contemporanei in modo armonico.
Gli impianti di illuminazione e climatizzazione di ultima generazione garantiscono la massima flessibilità per ogni esigenza espositiva.
Presentato anche il logo del Centro pubblico di fotografia.
Un monogramma essenziale che unisce cornice e contenuto richiamando così i concetti di inquadratura, prospettiva e modularità.
Il Centro nasce dalla collaborazione sinergica tra Archeologia Industriale 2030 Scarl insieme a To Be Srl e XAL, partner d’eccellenza per la componente tecnologica e illuminotecnica.
Realtà che hanno integrato soluzioni digitali e sistemi di luce intelligente in un contesto storico di grande pregio.
Centro pubblico di fotografia: le prime mostre inaugurali
Il programma espositivo inaugura con 2 grandi progetti.
Fino al 29 giugno 2026 sarà visitabile la mostra “Irving Penn PHOTOGRAPHS 1939–2007. Capolavori dalla collezione della Maison Européenne de la Photographie, Parigi“.
L’esposizione è curata da Alessandra Mauro, Pascal Höel e Frédérique Dolivet.
In contemporanea è allestita anche “Silvia Camporesi. C’è un tempo e un luogo” a cura di Federica Muzzarelli.
Campo visivo e sperimentazione
Negli stessi mesi lo spazio Campo visivo dedicato alla ricerca e ai linguaggi contemporanei ospita “Corpi reali e corpi immaginari“.
La mostra, curata da Daria Scolamacchia, propone una riflessione su corpo e gesto.
Materiali d’archivio, immagini documentarie e proiezioni dialogano tra loro, creando così un percorso tra realtà e immaginazione.
Informazioni
- Web: www.comune.roma.it
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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