Cultura Musica

Nel mondo di Diletta Fosso al suono del violoncello

Diletta Fosso è uno di quei talenti pop cristallini che capitano di rado. L'abbiamo intervistata su The Parallel Vision

Intervista: Diletta Fosso, puro talento e un violoncello di nome Alfred

Diletta-fosso
Diletta Fosso

Diletta Fosso è uno di quei talenti pop cristallini che capitano di rado. A 15 anni ha già raccolto premi e riconoscimenti in Italia e nel mondo.

Il suo biglietto da visita sono una splendida voce fresca e coinvolgente e il suo secondo strumento, un violoncello di nome Alfred che da Roma a New York cominciano tutti a riconoscere.

Diletta mi ha raccontato un po’ di più della sua breve ma già intensa storia artistica, tra sogni nel cassetto, affetti incrollabili e un’energia inesauribile.


Mi racconti dove e come nasce la storia artistica di Diletta?

Sono nata a Pavia in una casa piena di musica: mia mamma ha studiato musical e economia, mio papà composizione e informatica.

Ho iniziato il violoncello a 4 anni (prima volevo il contrabbasso, ma era troppo grande!) e alle medie ho trasformato un episodio di cyberbullismo in energia creativa.

Così sono nati i primi testi e l’idea di unire voce e violoncello.

Da quanti anni hai deciso di fare la musicista? E da allora com’è cambiato il tuo modo di intraprendere iniziative artistiche?

Ho deciso di fare sul serio in prima media dopo una performance davanti alla scuola: ero super felice, ho capito che quella era la mia strada!

Il mio modo di muovermi è cambiato perché oggi progetto, collaboro, mi prendo il tempo per rifinire, cerco messaggi che ha senso lanciare e curo i live e i video con più consapevolezza.

Dal 2022 uso anche i social ma per creare comunità, non per inseguire i numeri.

A 15 anni hai già raccolto tanti consensi e premi in giro per il mondo. Di cosa sei più orgogliosa, fino ad ora, del tuo percorso?

Sono molto orgogliosa del premio per il Miglior Brano Internazionale che la Comunità Radiotelevisiva Italofona della Rai mi ha conferito per “Belli/e”.

Una canzone che si è guadagnata anche la menzione d’onore al Premio LuneziaEccellenza Giovani Autori”.

E poi sono arrivata seconda a New York al concorso NYCanta che sarà trasmesso su Rai 2 con una giuria d’eccezione.

Ci saranno infatti Iva Zanicchi, Roby Facchinetti, Gaetano Curreri, Renato Tanchis di Warner Music Italy e Marino Bartoletti.

È stata un’esperienza meravigliosa!

Diletta-fosso

Raccontami il tuo rapporto con il violoncello: è lui che ha scelto Diletta Fosso o viceversa?

Il violoncello è come un compagno di vita: il mio si chiama Alfred. Ci siamo scelti a vicenda.

Alfred è l’estensione della mia voce e non lo lascerei mai.

Qualcuno mi ha chiesto di eliminarlo per muovermi di più sul palco, ma Alfred è parte della mia identità, non un accessorio.

Ci sono persone in particolare che vorresti ringraziare per aver reso possibile il tuo sogno?

Grazie alla mia famiglia! Con mio papà scriviamo insieme gli arrangiamenti.

Lui mi sopporta quando parlo a macchinetta alle 3 di notte e, anche se odia guidare, mi scorrazza avanti e indietro per mezza Italia tra prove, radio e live.

Mia mamma poi è sempre sul pezzo, tiene i fili di tutto, mi riporta a terra quando serve e mi ricorda di respirare e di godermi il viaggio.

E grazie alle mie sorelle, che tra l’altro suonano anche loro: Camilla ogni tanto sale sul palco con me e mi accompagna al piano!

Chi sono i riferimenti musicali a cui ti ispiri?

Elisa per i testi, Olivia Rodrigo per l’ironia.

Amo inoltre il rock/grunge degli anni ‘90 tipo Nirvana, White Stripes, System of a Down, Radiohead e Cranberries.

Ma anche le colonne sonore perché sono una cinefila incallita: Morricone, John Williams, Hans Zimmer.

E per la classica Vivaldi, Saint-Saëns, Debussy e Prokof’ev.

Tra le artiste che usano il violoncello adoro Agnes Obel.

Secondo te c’è un problema di genere nel mondo musicale italiano? 

Sì, c’è ancora un problema di genere, però sento un’onda nuova: più artiste, più reti, più concorsi dedicati alle donne.

Ci avete fatto caso che ci sono pochissime producer femmine?

Io cerco di fare la mia parte parlando di femminismo e patriarcato quanto più possibile.

Diletta, parliamo di futuro. C’è un nuovo disco o nuovi singoli all’orizzonte?

Dopo “Belli/e”, che uscirà a breve, ho in cantiere una canzone sulla violenza di genere con un cortometraggio connesso di cui ho scritto la sceneggiatura.

Non vedo l’ora di buttarmi a capofitto su questo nuovo progetto.

Poi ho ancora una canzone su un amore fugace, è molto orecchiabile e sicuramente più leggera, anche se nei testi mi piace sempre seminare un po’ di poesia.

Descrivimi Diletta Fosso con un accordo e con 3 parole! 

Un accordo di seconda sospesa: aperto, in bilico, forse luminoso? Mi piacerebbe che lo fosse! Le 3 parole: sensibile, libera, determinata.

Informazioni su Diletta Fosso

The Parallel Vision ⚭ ­_ Paolo Gresta)


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